Ubud Bali

Ubud: cosa vedere in 4 giorni nel centro culturale di Bali e dintorni

Ubud è il cuore di Bali. Una città custodita nel centro dell’isola indonesiana, che vi incanterà per i suoi colori intensi, i suoni, i profumi e i rituali. Non c’è l’oceano ad Ubud, ma credetemi, non ne sentirete la mancanza.

Prima tappa del mio viaggio in solitaria a Bali è Ubud, il centro culturale di quest’isola magica.

Scesa dall’aereo a Denpasar con un jet lag da paura decido di prendere un taxi (il costo è di circa 15€ per 27Km) per raggiungere la meta. Dopo circa un’ora di tragitto la cittadina mi accoglie con una pioggia torrenziale. Poco male, mi lancio a carpiato nel letto del mio B&B (Candra Asri Bungalows spartano, ma buono) in Jr. Hanoman in cui mancano le lenzuola e gli asciugamani perché il servizio lavanderia non è stato effettuato (per fortuna ho sempre il mio sacco lenzuolo e asciugamano super light durante questi viaggi). Al mio risveglio non so più se sono le sei di mattina o di sera e nella mia totale confusione mentale mi imbatto per strada in schiere di donne armate di tappetino per lo yoga tutte vestite in coordinato (anche con il tappetino). Ubud è infatti il regno dello yoga e gli amanti del genere vengono da ogni dove per partecipare ai corsi in questa cittadina. Mi procuro dell’acqua e del cibo e poi ritorno a letto.

Alle 5 del mattino successivo mi sveglio al canto del gallo e di tutti gli animali che il gallo ha svegliato..e credetemi di animali ce ne sono in quantità anche perché il B&B affaccia sulle risaie! Dopo il gallo inizia il via vai delle moto (non potete credere al traffico che c’è!), quindi se avete il sonno leggero vi conviene trovare una camera che non affacci su strada. L’oste mi serve la colazione in terrazza: del tè (a Bali il tè è ottimo!), un gustoso toast di banana e frutta esotica. Un modo semplice e delizioso per iniziare la mia prima vera giornata a Ubud!

Ubud cosa vedere

Giorno 1 | Ubud
Indosso un paio di scarpe comode, metto in borsa un pareo da usare come sarong (essenziale per entrare nei luoghi di culto) e una borraccia d’acqua (il riciclo della plastica è un grosso problema per l’isola) e mi avventuro per Jalan Hanoman facendo attenzione a saltare le buche e a non calpestare i tanti cestini delle offerte che trovo lungo il marciapiede (occhio anche ai pantaloni o gonne lunghe: il bastoncino dell’incenso non perdona!)

Arrivo al mercato in Jalan Raya Ubud: tra il mistico ed il decadente, questo mercato ha un’atmosfera ovattata. Se lo visiterete troverete molte donne al lavoro tra l’odore pungente del pesce, quello dolciastro del riso delle offerte e i grandi cesti di frutta colorata. Passo poi alla parte dedicata alle creazioni di artigianato, abbigliamento e suppellettili varie. Pare il souvenir più in voga sia un portachiavi di legno a forma di pene tutto colorato in toni sgargianti e decorato con simpatici fiorellini…ne troverete a mazzi, nel vero senso della parola 🙂 .

Mercato di Ubud

Raggiungo l’Ubud Tourist Information, sempre su JL. Raya Ubud. Qui prenoto uno dei tanti daily coach tour (i bus sono da max 7 persone costo da 12€ ca.) nei dintorni di Ubud e mi procuro un biglietto per uno spettacolo serale di danza classica balinese legong e kecak (fire & trance dance). Dopo averle sperimentate vi suggerisco entrambe le cose.

Ubud è ricca di templi, ma non è molto grande. Trovate di seguito un buon itinerario per visitare la città partendo dal centro informazioni turistiche.
Dirigetevi verso Ubud Palace e Puri Saren Agung (JL. Raya Ubud angolo JL. Suweta) dimora della famiglia reale, il complesso è stato riscostruito dopo il terremoto del 1917. Lo stile decorativo è sobrio e le sculture sono opera dei migliori artisti locali. Proseguendo per JL. Suweta troverete Pura Marajan Agung, tempio privato della famiglia reale, possiede uno dei più bei portali di Bali. Pura Desa Ubud su JL. Raya Ubud è invece il tempio principale della comunità. Vi imbatterete poi nel Pura Taman Saraswati uno spettacolare tempio che vi ruberà il cuore al primo sguardo. Lo riconoscerete per il grande laghetto di fiori di loto visibile dalla strada. Nel sito troverete molte sculture in onore di Dewi Sarawasti, la dea della saggeza e delle arti. Lungo il laghetto troverete anche un ristorante (una turistata che ci si può concedere) dove potrete gustare un Nasi Goreng (riso fritto con verdure e pollo) o un Mie Goreng (spaghetti di riso fritti con verdure e pollo) con una limonata in una veranda tra i fiori di loto.

