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Cosa vedere a Padova in 1 o 2 giorni: itinerario a piedi nel centro storico

Cosa vedere a Padova? Sono moltissimi i luoghi di interesse da visitare in quella che è una delle città più affascinanti e ricche di storia d’Italia. Padova, la “Città dei Tre Senza“, è un luogo di straordinaria bellezza, famoso per la sua antica università, la Cappella degli Scrovegni, la grande arte di Giotto, le sue piazze storiche e i suoi eccezionali monumenti e siti Patrimonio UNESCO, tra cui l’Orto Botanico. In questo articolo vi condurrò in un viaggio attraverso le strade lastricate di questa città millenaria, svelandovi le sue storie, curiosità e i suoi tesori nascosti. Passeggeremo attraverso il tempo, dalla Padova romana all’epoca medievale, dal Rinascimento al presente, scoprendo la cultura, l’arte e la tradizione che rendono questa città così unica. Non ultimo vi darò alcuni consigli per organizzare la visita a Padova.

Cosa vedere a Padova

Benvenuti a Padova, una delle gemme del Veneto, città intrisa di storia, cultura e innovazione. Padova vanta una ricca e secolare eredità che ha contribuito in modo significativo alla cultura italiana ed europea. Conosciuta per la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto, l’antica università, i capolavori artistici e le sorprendenti piazze storiche, Padova è una destinazione che offre un affascinante equilibrio tra tradizione e modernità. In questa guida di Padova vi spiegherò cosa vedere a Padova assolutamente, esploreremo le strade del centro storico, scopriremo le sue attrazioni più iconiche, ci immergeremo nella sua affascinante storia e capiremo perché è soprannominata la “Città dei Tre Senza”. Visiteremo insieme la Cappella degli Scrovegni, il celebre Orto Botanico, uno dei giardini più antichi del mondo, e la maestosa Basilica di Sant’Antonio, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio cattolico. Passeggeremo per le piazze affollate, come la storica Piazza dei Signori e il pittoresco Prato della Valle, e ci inoltreremo in angoli affascinanti della città. Siete pronti a esplorare Padova? Allora preparatevi a scoprire un mondo di cultura, arte, scienze e tradizioni in questa meravigliosa città italiana. 😉

Guida turistica, approfondimenti di viaggio ed articoli correlati icona Scopri cosa vedere a Padova e dintorni.

Palazzo della Ragione – Padova

Dove si trova Padova

Padova è una città della regione Veneto. E’ ubicata all’estremità orientale della Pianura Padana, poco distante dal Parco Regionale dei Colli Euganei. Padova dista circa:

Padova città UNESCO

Padova è annoverata tra le città UNESCO del Veneto e d’Italia grazie ai sui affreschi Trecenteschi e al suggestivi orto botanico, che costituiscono un patrimonio culturale e naturale di valore straordinario e dei luoghi da inserire nella lista di cosa vedere a Padova.

Padova Urbs picta: i cicli affrescati del 1300 patrimonio UNESCO

Padova Urbs Picta (Padova città dipinta) nel 2021 è stata inserita tra i patrimoni UNESCO per i suoi cicli affrescati Trecenteschi. Un mirabile esempio del genio creativo dell’uomo, che si esprime nelle opere di Giotto e degli artisti che ne hanno seguito l’insegnamento nel corso del 1300, come Jacopo da Verona, Guariento di Arpo, Giusto de’ Menabuoni, Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzi. I siti patrimonio UNESCO di Padova Urbs Picta sono:

Tutti questi straordinari punti di interesse sono compresi nella Padova Urbs picta card, la city card acquistabile presso l’Info Point della città e online sul sito ufficiale del turismo di Padova, che consente l’ingresso ai luoghi del sito seriale patrimonio Unesco.

Orto Botanico di Padova UNESCO

L’Orto Botanico di Padova, istituito nel 1545, è il più antico giardino botanico ancora situato nella sua posizione originale. Occupa un’area di circa 2,2 ettari ed è ubicato nel cuore del centro storico di Padova, nelle vicinanze del Prato della Valle. Nel 1997, è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Cosa visitare a Padova: itinerario a piedi nel centro storico

Sono davvero moltissimi i luoghi di interesse da inserire tra le tappe imperdibili del cosa vedere a Padova. Questa città offre una ricchezza di attrazioni che catturano l’immaginazione di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Dai suoi affreschi trecenteschi all’affascinante patrimonio artistico, dalla maestosa architettura alle deliziose piazze, Padova è una destinazione imperdibile per chi desidera immergersi nell’arte, nella storia e nella bellezza paesaggistica del nord Italia. Di seguito esploreremo alcune delle principali cose da vedere a Padova, che rendono questa città così affascinante e unica.

