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Dove fare immersioni in Sardegna: 9 siti diving da non perdere a Cagliari e dintorni

Fare immersioni in Sardegna, una delle mete diving più amate del Mar Mediterraneo, è sicuramente un’esperienza unica per chi ama immergersi negli abissi alla scoperta di una variegata fauna e flora marina, di affascinanti relitti, reperti archeologici e di grotte suggestive. In questo articolo vi racconto insieme a Lorenzo Gennari, istruttore di sub, apnea e kitesurf, dove fare immersioni a Cagliari e dintorni ed in generale nel Sud della Sardegna sia in estate che in inverno e i luoghi da vedere assolutamente tra un’immersione e l’altra nelle immediate vicinanze per una vacanza esperienziale a tuttotondo.

Immersioni in Sardegna

Dedicarsi alle immersioni in Sardegna è un’avventura indimenticabile ed un modo alternativo per vivere e conoscere questa incantevole isola italiana dalle mille sfaccettature. L’idea che la Sardegna sia solo sabbia bianca, acqua cristallina, calette paradisiache, bagni di sole, ozio e relax in riva al mare è decisamente fuorviante. Così come lo è il concetto che sia bella da visitare solo in estate. La Sardegna, infatti, è ricca di sorprese e una meta perfetta non solo per le vacanze estive, ma anche per quelle invernali. In autunno ed in inverno in Sardegna si visitano i Nuraghi, ma si va anche a sciare nella zona del Gennargentu, si fanno i bagni termali, si vive il Carnevale tra antiche tradizioni, sfilate di carri e giostre medievali e, grazie al clima mite che contraddistingue la costa sarda, ci si può dedicare tutto l’anno a sport acquatici come il kite surf e le immersioni subacquee. Proprio a questo proposito ho chiesto a Lorenzo Gennari, il nostro fidato istruttore di sub, apnea e kitesurf di Roma, che in Le Cosmopolite ci accompagna per mare alla scoperta della nostra bella Italia, di suggerirci i siti di immersione in Sardegna da sperimentare assolutamente.

Lorenzo Gennari a Cala Gonone | © Lorenzo Gennari Ph.

Quando fare immersioni subacquee in Sardegna

La Sardegna gode di un clima mediterraneo caratterizzato da estati calde ed inverni umidi. Nei mesi estivi la temperatura dell’acqua si aggira tra i 15°C e i 26 °C. In inverno la temperatura dell’acqua oscilla intorno ai 12 ° C. Se deciderete di fare immersioni in Sardegna in inverno dovrete disporre non solo della giusta attrezzatura, ma anche di un’adeguata preparazione tecnica. Ovviamente una muta stagna, guanti pesanti o stagni ed il cappuccio non potranno mancare nel vostra valigia. 😉

© Lorenzo Gennari Ph.

Dove fare immersione in Sardegna

Dove fare immersione in Sardegna? La Sardegna è da Nord a Sud un vero e proprio paradiso per gli amanti del diving. Pensate che la Sardegna conta sul suo territorio ben cinque Aree Marine Protette, dal ragguardevole valore naturalistico e ambientale, racchiuse tra il Mar Tirreno ed il Mar di Sardegna, in particolare:

  • Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre a Oristano.
  • Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo a Olbia
  • Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana a Sassari.
  • Area Marina Protetta Isola dell’Asinara a Sassari.
  • Area Marina Protetta Capo Carbonara a Villasimius.

Potete ben immaginare quali meraviglie si nascondano sotto il blu cobalto di Sardegna, che viene considerata come uno dei luoghi più belli per fare immersioni nel Mediterraneo. Tra fondi sabbiosi, falesie, grotte ed anfratti si nasconde una popolazioni di specie marine tra le più dense e variegate del Mar Mediterraneo. I subacquei tecnici si possono dilettare nell’esplorazione delle grotte, gli amanti della storia sono affascinati dai tanti relitti e i sub principianti possono dedicarsi ad immersioni dalla riva. Si può anche praticare lo snorkeling sottocosta. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti ed i livelli di esperienza. In questo articolo Lorenzo Gennari ci parlerà in particolare dei siti di immersione da non perdere partendo da Cagliari, nel Sud della Sardegna.

Immersioni subaquee in Sardegna: Cagliari ed il Sud dell’isola

Cagliari, i suoi dintorni e, più in generale, il Sud della Sardegna, sono una zona splendida per fare immersione. Facile da raggiungere in aereo, quest’area unisce alle bellezze naturalistiche un patrimonio storico culturale inestimabile. Un mix unico di natura, sport e cultura che renderà la vostra esperienza di viaggio all’insegna del turismo lento semplicemente indimenticabile sia in estate che in inverno.

