Reggia di Colorno e Giardino: visitare la Versailles dei Duchi di Parma in 1 giorno

La Reggia di Colorno, considerata la Versailles dei Duchi di Parma, è un luogo incantavo, perfetto per trascorrere una giornata all’insegna dell’arte e dell’architettura in Emilia Romagna. Il famoso Palazzo dei Duchi di Parma, che fu abitato dall’ammaliante Barbara Sanseverino, dalle Famiglie dei Farnese, dei Borbone e dalla carismatica Maria Luigia d’Austria, fa parte del circuito dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, mentre il lussureggiante Giardino Storico alla francese è annoverato tra i Grandi Giardini Italiani. In questo articolo vi porto alla scoperta della Versailles di Parma, vi racconto la storia della Reggia di Colorno e di coloro che l’hanno abitata, vi spiego cosa vedere durante il percorso di visita e vi do tante informazioni utili per organizzare la vostra gita di un giorno al Palazzo Ducale di Colorno.

Reggia di Colorno

La Reggia di Colorno, spesso associata alla figura dell’imperatrice Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone Bonaparte, è stata una vera sorpresa. Nella campagna, poco lontano dalla città di Parma, si trova infatti questa antica e nobile residenza estiva di oltre 400 stanze, con un magnifico giardino alla francese. che non a torto fu soprannominata ancora secoli fa la piccola Versailles di Parma. Annoverato tra i Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, questo Palazzo ha ospitato nei secoli duchi, re ed imperatori delle più blasonate Corti d’Europa, oltre a personaggi illustri nel campo dell’arte e della cultura. Purtroppo degli arredi, opere d’arte e decorazioni di pregio originali, che la rendevano una sontuosa dimora, oggi è rimasto ben poco, nondimeno la visita alla Reggia di Colorno e al suo bellissimo Giardino Storico non vi deluderà, complici anche le curiosità e stravaganze di quelli che furono i suoi blasonati abitanti. 😉

Cerchi un viaggio organizzato su misura?

Vivi le avventure di LE COSMOPOLITE Viaggi.

Scegli e personalizza i nostri itinerari o creane di tuoi insieme ad un esperto di viaggi.

Dove si trova la Reggia di Colorno

La Reggia di Colorno si trova in Piazza Giuseppe Garibaldi 26 a Colorno, un comune in provincia di Parma, nella regione dell’Emilia-Romagna, attraversato dal torrente Parma. La Reggia di Colorno dista circa:

Storia della Reggia di Colorno

Ripercorrendo la storia della Reggia di Colorno ci si rende conto che questa sontuosa residenza è stata legata nei secoli a nobildonne colte, capaci e determinate, discendenti delle più importanti dinastie reali d’Europa, le quali hanno lasciato il segno nel Ducato di Parma. La Reggia di Colorno fu eretta nel luogo in cui nel 1337 sorgeva la rocca fortificata del condottiero e capitano di ventura Azzo da Correggio (1303 – 1362 ca.). Secolo dopo secolo la Rocca si trasformò in una lussuosa reggia, che fu abitata delle Famiglie dei Sanverino, dei Farnese, dei Borbone e da Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone Bonaparte. Vediamo di seguito la storia dei nobili che vissero a Colorno e che trasformarono la dimora storica ed il suo magnifico giardino nella Reggia che conosciamo oggi. 😉

Scalone della Reggia di Colorno

Barbara Sanseverino alla Reggia di Colorno (1500)

Nel 1500 la Rocca assunse i connotati di una sontuosa dimora grazie a Barbara Sanseverino (1550 – 1612), Marchesa di Colorno, discendente di una delle più illustri casate nobili storiche italiane. Barbara trasformò la dimora in un sontuoso palazzo creando una sofisticata corte rinascimentale, caratterizzata da un prestigioso salotto letterario e una importante raccolta di dipinti di Tiziano, Correggio, Mantegna e Raffaello. Nobildonna di grande fascino, tanto da essere omaggiata da Torquato Tasso nel sonetto In lode de’ capelli di D. Barbara Sanseverini Contessa di Sala, Barbara era anche una donna di profonda cultura, viaggiatrice, indipendente e mondana. Ebbe due mariti, il primo fu Giberto IV Sanvitale, signore di Sala Baganza, che sposò nel 1564, ed il secondo fu il conte Orazio Simonetta, feudatario di Torricella, che sposò nel 1596 e con cui si trasferì a Colorno. Si dice che la bella Marchesa fosse anche la confidente e amante di Vincenzo I Gonzaga (1562 – 1612), duca di Mantova. Barbara Sanseverino morì il 19 maggio 1612 a Parma, decapitata sulla pubblica piazza per aver preso parte alla così detta “congiura dei feudatari” contro il Duca Ranuccio I Farnese. Di Barbara Sanseverino restano solo due piccoli ritratti, di cui uno si trova nella vicina Rocca Sanvitale di Fontanellato.