Cappella degli Scrovegni e Giotto

La Cappella degli Scrovegni è decisamente in cima alla lista del cosa vedere a Padova. E’ infatti famosa in tutto il mondo per l’eccezionale ciclo pittorico realizzato da Giotto di Bondone (1267 ca. – 1337), che testimonia la profonda rivoluzione artistica introdotta dall’artista toscano nell’arte dell’Occidente, aprendo le porte alla terza dimensione, la profondità, e al naturalismo che caratterizza i personaggi ritratti.

Storia della Cappella degli Scrovegni di Padova

Questo antico luogo di culto fu fatto realizzare da Enrico Scrovegni come oratorio privato del suo palazzo, con l’intento di espiare i peccati d’usura suoi e del padre ed amicarsi la Chiesa. Enrico era infatti il figlio dell’usuraio Rinaldo degli Scrovegni, che venne messo nientemeno che da Dante nel suo “Inferno”. La Cappella degli Scrovegni è dedicata a Santa Maria della Carità e si presenta all’esterno come un semplice edificio di mattoni rossi ad una sola navata. L’interno invece è davvero straordinario.

Affreschi della Cappella degli Scrovegni di Padova

Il ciclo pittorico che decora l’intera cappella venne affrescato da Giotto in soli due anni, tra il 1303 e il 1305. Gli affreschi trattano il tema della salvezza e riportano le storie di Anna e Gioacchino, di Maria e di Gesù, le allegorie dei vizi e delle virtù e il grandioso Giudizio Universale.

Biglietti per la Cappella degli Scrovegni e visita

La Cappella degli Scrovegni si trova in Piazza Eremitani 8, poco distante dalla stazione ferroviaria di Padova e dal Palazzo della Ragione, ed è aperta tutto l’anno dalle 9.00 alle 19.00. La visita dura 30 minuti e va prenotata con largo anticipo online, è infatti davvero difficile trovare posto il giorno stesso in biglietteria. Come accade anche al Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano, gli ingressi sono contingentati: si entra in gruppi di massimo 25 persone. Dopo un video introduttivo, si accede alla cappella per 15 minuti circa. Non ascoltate chi vi dirà di arrivare al sito 20 minuti prima dell’orario riportato sul biglietto. Il personale è ligissimo alla tabella oraria e quindi perderete solo tempo e finirete per attendere inutilmente sotto il sole d’estate e al freddo in inverno. 😉

Torre e Orologio astronomico di Padova

La Torre con l’Orologio astronomico si trova nella deliziosa Piazza dei Signori ed è un’altra voce nella lista del cosa vedere a Padova e una tappa imperdibile per gli amanti del turismo astronomico. Molti si limitano ad ammirare la torre e l’orologio dall’esterno. Non molti sanno infatti che è possibile partecipare a delle visite guidate dell’interno della torre e dell’orologio. A me è piaciuta moltissimo! 😉

Storia dell’Orologio astronomico di Padova

La torre, che ricorda quella dell’orologio in Piazza San Marco a Venezia, venne costruita nella prima metà del 1400 come porta orientale dell’allora Reggia Carrarese e successivamente sopraelevata, acquisendo anche uno stile gotico, il celebre orologio astronomico e – nel 1500 – il grande arco trionfale alla base. L’orologio di Padova è il famoso astrario di Giovanni Dondi da Chioggia, l’orologio planetario capolavoro medievale, capace di indicare non solo l’ora, ma anche il calendario annuale, il movimento dei pianeti conosciuti all’epoca della sua costruzione, del Sole e della Luna. L’orologio astronomico di Padova che vediamo oggi non è l’originale di Dondi, che è è stato danneggiato da un incendio, ma una riproduzione del 1437 ad opera degli orologiai Matteo Novello, Giovanni e Giampietro dalle Caldiere.

Visitare l’Orologio astronomico di Padova

Partecipando alla visita guidata della Torre con l’Orologio astronomico di Padova, organizzata dai volontari di Legambiente Salvalarte, avrete modo di salire nella torre, visitare i piani che ospitano il meccanismo dell’orologio e scoprirne la storia e gli ammodernamenti. Potete prenotare il tour ad offerta libera di Legambiente Salvalarte online. La visita guidata dura un’ora circa.