Immersioni in Sardegna a Cagliari e dintorni

Migliori immersioni in Sardegna del Sud

Sono 9 le migliori immersioni nel Sud della Sardegna che il nostro esperto di diving ci consiglia di non perdere partendo da Cagliari e dal golfo degli Angeli. Durante le immersioni subacquee avrete modo di avvistare tonni, cernie, barracuda, polpi, aragoste, pesci ago, orate, calamari, granchi, scorfani, murene, cavallucci marini, aquile di mare, delfini e lo squalo bambù del Mediterraneo. Potrete vedere anche spugne, gorgonie e coralli rossi. Tra Marzo e Giugno i più fortunati potrebbero incontrare anche il fantomatico pesce sole. Partiamo allora con Lorenzo Gennari alla scoperta delle immersioni in Sardegna da non perdere! 😉

Immersioni all’Isola dei Cavoli

L’Isola dei Cavoli è uno dei punti più belli per fare immersioni in Sardegna vicino a Cagliari, dista infatti 50 Km circa dal capoluogo sardo. Isola di Cavoli, insieme all’Isola Serpentara e ad altri piccoli scogli, costituiscono la parte emersa dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, nel delizioso comune di Villasimius. Un paradiso tanto per gli amanti del mare e della spiaggia quanto per i subacquei e gli apneisti. C’è da dire che il regolamento dell’Area Marina Protetta non consente le immersioni ovunque nel parco, ma i diving autorizzati del posto vi guideranno in diversi punti davvero suggestivi e adatti a tutti i livelli di esperienza.

© Lorenzo Gennari Ph.

Immersione alla statua della Madonna del naufrago

Tra le tante immersioni all’Isola di Cavoli la migliore che possiate fare, soprattutto se siete alla ricerca di siti adatti a neobrevettati, è quella alla statua della Madonna del naufrago. Un’emozione inaspettata per un’immersione così semplice, ve lo posso assicurare! La statua della Madonna del naufrago si trova ad una profondità di circa 14 metri, protetta dagli scogli a Sud dell’Isola dei Cavoli. L’iniziativa di collocare nel 1979 la statua della Madonna è stata del parroco locale, appassionato di attività subacquee. A realizzarla invece è stato lo scultore Pinuccio Sciola, famoso per le sue “pietre sonore”. È innegabile che i monumenti sottomarini siano ricchi di fascino, ma questa Madonna alta 3 metri, con in braccio Gesù bambino, ha il vantaggio di essere stata collocata in una zona ricca di vegetazione e di vita sottomarina. Per chi è alle prime armi lo spazio sgombro dalla Posidonia è ampio e si presta molto all’attesa sul fondo con relativo check-up d’inizio immersione. Il consiglio è quello di fare questa immersione in Sardegna in bassa stagione, quando la zona è davvero poco frequentata. Se siete appassionati di apnea, oltre che di immersioni con le bombole, la Madonna del naufrago è un punto di riferimento stupendo per i vostri tuffi di allenamento. Fare discese fuori stagione vi regala anche la tranquillità di essere soli con il vostro partner di immersione (MAI andare soli!), vi rilassa e vi permette di raggiungere il cosiddetto “stato di flow” tanto caro anche ad altre discipline “mentali”. Fare un tuffo per raggiungere la base della statua, quindi fare un giro tra la Posidonia mentre vi godete i vostri “viaggi mentali” e risalire lungo la cima dell’ancora con tanti sicuri punti di riferimento intorno a voi, vi farà riemergere scoprendo di aver realizzato un tempo di apnea su cui non avreste mai scommesso. Ve lo assicuro! 😉

Cosa vedere a Villasimius dopo le immersioni

Dopo le vostre immersioni subacquee ecco cosa vedere a Villasimius:

Torre di Porto Giunco

La Torre di Porto Giunco è una torre di avvistamento spagnola posta a 50 metri sul livello del mare, probabilmente edificata verso la fine del 1500, che si trova sul promontorio di Capo Carbonara. Raggiungibile a piedi dalla caletta di porto Giunco, quest’antica torre è il luogo dove fare le più belle fotografie dall’alto della zona.

Stagno Notteri

Lo stagno Notteri è il luogo perfetto dove appostarsi per fare birdwatching ed avvistare i famosi fenicotteri rosa del Sud Sardegna.