I Farnese alla Reggia di Colorno (1500 – 1700)

Dopo la morte di Barbara Sanseverino, la Reggia di Colorno e tutti gli averi della nobildonna vennero confiscati dai Farnese, che dal 1547 governano il Ducato di Parma e Piacenza. Il duca Ranuccio I Farnese (1569 – 1622) e la moglie Margherita Violante di Savoia (1635 – 1663), nata principessa di Savoia, rimaneggiarono ed espansero il castello in stile barocco, secondo il progetto dell’architetto e scenografo Ferdinando Galli da Bibbiena, fino a dare alla reggia il suo aspetto attuale. Si deve invece a Francesco Farnese (1678 – 1727), che fece della Reggia di Colorno la residenza estiva della sua Corte, la creazione del magnifico giardino che valse alla reggia il soprannome di “piccola Versailles dei Duchi di Parma“.

I Borbone alla Reggia di Colorno (1700)

La principessa di Parma e Piacenza Elisabetta Farnese (1692 – 1766), poi regina consorte di Filippo V di Spagna della dinastia dei Borbone, fu l’ultima discendente sia della famiglia Farnese che dei Medici, attraverso la nonna Margherita de’ Medici, e acquisì così le pretese sul ducato di Parma e sul Granducato di Toscana.

Carlo di Borbone

Il primogenito di Elisabetta, Carlo di Borbone (1716 – 1788), assicurò alla famiglia il controllo di Parma, Napoli e della Sicilia. Dal 1731 al 1735 fu duca di Parma e Piacenza con il nome di Carlo I e dal 1759 fino alla morte re di Spagna con il nome di Carlo III. Carlo trasferì a Napoli le preziose collezioni e i lussuosi arredi della Reggia di Colorno prima di passare la corona ducale di Parma al fratello Filippo I di Borbone-Parma (1720 – 1765), il quale sposò la principessa Luisa Elisabetta di Francia (1727 – 1759), figlia di Luigi XV di Francia e di Maria Leszcyniska.

Filippo I di Borbone-Parma e Luisa Elisabetta di Francia

Filippo I di Borbone-Parma e Luisa Elisabetta di Francia si stabilirono a Parma e nel Palazzo Ducale di Colorno nella metà del 1700. I due affidarono all’architetto francese Ennemond Alexandre Petitot (1727 – 1801) il compito di rimodernare il palazzo in stile rococò. Petitot creò la Sala Grande (1755) e impreziosì la reggia con lussuose sete, specchi veneziani, sontuosi arazzi, argenteria e pregiati servizi di porcellana di tipo francese. All’esterno realizzò l’ampio scalone verso il giardino (1757). Luisa Elisabetta di Borbone-Francia ottenne così una dimora secondo il gusto di Versailles, dove era nata, ed introdusse a corte le usanze e la cucina francesi.