Curiosità dell’Orologio astronomico di Padova

Una curiosità: se guardate l’orologio di Padova dalla Piazza dei Signori noterete che presenta tutti i segni zodiacali, tranne quello della bilancia. Questa mancanza è dovuta al fatto che i segni rappresentati si rifanno al sistema zodiacale pre-romano, nel quale le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia erano unite in una sola, quella dello Scorpione, che infatti occupa maggior spazio nella fascia riservata allo zodiaco. La leggenda popolare – ben più suggestiva – narra invece che il costruttore non mise volutamente la bilancia a seguito di un mancato pagamento, per simboleggiare l’ingiustizia subita. 😉

Palazzo della Ragione a Padova

Palazzo della Ragione a Padova è un altro luogo icona da annoverare assolutamente in una guida di cosa vedere a Padova. Questo maestoso palazzo risale all’età comunale, quando 1218 si decise di costruire un imponente edificio a due piani che potesse ospitare al piano terra i negozi e al primo piano il Palazzo di Giustizia. Nei primi anni del 1300 Fra Giovanni degli Eremitani ideò un nuovo tetto a forma di carena di nave rovesciata ed i lunghi portici a logge. Per la decorazione parietale interna venne chiamato Giotto e bottega, che realizzarono un ciclo di affreschi a tema astrologico su tre fasce sovrapposte. Purtroppo i dipinti andarono in fumo – letteralmente – e vennero ripristinati in seguito sulla basi di studi di Pietro d’Abano. Durante la visita del grande Salone potrete notare tre cose:

  • la pietra del Vituperio, su cui i debitori insolventi erano costretti a battere le natiche tre volte dopo essersi messi in mutande, usanza da cui deriva l’espressione “restare in braghe di tela“.
  • il grande cavallo ligneo, restaurato e riportato al suo antico splendore, creato da Annibale Capodilista per un torneo e successivamente donato dalla sua famiglia alla città.
  • una ricostruzione del 2006 del pendolo di Foucault, composta da una sfera di ferro e alluminio di 13 kg sospesa a un filo d’acciaio lungo 20 metri.
  • la meridiana a pavimento che proietta un raggio di luce a mezzogiorno grazie ad un foro nella parete meridionale del palazzo.

Palazzo della Ragione si trova tra Piazza della Frutta e Piazza delle Erbe, a due passi da Piazza dei Signori e Palazzo Bo. L’ingresso al salone è a pagamento e la visita è libera. Una volta terminato il tour, che dura circa venti minuti, non mancate di passeggiare tra le botteghe del mercato del sotto Salone al pian terreno. 😉

Palazzo del Bo: l’antica Università di Padova

Palazzo del Bo si trova in Via VIII Febbraio 2, nel cuore del centro storico di Padova, ed è uno dei luoghi più iconici e storici della città. Originariamente costruito nel tardo XVI secolo, il palazzo è diventato il principale edificio amministrativo e accademico dell’Università di Padova, una delle più antiche d’Europa. Questo ateneo si distingue per custodire dei veri e propri capolavori di arte, architettura e design. Se da una parte è possibile passeggiare liberamente per i bei cortile dell’Università, dall’altra è possibile prendere parte a delle visite guidate che portano alla scoperta dei seguenti spazi:

  • Cortile antico dell’Università.
  • Aula Magna .
  • Sala dei Quaranta, dove si trovano la presunta cattedra e una copia della vertebra di Galileo Galilei.
  • Teatro Anatomico e Cucina Anatomica
  • Sala di Medicina, con affreschi di Achille Funi.
  • Sala di Giurisprudenza, con affreschi di Gino Severini.
  • Statua di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna a laurearsi al mondo.
  • Cortile Nuovo, progettato dall’architetto Ettore Fagiuli.
  • Atrio degli Eroi e Scala del Sapere di Gio Ponti.
  • Opere di Gio Pomodoro e Jannis Kounellis.

Luoghi come l’Aula Magna ed il Teatro Anatomico sono decisamente da inserire nella lista del cosa vedere a Padova e vi consiglio caldamente di prendere parte alla visita guidata dell’ateneo. Non ve ne pentirete. 😉

Guida turistica, approfondimenti di viaggio ed articoli correlati icona Scopri Palazzo del Bo e come organizzare la visita.

