Influencer Marketing: cosa è in 8 punti e perché deve far parte del marketing mix aziendale

Influencer Marketing: cosa è in 8 punti e perché deve far parte del marketing mix aziendale

Influencer marketing, questo ancora troppo poco conosciuto. Se sei arrivato su questo articolo è perché sei un blogger che vuole scoprire il mondo dell’influencer marketing o sei un’azienda che desidera attivare una campagna di influencer marketing. In entrambi i casi non ne sai molto. In questo articolo ti spiegherò in modo semplice ed il più sintetico possibile, che cosa si intende per influencer marketing, cosa è una campagna di influencer marketing, chi è un influencer e come sceglierlo, come fare influencer marketing, i costi e qual è il rapporto tra influencer e turismo.

Influencer Marketing

Al giorno d’oggi non si può pensare di fare comunicazione senza sapere cosa sia l’influencer marketing. Anche se non tutti i settori sono stati così veloci nell’abbracciare questo ramo del marketing, gli influencer si sono di fatto inseriti in pianta stabile tra le leve del marketing strategico. Se sei un blogger o influencer devi conoscere questa tematica, perché – di fatto – sarà la base del tuo business, se sei un’azienda l’influencer marketing è una voce di spesa nel tuo budget marketing che non puoi più ignorare.

Pronto a partire per questo viaggio nella comunicazione e nell’influencer marketing? Andiamo! 😉

Influencer marketing cos’è

Ti stai chiedendo cos’è l’influencer marketing? Bene, ti farà piacere sapere che sei atterrato nel posto giusto! 🙂

In italiano il nome non ha così tanto appeal come in inglese, infatti letteralmente si dice marketing di influenza. L’influencer marketing è ormai una forma consolidata di marketing online ed è una tipologia di marketing in cui il focus è sulle persone influenti, i così detti influencer, parola che negli ultimi anni corre sulla bocca di tutti!

Tuttavia ci sono ancora molte persone che non capiscono veramente cosa significa influencer marketing ed è facile intuirlo anche dalle ricerche che vengono fatte in Google. Le keyword ricercate per influencer marketing sono “cosa fa un influencer marketing“, “cos’è una influencer marketing“, “costo di un influencer merketing” o “chi è l’influencer marketing“. Come vedi dalle frasi si pensa all’influencer marketing come ad una persona, un professionista, e non come ad una disciplina. Il che denota che c’è molta confusione in materia!

Influencer marketing definizione

L’influencer marketing è il processo di sviluppo di relazioni con persone influenti, in grado di aumentare la visibilità e la riconoscibilità di un brand, di un prodotto o di un servizio,

In sintesi, si sta sfruttando l’influenza che alcune persone chiave – gli influencer per l’appunto – hanno con il loro pubblico per creare passaparola di un prodotto o di un servizio, processo che sortisce in ultimo effetti positivi sui volumi di vendita dei prodotti. E’ un concetto strettamente legato ai social media.

Quando è nato l’influencer marketing

Il desiderio da parte di chi possiede un’attività di poter in qualche modo influenzare gli acquisti dei potenziali clienti credo sia vecchio quanto il mondo! Se Re, Regine e Papi sono sempre stati degli influencer, uno dei primi tentativi di usare dei testimonial da associare ad un brand lo vediamo ad esempio nel caso di Nancy Green, la prima di diverse modelle afro-americane assunta nel 1890 da R.T. Davis Milling Company per divenire il volto del mix per pancake “Aunt Jemima.”

Se Nancy era una perfetta sconosciuta, nel 1905 la marca di sigarette Murad punta invece su di un volto noto, Roscoe “Fatty” Arbuckle, attore, produttore cinematografico e regista statunitense nell’epoca del film muto.

Tra le celebrità che hanno fatto la storia dell’influencer marketing non possiamo non citare Santa Claus, che nel 1931 diviene il memorabile volto della campagna pubblicitaria di Coca – Cola.

Da lì in poi è storia. L’utilizzo di testimonial più o meno famosi, reali o di fantasia, diventa una pratica comune in ambito pubblicitario e, con l’entrata in campo di internet nella seconda metà del 1900, il lancio del World Wide Web nel 1995 e la pubblicazione di Napster, il primo sistema di file sharing di massa nel 1999 e lo sviluppo dei blog nei primissimi anni del 2000, il mondo della comunicazione acquista un nuovo media da presidiare.