Sala Grande della Reggia di Colorno

Ferdinando I di Borbone-Parma e Maria Amalia d’Asburgo-Lorena

Dopo la morte di Filippo I, il palazzo di Colorno passò al figlio Ferdinando I di Borbone-Parma (1751 – 1802) e alla sua consorte Maria Amalia d’Asburgo-Lorena (1746 – 1806), nata arciduchessa d’Austria e sorella della regina Maria Antonietta di Francia. Il matrimonio tra i due, che si celebrerò nel Palazzo Ducale di Colorno, faceva parte di un complesso accordo matrimoniale-dinastico. Ferdinando I di Borbone-Parma aveva cinque anni in meno di Maria Amalia, ad educazione non poteva competere con la consorte e presentava già dei segni di squilibrio mentale. Maria Amalia d’Asburgo-Lorena era una nobildonna colta, che amava circondarsi di intellettuali e illuministi e sapeva parlare cinque lingue. Fu lei, de facto, la vera sovrana del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, e regnò con attenzione per il suo popolo per 34 anni. Dal canto suo Ferdinando I, fervente nell’osservanza della fede, si adoperò per la ricostruzione dell’oratorio di corte di San Liborio, fece erigere il convento dei Domenicani adiacente al palazzo, collegandolo attraverso uno stretto corridoio al suo appartamento privato, in cui istituì una ricca biblioteca di oltre 6000 volumi e un osservatorio astronomico. I due, pur avendo poco in comune, ebbero 16 figli. Ferdinando I morì avvelenato nel 1802, nominando sul letto di morte Maria Amalia capo del Consiglio di Reggenza a Parma. I francesi però, che già tenevano in scacco la famiglia, espulsero la duchessa e le figlie, le quali abbandonarono il Ducato e si stabilirono nel Castello di Praga, dove Maria Amalia morì nel 1806.

L’Enfilade, l’infilata di stanze della Reggia di Colorno

Maria Luisa d’Austria alla Reggia di Colorno (1800)

Nel 1800 il destino della Reggia di Colorno si legò a doppio filo con un’altra nobildonna, Maria Luisa d’Asburgo-Lorena (1791 – 1847), nota come Maria Luisa d’Austria o Maria Luigia di Parma. Figlia dell’imperatore d’Austria Francesco I e dell’imperatrice Maria Teresa di Borbone-Due Sicilie, Maria Luisa fu la seconda moglie di Napoleone Bonaparte ed imperatrice consorte di Francia dal 1810 al 1814. Alle Tuileries di Parigi le vennero riservate quattro stanze in cui precedentemente aveva vissuto sua zia, la regina Maria Antonietta, che finì decapitata dai francesi. Il fatto di essere la nuova autrichienne, provocò in Maria Luisa sempre una certa inquietudine. Nel 1807 il governo napoleonico proclamò la Reggia di Colorno “Palazzo Imperiale”, designandola come residenza per Napoleone e i membri della corte durante i loro viaggi in Italia. In questo periodo la Reggia di Colorno venne ristrutturata in stile neoclassico. Dopo il Congresso di Vienna, in cui le principali potenze europee ridefinirono la geografia politica dell’Europa e ripristinarono l’Ancien Régime dopo i turbamenti causati dalla rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche, Maria Luigia d’Austria ricevette il titolo di duchessa di Parma. Arrivò in Italia nel 1816, affiancata dal suo amante, nonché suo primo maggiordomo e ministro degli Esteri, il conte di Neipperg (1775 – 1829), che divenne suo marito nel 1821 con nozze morganatiche segrete e da cui ebbe due figli. Maria Luigia fece della Reggia di Parma la sua residenza estiva e, pur frequentandola saltuariamente, la abbellì di conseguenza e fece trasformare il giardino in un parco all’inglese, inserendo molte piante rare, tra cui la Zelcova Carpinifoglia, che è tuttora esistente. Nel 1817 nella Sala Grande fu collocata la statua in cui Canova aveva raffigurato Maria Luigia come Concordia. A Parma, la duchessa, portava avanti una vita volta il più possibile alla tranquillità, si prese cura del suo popolo e diede impulso alla cultura locale. Dopo la morte del suo amato Neipperg, ebbe numerosi amanti, fino al matrimonio morganatico con il conte Charles-René de Bombelles (1785-1856). il quale, affiancatole come primo scudiero, divenne poi Ministro della difesa del Ducato di Parma. Maria Luigia morì a Parma nel 1847 per una pleurite reumatica. Alla sua morte, in conformità al trattato, il palazzo e il ducato tornarono sotto il controllo dei Borbone, fino all’annessione al Regno d’Italia.