Prato della Valle

Prato della Valle è il simbolo di Padova per cui non mancate di inserirlo nel cosa vedere a Padova. Con i suoi 88.620 metri quadrati di superfice, Prato della Valle è la piazza più grande della città e – si dice – seconda per grandezza solo alla Piazza Rossa di Mosca. La sua attuale conformazione risale alla fine del 1700 ed è caratterizzata da un’isola centrale di forma ellittica, chiamata Isola Memmia, che occupa una superficie di circa 20.000 metri quadrati ed è raggiungibile grazie a quattro ponti. Questa isola è circondata da un canale alimentato dal Canale Alicorno e, sulle sue rive si trova un doppio anello di statue che circonda l’isola stessa, creando una circonferenza esterna di 1.450 metri. Il nome dell’isola centrale si deve a colui che volle la bonifica di questa zona semi paludosa della città e la creazione del famoso Parto padovano, ossia ad Andrea Memmo, patrizio veneziano illuminista, nominato Provveditore della Serenissima a Padova, Delle 78 statue che decorano il Prato delle Valle e che rappresentano Dogi, Papi e personaggi illustri, la 52° del giro interno si distingue per essere un’opera giovanile del celebre scultore Antonio Canova. La statua originale è oggi esposta ai Musei Civici di Padova.

Basilica di Santa Giustina a Padova

L’imponente Basilica di Santa Giustina troneggia nella parte meridionale del Prato della Valle ed è impossibile non citarla tra le tappe del cosa vedere a Padova. La chiesa, realizzata principalmente in mattoni, assume la sua forma attuale nel 1600 ed è dedicata a Santa Giustina, la patrona di Padova. Santa Giustina fu giustiziata a Padova nel 300, quando aveva solo 16 anni, e riposa insieme ad altri martiri e all’evangelista Luca all’interno della basilica. La facciata esterna è incompleta, tuttavia questo aspetto non fa altro che aumentarne il fascino di questa imponente costruzione, coronata da ben otto cupole. All’interno della basilica, il soffitto a volta della navata principale è sostenuto da 26 colonne massicce, mentre nelle navate laterali e nel transetto si aprono ben 20 cappelle, ognuna decorata con grande ricchezza artistica. Tra le cose da vedere nella Basilica di Santa Giustina a Padova vanno annoverate:

  • Il capolavoro dell’altare principale, ossia il “Martirio di Santa Giustina” di Paolo Caliari, detto il Veronese (1528 – 1588).
  • Il sarcofago di San Luca, tradizionalmente riconosciuto come l’autore degli Atti degli Apostoli e del Vangelo di Luca, ubicato nel transetto sinistro dell’altare principale.
  • La Cappella di San Luca, in cui trova la tomba di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna al mondo a conseguire un dottorato.
  • La piccola stanza affrescata con un pozzo che custodisce le ossa di martiri paleocristiani.
  • L’Antica Cassa, una gabbia di ferro che contiene i resti del sarcofago di legno di San Luca.
  • La Cappella funebre di San Prosdocimo, che è anche la più antica chiesa di Padova. I dipinti sulle pareti della cappella risalgono al VI secolo, e l’opera sopra il sarcofago raffigura il Santo Prosdocimo. Nel piccolo atrio della cappella, sulla sinistra, è posta la tomba di Santa Giustina.

Orto Botanico di Padova

L’Orto Botanico dell’Università di Padova è il più antico orto botanico al mondo ancora nella sua collocazione originaria e – come accennato in precedenza – è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Va da sè che è una cosa da vedere a Padova. L’Orto Botanico di Padova si trova in Via Orto Botanico 15, a due passi da Prato della Valle, e venne progettato in parte dall’architetto bergamasco Andrea Moroni, autore anche del cortile antico di Palazzo Bo. La sua struttura architettonica, arricchita ed ampliata nei secoli successivi, propone una lettura intrisa di significati geografici, astrologici e forse persino esoterici.