Parco regionale dei Sette Fratelli sul Monte Genis

Se amate fare trekking non potete perdere un’escursione nel Parco regionale dei Sette Fratelli sul Monte Genis, dove – tra cascate, nuraghi e tombe dei giganti – è possibile avvistare mammiferi autoctoni come il cervo sardo e il muflone.

Festeggiamenti della Madonna del Naufrago

A Villasimius, il terzo fine settimana di Luglio, si festeggia la Madonna del Naufrago per invocare la protezione e onorare i marinai dispersi nella zona di Capo Carbonara. In onore della Madonna del Naufrago si organizzano due giorni di riti religiosi e spettacoli, preghiera subacquea e processione a mare compresi, che attirano un grande pubblico in questa magnifica località sarda.

Immersioni in Sardegna: Villasimius

Isola di San Pietro: le immersioni più belle

L’Isola di San Pietro, ubicata a circa 10 Km dalla costa sud occidentale della Sardegna e a 90 Km circa da Cagliari, fa parte dell’arcipelago del Sulcis. Raggiungibile dal porto di Portoscuso o dalla vicina Isola di Sant’Antioco, è una meta da non perdere per fare immersioni in Sardegna e dilettarsi nella fotografia subacquea. Quest’antica isola di origine vulcanica, grazie alla sua particolare conformazione, presenta fondali molto vari, il che la rende perfetta sia per chi vuole provare il così detto battesimo del mare, la prima esperienza subacquea in acqua bassa partendo dalla spiaggia, sia per i sommozzatori alle prime armi, che per i sub più esperti. Sull’Isola di San Pietro ci sono tantissimi punti d’immersione davvero suggestivi, tra cui non potete perdere:

  • le Grotte di Mezzaluna, immersione di livello facile con una profondità massima 13 metri.
  • Le Colonne immersione di livello facile con profondità massima 19 metri.
  • Punta delle Oche, immersione di livello facile/medio con una profondità massima 30 metri
  • La Cattedrale, immersione di livello difficile con una profondità massima 33 metri.
  • la Tonnara, un’immersione stagionale.

Vediamo ora insieme la particolarità di due di queste immersioni nell’Isola di San Pietro. 😉

Immersioni alle Grotte di Mezzaluna

Le Grotte di Mezzaluna sull’Isola di San Pietro sono un punto di immersione che regala un’esperienza più unica che rara. Le suggestive falesie dell’ansa della Mezzaluna formano dei piccoli fiordi, ben visibili da sopra la superficie del mare, che proseguono sott’acqua con spaccature più o meno illuminate e vistose. L’effetto della luce che penetra in mezzo ai canaloni di roccia è qualcosa di magico, soprattutto quando, una volta passati i tunnel e altri crepacci, vi girate ad osservare l’esterno da dentro gli anfratti. L’immersione si articola in un percorso che entra ed esce da queste strutture particolari. Flora e la fauna sono quelle tipiche degli ambienti poco illuminati. L’immersione è di livello facile, ma non la suggerirei ad un neofita. La buona padronanza dell’assetto è indispensabile, anche se l’immersione alla Grotte di Mezzaluna non richiede di certo un brevetto di specialità, come nel caso delle grotte sommerse di Alghero.

Immersioni nella Tonnara di Carloforte

L’esperienza che proprio non si può perdere quando si parla di immersioni in Sardegna è quella alla Tonnara di Carloforte. Si tratta di una delle più belle immersioni subacquee in Italia e un’avventura irripetibile in altre parti del mondo. Per riuscire nell’impresa è bene che ci siano tre condizioni allineate:

  • il periodo giusto, perché questa immersione si può fare solo dall’inizio di Maggio a metà Giugno, nel periodo della pesca del tonno di corsa.
  • il meteo favorevole.
  • la disponibilità di un accompagnatore autorizzato.

Il mio consiglio è quello di rivolgervi al “Carloforte Diving”, che organizzerà la parte logistica di tutta l’immersione. Ricordate che questa immersione non è adatta ai neofiti. Non sopravvalutatevi mai, perché non essere in grado di mantenere un buon assetto – ad esempio – diventa un problema oggettivo per voi sia dal punto di vista della sicurezza, sia dal punto di vista della durata dell’immersione e quindi del divertimento. La tonnara è un complesso di reti ed è suddivisa in camere che sono disposte in fila e comunicano tra di loro per mezzo di porte, costituite anch’esse da pezzi di rete. La profondità massima del fondale dove si armano le reti è di circa 60 metri, ma l’immersione sarà tutta tra i 20 e i 40 metri di profondità. In genere non si possono fare foto, qualunque scatto deve essere concordato prima con gli organizzatori. Tenete conto che i tonni che potrete ammirare tra le reti vanno dai 100 ai 300 kg per una lunghezza che può variare da 80 a 200 cm. Il suggerimento è quello di avvicinarsi a questa immersione dopo aver fatto già esperienza con l’incontro ravvicinato di pesci di notevole dimensione. Potete ad esempio iniziare con le “cernie giganti di Lavezzi”, nel Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio.