Ritratto di Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma, alla Reggia di Colorno

Reggia di Colorno nel 1800 – 2000

Con l’annessione del Ducato al Regno d’Italia, quasi tutti i mobili della Reggia di Colorno furono trasferiti nelle residenze dei Savoia, e oggi gli arredi si possono ammirare al Quirinale a Roma, a Palazzo Pitti a Firenze, a Palazzo Reale di Torino e nella Palazzina di Caccia di Stupinigi. I magnifici lampadari della Sala Grande e della sala della musica finirono invece presso la Wallace Collection di Londra. Nel 1870 la Reggia di Colorno venne acquisita dalla Provincia di Parma, che per quasi 100 anni destinò il nobile palazzo ad ospitare famiglie bisognose e il personale del vicino Manicomio, ubicato nel convento adiacente alla Reggia di Colorno. In questo periodo il teatro di corte venne demolito per fare spazio ai nuovi ambienti. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Reggia fu occupata dai tedeschi. Solo dalla seconda metà degli anni ’90 del 1900 la Reggia di Colorno aprì le porte al pubblico come casa museo e dal 2004 alcune aree del Palazzo Ducale sono state adibite a sede di ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

Cosa vedere alla Reggia di Colorno

Il Complesso Monumentale della Reggia di Colorno ed il suo Giardino Storico, è davvero affascinante, nonostante le sistematiche espoliazioni che sono state fatte al suo ricchissimo arredo e alle lussuose decorazioni che lo caratterizzavano. Ma allora, vi starete chiedendo, cosa vedere alla Reggia di Colorno? Il Palazzo Ducale di Colorno, che fu la dimora estiva dei duchi di Parma, Farnese, Borbone e di Maria Luigia d’Austria, conta oltre 400 sale, corti e cortili. I saloni di rappresentanza, con pavimenti in marmo policromo riccamente decorati, stucchi e affreschi di varie epoche, sono arredati con mobilio Settecentesco e propongo un’esposizione di quadri e opere d’arte. In particolare, il percorso di visita all’interno della Reggia di Colorno vi permetterà di scoprire quattro aree principali della Reggia:

  1. il Piano Nobile, con la Sala Grande e gli Appartamenti dei Duchi.
  2. la Cappella Ducale di San Liborio.
  3. l’Appartamento nuovo del Duca Ferdinando I di Borbone-Parma.
  4. il Giardino della Reggia di Colorno.

Piano Nobile della Reggia di Colorno

Il Piano Nobile della Reggia di Colorno ospita la Sala Grande, realizzata nel 1700 dall’architetto francese Ennemond Alexandre Petitot per Filippo I di Borbone-Parma e Luisa Elisabetta di Francia. Grazie alla sua distribuzione su due piani, la Sala Grande rappresenta un bell’esempio di sala all’italiana. All’interno del salone in stile neoclassico, da cui si gode di una magnifica vista del giardino storico di Colorno, è ancora oggi è possibile ammirare la splendida decorazione in stucco e il magnifico camino realizzato da Jean-Baptiste Boudard. Fino al 1848 la sala ha ospitato la statua realizzata da Antonio Canova (1757 – 1822) raffigurante Maria Luigia in veste di Concordia, ora esposta nel museo Nazionale di Parma al Palazzo della Pilotta. La Sala Grande divide nettamente gli Appartamenti del Duca dagli Appartamenti della Duchessa. Durante la visita del Piano Nobile della Reggia di Colorno è anche possibile ammirare la Sala della musica, il Salottino cinese, la Cappella Privata del Duca e la collezione di porcellane delle manifatture di Meissen e Sèvrès.

Cappella Ducale di San Liborio

Seconda tappa durante la visita della Reggia di Colorno è la Cappella Ducale di San Liborio, che si affaccia su via Roma 3. La Cappella, che si trova alle spalle del grande Palazzo Ducale, è stata edificata nel 1777 per volontà del Duca Ferdinando I di Borbone, a sostituzione di un precedente oratorio del 1722 voluto da Francesco Farnese. Il progetto della Cappella Ducale di San Liborio fu affidato all’architetto Pietro Cugini (1750 – 1821), che per la sua realizzazione si ispirò ai disegni del suo predecessore e maestro Ennemond Alexandre Petitot. Nel corso degli anni, la cappella subì svariate modifiche, incluso un cambio di orientamento nel 1788, che spostò l’ingresso principale dal cortile interno della Reggia di Colorno all’affaccio su strada. La chiesa, con una pianta a croce latina e tre navate, presenta una caratteristica unica, la presenza di un passaggio privato che consentiva al devotissimo Duca Ferdinando I di accedere direttamente dalla tribuna ducale ai suoi appartamenti della reggia adiacente. La Cappella Ducale di San Liborio si fregia di un organo monumentale, realizzato tra il 1792 e il 1796 dai rinomati maestri bergamaschi Andrea e Giuseppe Serassi. Lo strumento, dotato di 2.898 canne in stagno puro, distribuite su 68 comandi, rappresentava all’epoca della sua creazione una vera eccezionalità, sia per le sue dimensioni sia per la complessità della sua struttura. Perché la cappella reale più grande d’Italia e la seconda in Europa, dopo l’Escorial di Madrid, è stata dedicata a San Liborio? Ebbene, leggenda vuole che il duca Francesco Farnese fosse afflitto da calcoli renali e decise per questo di erigere il suo oratorio  in onore di San Liborio, il Santo patrono degli affetti da calcolosi renali. 😉