Storia dell’Orto Botanico di Padova

L’Orto Botanico di Padova è stato fondato nel 1545 con l’obiettivo principale di coltivare piante medicinali, che costituivano la maggior parte dei rimedi naturali utilizzati all’epoca. Gli orti botanici venivano chiamati “giardini dei semplici“, perché si occupavano principalmente di coltivare erbe medicinali direttamente raccolte dalla natura. L’Università di Padova aveva già una solida reputazione nella ricerca sulle piante, specialmente per quanto riguarda le loro applicazioni in campo medico e farmaceutico. In questo contesto, le opere botaniche di autori come Aristotele e Teofrasto venivano studiate e discusse. Personaggi illustri come Alberto Magno di Laningen e Pietro D’Abano avevano contribuito alla conoscenza delle piante e delle loro proprietà. All’epoca della fondazione dell’Orto Botanico, esisteva una notevole incertezza riguardo all’identificazione delle piante usate in terapia dai medici dell’antichità. Erano comuni errori e frodi, che rappresentavano un serio rischio per la salute pubblica. La creazione di un giardino di piante medicinali, su iniziativa di Francesco Bonafede, professore di “lettura dei semplici”, aveva lo scopo di aiutare gli studenti a riconoscere le vere piante medicinali da quelle contraffatte. Il primo custode dell’Orto, Luigi Squalermo, noto come Anguillara, introdusse e coltivò circa 1800 specie di piante a questo scopo. A causa del valore delle piante ospitate nell’Orto e del costo dei farmaci ricavati da esse, il giardino era spesso oggetto di furti notturni, nonostante le severe punizioni previste per chi compiva tali atti. Di conseguenza, fu costruito un muro di recinzione circolare, che diede luogo ai nomi alternativi come “hortus sphaericus,” “hortus cinctus,” e “hortus conclusus”. L’Orto Botanico di Padova è stato costantemente arricchito con piante provenienti da diverse parti del mondo, in particolare da regioni con cui la Repubblica di Venezia aveva relazioni commerciali o possedimenti. Questo ha reso Padova un importante centro per l’introduzione e lo studio di molte specie di piante esotiche. Oggi l’Orto di Padova accoglie 3500 specie diverse di piante.

Cosa vedere all’Orto botanico di Padova

Durante la visita all’Orto botanico di Padova potrete vedere l’Orto rinascimentale, il Giardino della biodiversità ed il Museo Botanico. Tra gli alberi storici presente nell’orto botanico vanno annoverati:

Palma di Goethe

La Chamaerops humilis, conosciuta come la “Palma di Goethe,” fu piantata nel 1585 ed è oggi la più antica pianta presente nell’Orto Botanico di Padova. La palma è collocata in una serra ottagonale appositamente dedicata, situata vicino alla Porta Nord, nell’area destinata alle piante medicinali. La sua fama universale come “Palma di Goethe” deriva dal fatto che il poeta tedesco, dopo averla ammirata nel 1786, sviluppò la sua intuizione evolutiva che successivamente pubblicò nel “Saggio sulla metamorfosi delle piante” nel 1790. I vari fusti di questa palma possono raggiungere un’altezza di 12 metri.

Ginkgo biloba

Il magnifico Ginkgo biloba situato all’interno della Porta Nord dell’Orto Botanico di Padova, secondo la tradizione, fu importato nella città nel 1750. Questo esemplare è di sesso maschile, ma verso la metà dell’Ottocento, fu effettuato un innesto a scopo didattico inserendo un ramo femminile. La sua originaria forma conica fu persa a causa di un fulmine. Anche il celebre Wolfgang Goethe, profondamente affascinato da questa maestosa pianta, le dedicò un scritto.

Robinia

L’esemplare di Robinia pseudoacacia presente nell’Orto Botanico di Padova rappresenta la prima introduzione di questa acacia (o robinia) in Italia. Risale all’anno 1662, cioè soltanto sessant’anni dopo che questa specie fu portata in Europa dal giardiniere di re Enrico IV di Francia, Jean Robin, da cui il famoso naturalista Carl Linnaeus coniò il nome del genere “Robinia.” Nel 1750 da questo esemplare padovano furono raccolti i semi utilizzati per introdurre la specie anche in Germania, in linea con i desideri dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Nel 1788 un’altra pianta, ottenuta da un seme proveniente dall’albero di Padova, fu portata nell’Orto Botanico dell’Arcispedale di Santa Maria Nova a Firenze, e in seguito fu trapiantata nel Giardino dei Semplici. Questa introduzione in Toscana fu realizzata da Ottaviano Targioni-Tozzetti.

Basilica di Sant’Antonio di Padova

La Pontificia Basilica di Sant’Antonio, conosciuta anche come “Il Santo” dai padovani, è uno dei principali punti di interesse nella lista di cosa vedere a Padova e uno dei più straordinari capolavori artistici al mondo.

