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Visitare l’Asinara: escursione in bicicletta di 60 Km e gite in barca

Visitare l’Asinara o meglio il Parco Nazionale dell’Asinara è un’esperienza da non perdere in Sardegna. L’Asinara è una magnifica isola al largo di Stintino, famosa per i suoi asini bianchi e per l’ex carcere di massima sicurezza. Oggi è un luogo magico da visitare in uno o due giorni. Ci sono molti modi per visitare l’Isola dell’Asinara, io ho optato per una gita in bicicletta. In questo articolo vi racconto la storia dell’Isola e del Parco, le cose da vedere, come raggiungere l’Asinara, dove dormire e come organizzare il viaggio.

Visitare l’Asinara

Visitare l’Asinara è senza dubbio una delle più belle esperienze da vivere in Sardegna. L’Isola dell’Asinara, così ricca di storia, è semplicemente meravigliosa ed è un vero paradiso per gli amanti dello sport e del turismo lento. Il Parco dell’Asinara infatti può essere vissuto in diversi modi: a piedi, in bicicletta ed in barca. Si può fare un’escursione di un giorno all’Asinara o dormire sull’isola e godersela per più giorni, magari facendo alcune tra le più belle immersioni in Sardegna. Comunque vogliate viverla, l’Asinara vi regalerà dei momenti davvero indimenticabili. 😉

Dove si trova l’Asinara: il Golfo dell’Asinara

L’Asinara si trova nel Golfo dell’Asinara, estrema punta a nord-ovest della Sardegna, ed è separata dalla terraferma dall’Isola Piana. Fa capo al comune di Porto Torres in provincia di Sassari.

Dimensioni dell’Asinara

L’estensione dell’Asinara è di circa 50 chilometri quadrati in un sali e scendi di natura incontaminata, rare specie animali che si muovono libere sull’isola, scogliere, baie dai colori mozzafiato, ruderi di vecchie costruzioni e piccoli borghi.

Storia dell’Asinara

La secolare storia dell’Asinara è davvero rocambolesca. Il fatto che l’isola sia rimasta chiusa al pubblico dal 1885 al 1999 (seguito vi spiego perché) ha probabilmente evitato che l’Asinara venisse trasformata in un villaggio vacanze, il che avrebbe distrutto il suo fascino attuale.

Fenici, greci e romani

La storia dell’Asinara è antica, ma non è ben conosciuta ed è ancora in fase di studio. Si sa per certo che l’isola dell’Asinara fosse nota ai fenici e ai greci, perché si trovava lungo le rotte delle loro navigazioni commerciali, e anche ai romani.

Medioevo ed i Monaci Camaldolesi

Nel Medioevo arrivarono all’Asinara i monaci camaldolesi, che eressero costruzioni religiose e si dedicarono alla coltivazione dei terreni, mentre nelle più riparate baie dell’isola avevano trovato dimora temporanea pirati e corsari.

Re Uberto di Savoia e la colonia penale

I pastori sardi e i pescatori liguri, che avevano colonizzato l’isola, creando una comunità di 500 persone, furono costretti ad andarsene nel 1885. Quell’anno Re Umberto di Savoia emanò una legge che destinava l’Asinara a colonia penale agricola e stazione sanitaria di quarantena.

Isola dell'Asinara,, sardegna

Prima Guerra Mondiale ed il campo di concentramento

Arriviamo così alla Prima Guerra Mondiale, quando l’isola fu utilizzata come campo di concentramento per migliaia di prigionieri serbi e austro-ungarici.

Anni ’60: il carcere di massima sicurezza dell’Asinara

Nei primi anni sessanta viene creato all’Asinara un carcere di massima sicurezza in cui vennero internati brigatisti, l’Anonima sequestri e mafiosi tra cui Raffaele Cutolo e Salvatore Riina. Oggi il carcere è un museo ed è visitabile, così come la cella bunker di Riina.

1997: il Parco Nazionale dell’Asinara

Nel 1997 l’isola diviene l’attuale Parco Nazionale dell’Asinara e area marina protetta dal 2002.