Cosa vedere sull’Isola di San Pietro in Sardegna dopo l’immersione

Cosa vedere sull’Isola di San Pietro in Sardegna? L’Isola di San Pietro è una chicca non solo dal punto di vista delle immersioni in Sardegna, ma anche per il suo patrimonio storico, culturale ed architettonico. Una volta riemersi dagli splendidi fondali non mancate di fare le seguenti esperienze di viaggio:

Carloforte

La cittadina di Carloforte, unico centro abitato dell’isola di San Pietro, è annoverata tra I Borghi più Belli d’Italia, ed è una vera perla. Romantici i suoi vicoli e le sue scalinate. Bellissima la passeggiata sul porto e assolutamente da non perdere la visita alla Tonnara, questa volta all’asciutto. 😉 

Trekking a Capo Sandalo e al faro

Capo Sandalo è il punto più elevato dell’Isola di San Pietro e si caratterizza per la presenza sulla sua sommità, a 138 metri sul livello del mare, di un faro del 1864 che è la lanterna più ad occidente dell’intera penisola italiana. Una curiosità. Se siete appassionati di serie televisive nostrane riconoscerete in questi luoghi le ambientazioni della serie televisiva “L’isola di Pietro“, con Gianni Morandi. Nella serie, trasmessa su Canale 5 a partire dal 2017, il protagonista Pietro amava correre con il suo cane lungo i sentieri di Capo Sandalo, fino a raggiungere il faro sulla sommità della scogliera.

Monumento naturale Le Colonne

A Punta delle Colonne, sull’Isola di San Pietro potrete ammirare il monumento naturale Le Colonne, in un’area naturale protetta istituita nel 1993. Questi due faraglioni di roccia o meglio, uno e mezzo, sono uno dei punti più paparazzati dell’isola.

Rassegna Gastronomica Internazionale Girotonno

Se amate la buona tavola e vi trovate a Carloforte tra Maggio e i primi giorni di Giugno non potete esimervi dal partecipare alla Rassegna Gastronomica Internazionale Girotonno. Si tratta di una manifestazione culinaria che racconta di uomini, storie e sapori sulle rotte del tonno e che si propone di celebrare il tonno rosso di qualità, la cultura e le tradizioni che ruotano intorno ad esso.

Cala Gonone: il relitto del KT12

Ci spostiamo ora un po’ più lontano da Cagliari per raggiungere, a circa 200 km di distanza, Cala Gonone, amatissima meta per le immersioni in Sardegna. Se siete amanti delle immersioni sui relitti questo sito non può assolutamente mancare nell’elenco delle vostre esperienze di diving. Sto parlando dell’immersione subacquea al relitto del KT12, una nave da trasporto militare tedesca affondata nel 1943 da un siluro sparato da un sommergibile inglese. Il relitto si trova a circa 700 metri dalla spiaggia di Osalla, a Nord di Cala Gonone. Il KT12 è considerato il relitto più bello del Mediterraneo, ma forse è un’esagerazione. Di sicuro è quello che è più facile esplorare, in completa sicurezza e regala fotografie davvero speciali (c’è una mitragliatrice intatta a prua perfettamente riconoscibile nella forma). Per fare questa immersione, la partenza migliore è quella da Cala Gonone, ovviamente rivolgendosi ai diving locali. Non si tratta di un’immersione difficile, ma non è certo una proposta ideale per chi non ha esperienza di immersioni profonde e di relitti. Il KT12 si trova infatti a 34 metri di profondità.

© Lorenzo Gennari Ph.

Cosa vedere a Cala Gonone dopo le immersioni

Cosa vedere vicino a Cala Gonone? Dopo la vostra immersione non potete perdere:

  • La visita guidata all’interno della Grotta del Bue Marino, delle grotte litoranee situate nel comune di Dorgali e raggiungibili in battello da diverse località del Golfo di Orosei.
  • Il trekking libero a Codula di Luna nel Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, una stretta è lunghissima gola di almeno 10 km che scende dalla località di Teletottes fino al mare a Cala Luna.