Storia della Basilica di Sant’Antonio di Padova

Riconosciuto come Santuario internazionale dalla Santa Sede, questo luogo di culto è anche uno dei più celebri e visitati nella cristianità. L’architetto responsabile della basilica rimane sconosciuto, ma si ritiene che fosse un francescano dotato di eccezionale genio e una vasta conoscenza dell’arte figurativa. La costruzione di questo tempio iniziò nel 1232 in onore di Sant’Antonio di Padova e la parte principale fu completata alla fine del XII secolo. L’edificio, in un contesto più ampio, mostra chiari richiami alla Basilica di San Marco a Venezia, ma al contempo presenta strutture massicce e imponenti in stile romanico, e un’area absidale slanciata con nove cappelle radiali in uno stile gotico puro. Queste varie e contrastanti caratteristiche sono fuse insieme in un unicum completamente originale, che immediatamente distingue la Basilica di Sant’Antonio da qualsiasi altro edificio medievale. L’esterno è di particolare bellezza, specialmente quando si ammira l’abside, mentre l’interno trasmette un senso di austera grandiosità.

Cosa vedere nella Basilica di Sant’Antonio di Padova

Le principali opere d’arte custodite all’interno della Basilica di Sant’Antonio di Padova sono:

  • L’altare maggiore e il presbiterio, che si caratterizzano per una raffinata balaustra, impreziosita da quattro splendide statue bronzee realizzate da Tiziano Aspetti nel 1594, e dalla presenza di capolavori di Donatello, eseguiti a partire dal 1448, i quali, nel loro insieme, rappresentano l’opera d’arte più celebre all’interno della Basilica.
  • la Cappella di Sant’Antonio o dell’Arca, splendida opera Rinascimentale che si caratterizza per nove rilievi marmorei con scene della vita e miracoli di Sant’Antonio e il suo altare-tomba eseguito da Tiziano Aspetti (1594).
  • la Cappella della “Madonna Mora”, ossia la parte rimanente dell’antica chiesetta di Santa Maria Mater Domini, che venne donata a Sant’Antonio nel 1229 dall’allora vescovo di Padova. In questo luogo Sant’Antonio celebrava la Messa, si raccoglieva in preghiera e fu sepolto nel 1231. La Cappella si caratterizza per la presenza di un altare gotico e della maestosa statua della Vergine, opera di Rinaldino Puydarrieux (o di Guascogna, 1396).
  • la cappella del Beato Luca da Padova, discepolo e compagno di Sant’Antonio nonché probabile promotore della costruzione della basilica. Nell’arca che fa da mensa all’altare riposano le sue spoglie.
  • la Cappella delle reliquie o del tesoro, che venne eretta verso la fine del 1600 in stile barocco su progetto dell’architetto e scultore Filippo Parodi, e che espone persino una reliquia di San Giovanni Paolo II.
Convento e Chiostri della Basilica di Sant’Antonio di Padova

Sul lato meridionale della Basilica si estende il convento francescano, che ha accresciuto la sua presenza nei secoli, partendo dalla modesta dimora abitata da sant’Antonio. Il complesso comprende diversi edifici, ciascuno caratterizzato da ampi porticati o chiostri, noti come il Chiostro del Paradiso, il Chiostro del Noviziato, il Chiostro della Magnolia, il Chiostro del Generale e il Chiostro del Museo (o del Beato Luca). Il Chiostro del Noviziato, in particolare, si distingue per la sua eleganza e suggestiva atmosfera, prendendo il nome dai giovani aspiranti francescani che risiedono in una delle sue ali. Nel Chiostro del Beato Luca, i visitatori possono esplorare il Museo Antoniano e il Museo della Devozione Popolare, mentre dal Chiostro del Generale possono accedere a una interessante Mostra Multimediale sulla vita di sant’Antonio e alla prestigiosa Biblioteca Antoniana. Nel corso dei secoli, il convento ha ospitato religiosi di straordinaria santità, cultura e di notevoli posizioni nella Chiesa cattolica. Qui fu educato il futuro papa Sisto IV nel XV secolo, e personalità come Pio VI e Pio VII vi fecero pellegrinaggio. Nel 1982 San Giovanni Paolo II visitò il convento durante la sua pastorale visita a Padova.