Appartamento del Duca Ferdinando I di Borbone

L’Appartamento del Duca Ferdinando I di Borbone è il delizioso luogo di ritiro per la preghiera e la contemplazione, che Ferdinando I creò per sé nella Reggia di Colorno. Collegato alla vicina Cappella Ducale di San Liborio, l’Appartamento privato di Ferdinando I di Borbone avvolge il visitatore con affreschi che sembrano dipinti su tessuto e con uno straordinario osservatorio astronomico del Settecento. L’appartamento di Ferdinando I è composto da sei stanze principali – la biblioteca, la camera da letto, la sala da pranzo, lo studio privato, lo studio ufficiale e il pittoresco osservatorio astronomico – e altri spazi secondari – lo studiolo, il bagno e una piccola cappella. Tutti gli ambienti dell’Appartamento privato del Duca sono decorati da affreschi e decorazioni parietali che vennero realizzati dagli artisti Antonio Bresciani e Gaetano Ghidetti tra il 1787 e il 1789 . Davvero suggestivo, nonché fiore all’occhiello dell’Appartamento del Duca di Parma, è l’Osservatorio Astronomico, dove Ferdinando I di Borbone poteva comprendere la direzione del vento senza uscire all’esterno della reggia. Al centro della grande sala era infatti posta un’asta, che sporgeva all’esterno attraverso il tetto con una banderuola, mentre all’interno della sala una freccia indicava sulla Rosa dei Venti dipinta sul soffitto la direzione del vento. Una parte della sala, formata da due archi e un piccolo vano, fungeva da sala di lettura e presenta sull’arco centrale l’Allegoria della Geografia. Da vedere!

Giardino Storico della Reggia di Colorno

Dopo aver terminato la visita dell’interno della Reggia di Colorno, non mancate di visitare il Giardino Storico che è annoverato nel circuito dei Grandi Giardini Italiani. Questo magnifico parco è aperto tutto l’anno con ingresso gratuito. Come per tutto il resto della Reggia, anche il Giardino venne rimaneggiato da tutti i nobiluomini e nobildonne che abitarono a Palazzo Ducale. Il primo giardino venne realizzato dal conte Roberto Sanseverino d’Aragona (1418 – 1487) che lo progettò come un giardino all’Italia, con aiuole, labirinti e alberi da frutto. Nel 1500 Barbara Sanseverino lo ampliò, mantenendo però invariato lo stile del giardino. E’ nel 1700 che il giardino della Reggia di Colorno assume i connotati di un giardino alla francese, grazie agli ammodernamenti portati dai coniugi Filippo I di Borbone-Parma e Luisa Elisabetta di Francia, i quali scomodarono per lo scopo niente meno che il giardiniere di Versailles François Anquetil, conosciuto come Delisle, il quale su progetto del Petitot, introdusse l’innovativo cannocchiale prospettico nel Giardino di Colorno. Con l’arrivo della nobile Maria Luisa d’Austria alla Reggia di Colorno, anche il giardino venne adattato ai tempi e da un giardino alla francese si trasformò in un giardino all’inglese. Il giardiniere boemo Karl Barvitius della corte degli Asburgo, abbellì il parco con piante rare ed esotiche e realizzò il laghetto con l’isola dell’amore, ancora oggi visitabile nella parte romantica del Giardino Storico. Grazie ai restauri degli anni 2000, il Giardino Storico della Reggia di Colorno è tornato a splendere dopo un periodo di trascuratezza. Si decise di ripristinare il parterre alla francese, originario della prima metà del Settecento, con una bellissima fontana circolare centrale e due fontane laterali.