Isola dell'Asinara in Sardegna

Come arrivare all’Asinara: da Stintino e Porto Torres in traghetto

Come arrivare all’Asinara? Se desiderate visitare l’Isola dovrete raggiungere l’Asinara in traghetto. In particolare ci sono due luoghi di partenza:

  • Potete raggiungere l’Asinara da Stintino, con arrivo a Fornelli (io ho fatto questa tratta!).
  • Potete arrivare all’Asinara da Porto Torres, con arrivo a Cala Reale.

Se visiterete l’isola partendo da Stintino vi suggerisco di fare un giro anche in questa caratteristica cittadina e di fermarvi per un po’ di relax nella strabiliante spiaggia della Pelosa da cui potrete raggiungere a nuoto l’Isola della Pelosa e perlustrate la sua torre.

Come visitare l’Asinara

Come visitare l’Asinara? Il Parco Nazionale dell’Asinara non ha un biglietto d’ingresso e potrete visitarlo liberamente o partecipando a delle escursioni guidate. Ci sono diversi sentieri che potrete seguire durante la perlustrazione dell’isola, mentre alcune aree sono interdette al pubblico.

Come muoversi sull’Asinara

Come muoversi all’Asinara? C’è n’è davvero per tutti i gusti e tutti gli stili di viaggio. Una volta raggiunta l’Asinara in traghetto potete scegliere di visitare l’isola:

  • a piedi
  • in bicicletta
  • con golf cart
  • con un trenino turistico
  • con un fuoristrada.

Escursione all’Asinara

Se al fai da te preferite i tour organizzati, potete prendere parte ad una delle escursioni guidate all’Asinara. Ce ne sono di diversi tipi, sotto vi segnalo le migliori. 😉

Escursioni dell’Asinara in Jeep

L’escursioni dell’Asinara in Jeep è un grande classico tra le gite in questa piccola isola sarda.

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Escursioni dell’Asinara in catamarano e gite in barca

Un’altra gita molto amata è l’escursione dell’Asinara in catamarano, così come le gite in barca all’Asinara con gozzo o barca a vela. Il Parco nazionale dell’Asinara non è accessibile dalla imbarcazioni più grandi, per questo catamarani e barche a vela permettono di visitare l’area del parco senza danneggiarne l’ecosistema. Naturalmente durante l’escursione non mancherà la possibilità di fermarsi in una delle baie dall’acqua turchese per nuotare e fare snorkeling.

Asinara in bicicletta: 60Km di sali e scendi

Io ho optato per un’escursione dell’Asinara in bicicletta che mi ha permesso di godere appieno dell’isola. Potete arrivare sull’isola con la vostra bicicletta oppure noleggiarne una in loco.

Noleggio bici all’Asinara: bici elettriche e muscolari

Potrete noleggiare una bicicletta elettrica o muscolare direttamente sull’Asinara e precisamente a Fornelli. Troverete il noleggio biciclette difronte al molo del traghetto. Vi suggerisco di telefonare e prenotare la bicicletta, così da essere sicuri di trovarne una disponibile quando arriverete. Mi raccomando, durante l’escursione tenete d’occhio l’orologio in modo da non perdere la chiusura del negozio di noleggio bici e l’ultima corsa dei traghetti.

Asinara in bicicletta
Giro dell’Asinara in bici: consigli

Se deciderete di visitare l’Asinara in bicicletta tenete presente che l’itinerario alla scoperta dell’isola è di circa 60 chilometri in sali e scendi e che, probabilmente, farà molto caldo. Se non siete più che allenati, vi consiglio di scegliere una bicicletta elettrica, come ho fatto io. Non dimenticate le scorte d’acqua, che saranno essenziali per vivere questa esperienza al meglio! 😉

Asinara in bici elettrica

Le biciclette elettriche sono una bella invenzione, ma – se non le avete mai utilizzate – ci sono alcune cose che dovete sapere: pesano un’enormità e la batteria non è infinita. Ecco allora qualche buon consiglio per vivere la vostra gita in bicicletta elettrica all’Asinara nel migliore dei modi:

  • Non utilizzate la pedalata assistita al suo massimo, perché la batteria non arriverà fino al punto di ricarica a Cala d’Oliva. Io l’ho utilizzata quasi sempre al livello 2 e spesso all’1, ma sono comunque arrivata al punto di ricarica con due tacche su cinque.
  • Nel pianificare l’escursione all’Asinara in bicicletta elettrica considerate di fare una pausa di almeno un’ora alla centralina elettrica di Cala d’Oliva, perché altrimenti non avrete abbastanza batteria per tornare.