Oratorio di San Giorgio a Padova

Sul sagrato della Basilica del Santo, due piccole chiese guardano al visitatore. Quella sulla sinistra è l’Oratorio di San Giorgio, decisamente una cosa da vedere a Padova. La costruzione di questa chiesetta, originariamente concepita come cappella gentilizia funeraria per i marchesi Lupi di Soragna, fu completata nel 1377. L’interno dell’oratorio fu adornato da Altichiero da Zevio, che portò a termine un magnifico ciclo pittorico entro il 1384 che ritrae:

  • la Crocifissione di Cristo e l’Incoronazione di Maria.
  • le vicende dell’Infanzia di Gesù.
  • l’episodi della Leggenda di San Giorgio.
  • le Storie di Santa Caterina e Santa Lucia.

Dal 24 luglio 2021 questo eccezionale ciclo pittorico è stato insignito del prestigioso titolo di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, insieme ad altri sette cicli pittorici presenti nella città di Padova.

Caffè Pedrocchi di Padova

Il famoso Caffè Pedrocchi si trova in Via VIII Febbraio 15, nel cuore del centro storico della città. Questo Caffè non è un semplice punto di ristoro, è un luogo storico e una tappa obbligatoria quando si visita Padova. Il Caffè Pedrocchi è infatti un luogo che gode di una fama internazionale e vi sarà presto chiaro perché lo inserisco nella guida di cosa vedere a Padova assolutamente. 😉

Storia del Caffè Pedrocchi di Padova

Nel 1800 Antonio Petrocchi eredita la “bottega del caffè” aperta dal padre Francesco nel 1772 e inizia i lavori di ampliamento e restauro con l’idea di trasformarlo nel “caffè più bello della Terra”. Prestigioso punto d’incontro frequentato da intellettuali, studenti, accademici e uomini politici di rilievo, il Caffè Petrocchi è noto per:

  • il soprannome di “Caffè senza porte“, in quanto rimase aperto giorno e notte fino al 1916.
  • essere il luogo in cui nacque il detto “essere al verde“, che deriva dalla sua Sala Verde – ancora accessibile – aperta da sempre a chi vuole accomodarsi senza obbligo di consumare.
  • essere il luogo in cui l’8 febbraio 1848 si verificò il ferimento di uno studente universitario, che scatenò i moti risorgimentali italiani (il foro di un proiettile è ancora visibile nella parete della Sala Bianca).
Cosa vedere al Caffè Pedrocchi di Padova
  • La Sala Verde
  • La Sala Rossa con il magnifico bancone marmoreo con zampe leonine e le carte geografiche rovesciate.
  • La Sala Bianca con il proiettile del 1848 nella parete e un omaggio allo scrittore francese Stendhal (1783 – 1842), affezionato cliente che citò il Caffè padovano nel suo romanzo “La Certosa di Parma”.
  • il Piano Nobile, con le sue 10 stanze decorate con diversi stili, dall’egizia alla la sontuosa Sala Rossini, ed i suoi tanti passaggi segreti, da cui si accede al Museo del Risorgimento di Padova.
  • il “Pedrocchino“, la parte del locale in stile neogotico.
  • i leoni in pietra, che imitano quelli che ornano la cordonata del Campidoglio a Roma.
Cosa bere al Caffè Pedrocchi: il caffè alla menta

Cosa gustare al Pedrocchi? Il caffè alla menta, naturalmente, che nasce dal perfetto connubio tra espresso 100% arabica, emulsione di panna fresca e menta in sciroppo e una polverata di cacao amaro. Mi raccomando, assolutamente NON dovete mescolare prima di berlo. 😉

Pontile del Portello

Il Pontile del Portello è la splendida scalinata Cinquecentesca con un magnifico portale in pietra d’Istria, che strizza l’occhio ad un Arco di Trionfo. Da qui oggi partono e arrivano le imbarcazione de Il Burchiello, che organizza da marzo ad ottobre delle magnifiche navigazione tra Padova e Venezia alla scoperta delle Ville Venete della Riviera del Brenta. Un’esperienza entusiasmante che vi consiglio di fare se soggiornerete a Padova per più giorni.

Guida turistica, approfondimenti di viaggio ed articoli correlati icona Scorpi le Ville Venete lungo la Riviera del Brenta e il tour de Il Burchiello.