Immersioni in Sardegna ai relitti vicino Cagliari

Se siete dei sommozzatori esperti e amate le immersioni subacquee alla scoperta di antichi relitti, vi segnalo altri cinque siti da non perdere vicino a Cagliari e da annoverare tra le migliori immersioni in Sardegna, che potrete raggiungere contattando i centri diving locali:

  • L’Isonzo, una nave da guerra di circa 80 metri di lunghezza, adagiata a una profondità di 56 metri nel Golfo di Cagliari.
  • Il Romagna, una nave cisterna del 1899 che fu colpita ed affondata da una mina il 2 agosto del 1943. Il relitto si trova a 39 metri di profondità poco lontano da Capo Sant’Elia, a circa 6 km dal centro di Cagliari.
  • L’Egle, la nave da carico affondata durante la Seconda Guerra Mondiale e adagiata a circa 35 metri di profondità nel Golfo di Cagliari, raggiungibile da Capo Boi, a circa 40 Km da Cagliari.
  • L’Entella una nave di 30 metri adibita al trasporto del carbone che venne silurata da un sommergibile inglese nel 1943 e che oggi è adagiata a circa 15 metri di profondità nelle vicinanze della baia di Solanas, poco lontano da capo Carbonara.
  • Le antiche navi romane di Capo Spartivento, suggestivi reperti archeologici di epoca romana sotto il mare nel Golfo di Teulada, a circa 50 Km da Cagliari.

Immersioni guidate in Sardegna

Come avrete capito dai racconti e suggerimenti del nostro esperto sub Lorenzo Gennari il modo migliore e spesso l’unico per fare immersioni è rivolgersi ai centri diving locali autorizzati. Le immersioni guidate in Sardegna vi permetteranno di vivere delle esperienze indimenticabili in totale sicurezza e con la massima comodità dal punto di vista logistico ed organizzativo. Rivolgendovi ai centri diving locali potrete anche cimentarvi nel battesimo del mare per avvicinarvi a questo fantastico sport.

Come arrivare in Sardegna

Adesso che sappiamo quali sono le migliori immersioni capiamo come arrivare in Sardegna e, più precisamente, a Cagliari. Il modo più semplice per raggiungere Cagliari è sicuramente in aereo. Molte compagnie aeree collegano le maggiori città italiane con il capoluogo sardo e, giocando con un po’ di anticipo o viaggiando anche in autunno ed in inverno, vi sarà facile trovare delle offerte voli per Cagliari davvero vantaggiose. L’Aeroporto di Cagliari si trova in Via dei Trasvolatori a Elmas, a circa 6 km a nord-ovest della città ed è ben collegato al capoluogo sardo.

Volo low cost

Attrezzatura subacquea in aereo

Se deciderete di fare immersioni in Sardegna e portare l’attrezzatura subacquea in aereo ricordate che questo genere di attrezzatura sportiva è considerata bagaglio da stiva. A seconda della compagnia aerea il costo del trasporto dell’attrezzatura subacquea potrà essere incluso nelle franchigie del bagaglio da stiva oppure addebitato a parte. Prima di imbarcare l’attrezzatura subacquea ricordate di:

  • Sgonfiare il più possibile il sacco dei GAV.
  • Rimuovere tutte le fonti di alimentazione dalle lampade e/o altri apparecchi elettronici
  • Imballare al meglio tutte le parti fragili.

Portare in cabina i vostri computer subacquei e controllare tutte le tarature prima delle immersioni. Anche la maschera e gli erogatori posso essere trasportati nel bagaglio a mano.

*Articolo sponsorizzato da Sardegna Turismo e Cagliari Airport Sogaer

Roberta Ferrazzi
Roberta Ferrazzi

Ciao! Sono Roberta Ferrazzi, travel blogger fondatrice e manager di LeCosmopolite.it, il blog dedicato alle donne viaggiatrici. Arilicense di origine, sono nata e cresciuta sulla sponda veneta del Lago di Garda, e milanese di adozione, sono una consulente in comunicazione online e offline con pluriennale esperienza nel mondo del lusso a livello internazionale (Roberta Ferrazzi Communication). Il mio ufficio è il mio computer. Potrete trovarmi spesso sul Lago di Garda, a Milano, a Roma, a Parigi e ovunque il desiderio di scoperta mi conduca.
Amo l’arte, il design, la moda, la musica e il ballo (il tango in particolare), il buon cibo e le grandi tazze di caffè. Viaggio spesso in solitaria alla scoperta di nuove culture o alla ricerca di un po’ di relax.
Mi potete contattare a questo link! ;)

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