Il resto te lo posso raccontare di persona, perché io c’ero. Quando, nel 2002 sono entrata come stagista in un ufficio stampa moda di Milano (era l’inizio della mia carriera lavorativa) le cartelle stampa venivano inviate con le diapositive (le “diapo”) e i save the date con i fax. Nel 2003 già mi occupavo di Digital PR per i marchi di moda che seguivo e – credimi – allora non si parlava nemmeno di Digital PR, e veniva lanciato Linkedin. Nel 2004 si inizia a parlare di Web 2.0, nel 2005 nasceva Youtube e nel 2006 si passa al Web 3.0 e viene lanciato Twitter. Nel 2007 mandavo poke in un Facebook (2004) in sola versione inglese, che nel 2008 in Italia diventa the place to be. Sempre nel 2007 Second Life (2003) è il trend topic del momento nel mondo della comunicazione italiana e io ero membro dell’esclusiva piattaforma ASmallWorld.com (2004) e qui, nel 2008, trovavo la stanza per il mio viaggio in solitaria a New York e feste a cui partecipare tutte le sere. Quello stesso Agosto va online Airbnb. Nel 2009 aprivo il mio primo blog in WordPress (2003) e Chiara Ferragni il suo The Blonde Salad. Nel 2010 mi occupavo di Digital PR, Social Media Management, blogging e viral marketing per una piattaforma di social shopping di Seattle. Lo stesso anno venivano lanciati Instagram e Pinterest. Di lì a poco si inizia a parlare massivamente delle “nuove professioni del web“. Come vedi nel giro di 10 anni il mondo della comunicazione è stato caratterizzato da una vorticosa ed inarrestabile accelerazione, che ne ha – di fatto – cambiato il paradigma.

Il boom dei social network degli anni successivi ha contribuito ad aumentare l’importanza delle opinioni scritte in rete, creando così nuove occasioni per gli influencer affermati ed emergenti. Questo processo innesca anche il nascere di attori specializzati nella discovery e nel coinvolgimento degli influencer ed è così che nasce l’influencer marketing, le piattaforme di influencer marketing e all’era del Web 4.0, che vede, nel 2016, entrare in gioco Tik Tok.

Chi è un influencer

Ora la domanda che sorge spontanea è: chi è un influencer?

influencer s. m. e f. Personaggio popolare in Rete, che ha la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di un determinato gruppo di utenti e, in particolare, di potenziali consumatori, e viene utilizzato nell’àmbito delle strategie di comunicazione e di marketing.

Treccani

A differenza delle celebrità, gli influencer possono essere ovunque e chiunque. Ciò che li rende influenti è il loro seguito sul web e sui social media. Una community che guarda all’influencer come ad un amico e gli accorda fiducia. Qualsiasi settore ha i suoi influencer. Alcuni avranno centinaia di migliaia (se non milioni) di follower, ma la maggior parte sembreranno agli occhi dei meno esperti persone qualunque. Alcuni possono avere solo 10.000 follower o anche meno. Tuttavia hanno sviluppato una reputazione e vengono considerati autorevoli nel loro campo di azione. Sono, per molti, delle persone di riferimento, che danno idee, suggerimenti e forniscono risposte precise a determinate necessità per un determinato argomento. A seconda della loro sfera di competenza, sono le persone che pubblicano i post social più coinvolgenti sul loro argomento specialistico. Condividono le immagini migliori, realizzano i video più divertenti e gestiscono le discussioni online più informative.

Make up Pablo Ardizzone
Pablo Ardizzione – Make up artist delle celebrities

Campagna di Influencer marketing

Con la terminologia campagna di Influencer Marketing si intende un’attività in cui un brand coinvolge uno o più Influencer con scopi commerciali.

Come avrai intuito con una campagna di influencer marketing è possibile raggiungere un pubblico mirato ed interessato, con un messaggio ben specifico, innescando dinamiche virali online.

Questo genere di campagne consistono nella diffusione sui social network (Instagram, Facebook, Twitter, YouTube, Snapchat, Tik Tok, ecc.) e sui blog, se l’influencer coinvolto è anche un blogger (e spesso non è così e al link ti spiego perché!), di contenuti testuali e fotografici che mostrano il personaggio influente sfoggiare con gioia o utilizzare con piacimento il prodotto o servizio del brand. L’endorsement consente di catalizzare l’attenzione del pubblico verso un prodotto o brand e influenzarne la percezione mediante l’immagine del personaggio stesso.

Come fare influencer marketing

Come fare influencer marketing? Innanzi tutto va chiarito che nell’influencer marketing non ci si improvvisa e non ci sono CUGGINI che tengano. Si tratta di una tipologia di marketing che si muove in uno scenario in continuo mutamento e che richiede una specifica preparazione oltre che una visione a 360° del mondo della comunicazione.