Visitare la Reggia di Colorno: info utili

Se desiderate visitare la Reggia di Colorno trovate di seguito delle informazioni utili per organizzare la vostra gita al Palazzo dei Duchi di Parma. 😉

Guida di Viaggio: Visitare la Reggia di Colorno – LE COSMOPOLITE Viaggi

Quanto dura la visita alla Reggia di Colorno

Quanto dura la visita alla Reggia di Colorno? Io ho visitato il Palazzo dei Duchi di Parma partecipando ad una visita guidata e la durata del tour è di circa 1 ora e mezza. L’esperienza mi è piaciuta molto e ve la consiglio, Potete visitare l’interno della Reggia di Colorno anche da soli, con un audioguida. In questo caso il tempo di visita dipenderà da voi, ma calcolate comunque non meno di un’ora. Per quanto riguarda la visita del Giardino Storico, vi basteranno 15, 20 minuti, ma se amate fare fotografie e passeggiare nella natura potrete restare quanto tempo desiderate.

Quanto costa il biglietto per la Reggia di Colorno

Il biglietto d’ingresso per la Reggia di Colorno costa 12€ per la visita guidata e 10€ per la vista con audioguida. Naturalmente sono previste riduzioni per i bambini. Vi consiglio di verificare i prezzi del biglietto per la Reggia di Colorno sul sito ufficiale, nel caso ci fossero stati aggiornamenti dell’ultimo minuto. 😉

Orari di apertura della Reggia di Colorno

La Reggia di Colorno è aperta tutto l’anno nel weekend, mentre è aperta nei giorni feriali solo da Marzo a Novembre. In generale il palazzo rispetta l‘orario di apertura 10:00 – 18:00. Vi consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale per verificare gli orari delle visite guidate ed eventuali cambi di orario stagionali.

Come arrivare alla Reggia di Colorno

Il modo più comodo per arrivare alla Reggia di Colorno è in auto. L’autostrada più vicina è l’A1 – Autostrada del Sole. Se vi trovate a Parma potrete raggiungere la Reggia di Colorno in treno. La Stazione ferroviaria Parma è infatti collegata alla Stazione ferroviaria Colorno con corse giornaliere. Una volta giunti in stazione a Colorno, dovrete camminare 15 minuti circa per raggiungere la Reggia.

Dove mangiare alla Reggia di Colorno

L’ingresso alla Reggia di Colorno affaccia su Piazza Giuseppe Garibaldi ed è ubicata accanto al Municipio della cittadina. In questa piazza e nelle sue immediate vicinanze troverete diversi bar e ristorantini in cui potrete fermarvi a mangiare qualcosa. 😉

Condividi l'articolo
Roberta Ferrazzi

Roberta Ferrazzi

Ciao, sono ROBERTA FERRAZZI, travel blogger fondatrice e manager di LeCosmopolite.it - il blog al femminile per donne viaggiatrici che stai leggendo ora - Consulente in Marketing e Comunicazione crossmediale, Marketing Coach e Content Creator (RobertaFerrazzi.com). Arilicense di origine e milanese di adozione, vivo tra il Lago di Garda e Milano. Da sempre innamorata dei viaggi, non smetto mai di esplorare il mondo, scoprendo culture incredibili e luoghi mozzafiato. Adoro condividere le mie esperienze di viaggio ed itinerari attraverso il blog e spero di ispirarti a prendere la valigia e partire per avventure emozionanti anche in solitaria. In LE COSMOPOLITE ti parlo di piccolo e grandi avventure per il mondo, ma anche di come diventare travel blogger. Unendo il mio DNA del viaggiatore con la mia esperienza nel marketing crossmediale, ti spiego come trasformare la tua passione per i viaggi in una professione autentica e gratificante. Ricorda, ogni viaggio è un'opportunità per scoprire se stessi e il mondo che ci circonda. Preparati a partire e lasciati sorprendere dalle meraviglie che ti attendono!

Articoli: 357

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Questo contenuto è protetto. © Copyright 2017-2023 Roberta Ferrazzi - LeCosmopolite.it. All rights reserved.