Pontile del Portello a Padova

Visitare Padova in 1 o 2 giorni

Il centro storico di Padova è raccolto e costellato dai maggiori punti di interesse della città. Per questo la Urbs Picta si presta bene per essere visitata con una gita fuoriporta di un giorno o per un piccolo viaggio di 2 giorni. Tecnicamente potrete vedere tutto quello che ho inserito in questo itinerario a piedi anche in 1 giorno, ma in questo caso non avrete il tempo per entrare in tutti i luoghi citati in questa guida del cosa vedere a Padova. In due giorni a Padova potrete invece visitare tutti questi punti d’interesse anche all’interno. Non vi indico un itinerario preciso, perché il percorso dipenderà dagli orari delle visite guidate. La cosa però non vi deve preoccupare, perché passeggiare per il centro di Padova è davvero semplice e di certo non vi perderete. 😉

Padova, la Città dei Tre Senza

Una curiosità. Sapete perché Padova è soprannominata la “Città dei Tre Senza“? Questo nomignolo deriva da tre caratteristiche peculiari che la contraddistinguono. Padova è infatti:

  • la città del Caffè senza porte, in riferimento al Caffè Pedrocchi.
  • la città del Prato senza erba, in riferimento a Prato della Valle il cui nome deriva dal toponimo Pratum, che indica un ampio spazio per i commerci e non una distesa erbosa.
  • la città del Santo senza nome, con riferimento a San Antonio, il santo patrono di Padova, la cui Basilica è conosciuta come la Basilica del Santo, senza specificarne il nome.

Dove dormire a Padova

Padova offre un’ampia selezione di hotel, B&B, appartamenti e case vacanze. La scelta dipende solo dal vostro stile di viaggio e dal budget. Per il mio soggiorno a Padova ho scelto l’hotel 4 stelle Le Camp Suite & SPA. Situato in pieno centro storico, in un luogo strategico per la visita della città e comodo da raggiungere a piedi dalla stazione ferroviaria. L’hotel Le Camp si caratterizza per la magnifica SPA aperta fino a mezzanotte, dove potrete rilassarvi dopo aver visitato la città. Io mi sono trovata benissimo e lo suggerisco anche ad una donna che viaggia da sola. 😉

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Come arrivare a Padova

Arrivare a Padova è davvero semplice. La sua posizione geografica la rende facilmente accessibile da varie città italiane ed europee tramite autostrade, treni e aerei, come descritto nella guida precedente.

Come arrivare a Padova in treno

Padova è ben collegata alle principali città italiane tramite il sistema ferroviario. La stazione ferroviaria di Padova è situata nel centro della città ed è un punto di arrivo ideale per i visitatori. Da Venezia, Milano, Firenze e altre città italiane, i treni diretti per Padova sono frequenti e comodi.

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Come arrivare a Padova in auto

Se preferite viaggiare in auto, Padova è facilmente accessibile dalle autostrade A4 e A13. L’autostrada A4 collega Padova a Milano e Venezia, mentre l’A13 collega Padova a Bologna. Diversi parcheggi pubblici sono disponibili in città, ma tenete presente che il centro storico di Padova è una zona a traffico limitato.

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Come arrivare a Padova in aereo

L’aeroporto più vicino a Padova è l’Aeroporto di Venezia Marco Polo (VCE), che dista circa 40 chilometri da Padova. Dall’aeroporto, è possibile prendere un treno diretto per Padova o noleggiare un’auto.

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Roberta Ferrazzi
Roberta Ferrazzi

Ciao, sono ROBERTA FERRAZZI, travel blogger fondatrice e manager di LeCosmopolite.it - il blog al femminile per donne viaggiatrici che stai leggendo ora - Consulente in Marketing e Comunicazione crossmediale, Marketing Coach e Content Creator (RobertaFerrazzi.com). Arilicense di origine e milanese di adozione, vivo tra il Lago di Garda e Milano. Da sempre innamorata dei viaggi, non smetto mai di esplorare il mondo, scoprendo culture incredibili e luoghi mozzafiato. Adoro condividere le mie esperienze di viaggio ed itinerari attraverso il blog e spero di ispirarti a prendere la valigia e partire per avventure emozionanti anche in solitaria. In LE COSMOPOLITE ti parlo di piccolo e grandi avventure per il mondo, ma anche di come diventare travel blogger. Unendo il mio DNA del viaggiatore con la mia esperienza nel marketing crossmediale, ti spiego come trasformare la tua passione per i viaggi in una professione autentica e gratificante. Ricorda, ogni viaggio è un'opportunità per scoprire se stessi e il mondo che ci circonda. Preparati a partire e lasciati sorprendere dalle meraviglie che ti attendono!

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