Attualmente nell’ecosistema azienda possiamo intravedere tre tipi di approcci:

  1. Si ricorre all’influencer marketing per azioni spot, scegliendo tra gli influencer più noti o gli abitué del PR o account incaricato. Questi contattano personalmente gli influencer. Il budget è solitamente limitato, come anche i tool di misurazione messi in campo. L’obiettivo principale è creare brand awareness.
  2. Si coinvolgono gli influencer per campagne spot, ma entra in gioco una tecnologia adeguata, se pur basilare, sia per la ricerca della persona influente più in linea con il brand e gli obbiettivi di comunicazione, che per la misurazione dei risultati dell’iniziativa. Si punta alla brand awarness o alla consideration.
  3. L’influencer marketing esce dalla sfera nice to have, per entrare a pieno titolo nel marketing mix aziendale su piano annuale. Grazie ad un budget dedicato è possibile lavorare con agenzie specializzate in influencer marketing, con attività che puntano a spingere gli utenti finali all’acquisto.

Quando ci si cimenta nell’influencer marketing la prima cosa da ricordare è che non si sta comprando una pagina in un giornale, ma si collabora una persona autentica. Scegliere le persone giuste per veicolare il messaggio del brand è fondamentale. Se si riesce in questo ai follower dell’influencer non interessa se quello che vedono è pubblicità e il successo della campagna di influencer marketing è garantita.

Cosa vedere a Bari: un tour della città con Manuela Vitulli
Manuela Vitulli – Travel Blogger

Costo influencer marketing

Qual è il costo di una campagna di influencer marketing? L’influencer marketing, ad oggi, non ha regole precise o listini prezzi validi per tutti, il che complica la vita ad aziende e agli influencer stessi. Ogni persona influente può scegliere con quali aziende collaborare e quali prezzi fissare. Tra i parametri che determinano il costo di un influencer possiamo annoverare sicuramente:

  • il numero di lettori di un blog.
  • il numero di follower su vari canali social.
  • la percentuale di engagement.
  • la qualità dei contenuti.
  • il settore che influisce sul prezzo, ad esempio il costo di un post sponsorizzato è maggiore per i profili che trattano di viaggi, entertainment e lifestyle, mentre è minore per settori molto popolari come il fashion, beauty o food.

In linea di massima tutti i big del settore richiedono retribuzioni in denaro, mentre gli influencer emergenti, con una piccola fan base, possono decidere di accettare anche altre forme di retribuzione, come ad esempio collaborare in cambio merce. Ti spiego meglio quanto si guadagna con Instagram e come controllare il valore di un post e di un influencer nell’articolo dedicato che trovi a questo link.

Influencer marketing turismo

Influencer e turismo. Quello che la pandemia, che ha investito il mondo nel 2020, ha portato alla luce è che il mercato del turismo per lo più – quando va bene – non sta utilizzando in modo corretto ed efficace la comunicazione digitale. Ormai risulta evidente quanto sia importante un uso strategico dell’influencer marketing nel marketing mix aziendale anche in campo turistico.

Come è emerso durante l’evento BTO 2020 (Buy Tourism Online), dedicato all’innovazione dell’hospitality, per il turista 4.0 il passaparola resta una leva importante del processo decisionale. Da quanto riportato da BTO il 57% degli utenti pianifica un viaggio sulla base delle foto postate da altri viaggiatori. Il marketing territoriale è sempre più guidato da contenuti visuali e le persone tendenzialmente ricercano notizie e suggerimenti di viaggio tra i viaggiatori che hanno lo stesso modo di sentire e abbracciano lo stesso stile di vita.

Alla luce di tutto ciò non si può più mettere la testa sotto la sabbia e continuare a voler ignorare l’influencer marketing e a non guardare a travel blogger e travel influencer come a dei professionisti del settore . E’ tempo di rimboccarsi le maniche, studiare e sperimentare! 😉

travel influencer

Roberta Ferrazzi

Roberta Ferrazzi, travel blogger veronese fondatrice e manager di LeCosmopolite.it, il salotto dedicato alle donne viaggiatrici, è una consulente in comunicazione online e offline con pluriennale esperienza nel mondo del lusso a livello internazionale e forte competenza nel campo della moda, gioielleria, orologeria, design e luxury event. Nel 2017 ha fondato la PR & Digital boutique Roberta Ferrazzi Communication. Oggi progetta e realizza strategie di comunicazione digitali e offline per promuovere con profitto aziende e professionisti. Il suo ufficio è il suo computer. La potrete trovare spesso sul Lago di Garda, a Milano, a Roma, a Parigi e ovunque il desiderio di scoperta la conduca. Ama il design, l’arte, la moda, la musica e il ballo (il tango in particolare), il buon cibo e le grandi tazze di caffè. Viaggia spesso in solitaria alla scoperta di nuove culture o alla ricerca di un po’ di relax. Per contattarla

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