Vi ricordo che le bici elettriche sono bellissime se funzionanti, ma se scariche sono degli atroci cancelli di 20 / 25 Kg…e non è bello portarli in salita…credetemi! Purtroppo il segnalatore di batteria della mia bici è andato in avaria togliendomi all’improvviso tre tacche nel bel mezzo del ritorno a Cala Reale 😐 . Inutile dire che sono arrivata a Fornelli con le “gambe di legno” 😀 😀 😀 .

Escursione in bicicletta all'Asinara

Cosa vedere all’Asinara

Se vi state chiedendo cosa vedere all’Asinara, la risposta è che questa piccola isola è ricchissima di punti di interesse da non perdere. Lungo il percorso che collega i piccoli borghi di Fornelli, Cala Reale e Cala d’Oliva avrete modo di ammirare:

  • il Castellaccio, che si dice sia stato anche dimora del pirata Barbarossa;
  • l’ex carcere di Fornelli;
  • le torri;
  • l’ossario (1936) richiesto dal governo Austriaco che contiene i resti di 7048 militari austroungarici della Prima Guerra Mondiale;
  • il Tumbarino;
  • il CRAM Centro Recupero Animali Marini a Cala Reale;
  • il Lazzareto;
  • il Museo Osservatorio della Memoria nell’ex carcere di Cala d’Oliva;
  • la cella-bunker di Totò Riina sempre a Cala d’Oliva.

Asini bianchi dell’Asinara

Tra le cose da vedere sull’Isola dell’Asinara non possiamo non citare gli asinelli bianchi! Gli asini bianchi dell’Asinara sono proprio tipici di quest’isola e la loro colorazione caratteristica è dovuta all’albinismo, una alterazione ereditaria che si è conservata e diffusa grazie all’isolamento a cui gli asini sono stati e sono sottoposti. Gli asini vivono allo stato brado e si caratterizzano per la taglia piccola, il manto bianco, gli occhi rosei e celesti e le palpebre rosate. Gli asini albini scorrazzano in compagnia di asinelli dalla colorazione classica. avrete modo di scorgerli per tutta l’isola. 😉

Dove dormire all’Asinara: l’ostello

Se mi ricapiterà di visitare l’isola sicuramente mi organizzerò per dormire sull’Asinara. Esiste solo un posto in cui si può soggiornare ed è l’Ostello Sognasinara a Cala d’Oliva, dove si trova anche un ristorante. In alternativa bisogna soggiornare in uno degli oltre 400 hotel, b&B e appartamenti a Stintino o in una struttura a Porto Torres.

Cosa portare per una gita all’Asinara

Vi darò alcuni consigli per organizzare al meglio la vostra gita all’Asinara. Ricordate di mettere nello zaino:

Roberta Ferrazzi
Roberta Ferrazzi

Ciao! Sono Roberta Ferrazzi, travel blogger fondatrice e manager di LeCosmopolite.it, il blog dedicato alle donne viaggiatrici. Arilicense di origine, sono nata e cresciuta sulla sponda veneta del Lago di Garda, e milanese di adozione, sono una consulente in comunicazione online e offline con pluriennale esperienza nel mondo del lusso a livello internazionale (Roberta Ferrazzi Communication). Il mio ufficio è il mio computer. Potrete trovarmi spesso sul Lago di Garda, a Milano, a Roma, a Parigi e ovunque il desiderio di scoperta mi conduca.
Amo l’arte, il design, la moda, la musica e il ballo (il tango in particolare), il buon cibo e le grandi tazze di caffè. Viaggio spesso in solitaria alla scoperta di nuove culture o alla ricerca di un po’ di relax.
Mi potete contattare a questo link! ;)

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