Dopo esservi riposati imboccate la Monkey Forest Rd. Percorrendola vi imbatterete in numerosi negozi di artigianato locale e resort di lusso. Alla fine della strada farete il vostro ingresso alla Mandala Wisata Wanara Wana, per gli amici Sacred Monkey Forest Sanctuary, una riserva che comprende tre templi sacri, regno di pestiferi macachi balinesi dal pelo grigio, la coda lunga e la zampa veloce! Passerà poco da che vi ritroverete a lottare con un macaco per non essere spogliati del vostro sarong o a rincorrerlo nel disperato tentativo di recuperare un paio di occhiali, un cappello, degli orecchini o qualsiasi altra cosa si muova che abbia attirato la sua attenzione. Dei templi che visiterete nel santuario il Pura Dalem Agung è sicuramente il più suggestivo con le sue raffigurazioni di Rangda che divora bambini.  Finito il tour dei templi perdetevi nella riserva alla scoperta dei suoi luoghi nascosti, compreso un ponte tibetano.

Dopo questa bella camminata è tempo di una doccia al volo e di farsi carini per il suggestivo spettacolo di danza balinese al Pura Dalem Taman Kaja, dove non mancheranno nemmeno camminate sulle braci e momenti di trance.

danza kecak

 kecak dance bali

Cenate in qualche warung lungo la strada del ritorno. Io avevo optato per il caffè Kafe, un organically inspired bar paradiso per yogi e vegani. Ho finito per andare sempre lì: l’atmosfera è rilassante ed internazionale, se si viaggia soli si faranno nuove amicizie, il cibo è ottimo e il wi-fi va che è un piacere.

Giorno 2 | Kintamani Vulcano Tour
Il secondo giorno lo dedico ad una visita dei dintorni in compagnia di altre 6 persone. E’ un daily coach tour che ho prenotato al centro turistico il giorno prima. Si parte alla 9 del mattino. Potrete farlo anche con dei motorini, se deciderete di affittarli (ricordate che per farlo serve la patente internazionale). Prima tappa Goa Gajah (Grotta dell’Elefante) a 2 km a sud-est di Ubud lungo la strada per Bedulu. Il sito è caratterizzato da un’antica grotta dalle sembianze demoniache forse risalente al XI secolo e riscoperta da archeologi olandesi nel 1923. Nel cortile di fronte alla grotta ci sono due vasche caratterizzate da sei statue femminili che sorreggono delle anfore. Da lì si scende nella giungla lungo una passeggiata che vi porterà fino al Sugai Petanu (fiume Petanu).

Goa Gajah ali

Seconda tappa Gunung Kawi (il tempio di roccia), il sito archeologico Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO è il più suggestivo di Bali e si trova a Tampaksiring, 18 Km circa a nord-est di Ubud. Vi addentrerete nella valle fluviale attraverso 270 gradini fino a raggiungere una maestosa parete di roccia in cui sono scolpiti 10 candi (santuari funebri) in nicchie alte 8 metri, anch’esse ricavante nella roccia. Le origini sono incerte, ma è probabile si tratti di un monumento funebre della famiglia reale che regnò nel XI secolo.

Si riparte alla volta del Pura Tirta Empul a nord di Tampaksiring. Il tempio dell’acqua sacra è uno dei più importanti di Bali. Nasce accanto alle sorgenti naturali scoperte nel 962 d.C. che sono fonte principale del fiume Sungai Pakerisan. E’ un luogo religioso, non CanevaWorld, quindi evitate di immergervi nelle vasche per farvi un selfie folcloristico!

Quarta tappa è Temen e le sue piantagioni di caffè. Specialità locale è il Kopi Luwak, ossia un particolare tipo di caffè (kopi) che viene prodotto con le bacche che lo zibetto comune delle palme (luwak) – una sorta di grosso furetto nero, per rendervi l’idea – ingerisce, digerisce parzialmente e poi defeca. Questa varietà di caffè è una vera prelibatezza: prodotta in quantità limitata è tra le più costose al mondo. L’idea di bere un caffè fatto con la “pupu” di un furettone non è bella, ma vi posso garantire che il sapore è buono 😉 .

Si riparte alla volta delle montagne centrali di Bali, la zona del Gunung Batur inserita nel 2012 dall’UNESCO nella rete mondiale dei geoparchi. Tutti i tour fermano nel villaggio di Penelokan (luogo da cui guardare) dove i bambini giocano a calcio nella piazza principale indossando le magliette dei campioni di calcio occidentali. Qui pranziamo in uno dei beceri ristoranti per turisti (ma con i tour organizzati la turist-sola è sempre da mettere in conto). Se siete in motorino o in auto potrete comunque programmare una fermata qui per godere del belvedere che è semplicemente strepitoso. Unica nota positiva del “pranzo sola” è infatti che si mangia su una balconata con un panorama mozzafiato del vulcano e del lago Danau Batur.

Purtroppo durante il viaggio la mia gamba, reduce da una super slogatura della caviglia, non mi ha consentito di salire sul vulcano, ma sappiate che ci sono molte agenzie di trekking che organizano l’arrampicata sul Gunung Batur tra le 4 e le 10 del mattino. Noi invece proseguiamo per il vicino centro di Kintamani dove si trova un pittoresco mercato (cercheranno di rifilarvi in tutti i modi almeno un sarong) e il magnifico tempio hindu Pura Ulun Danu Batur. Costruito nel 1926, dopo un’eruzione che distrusse il villaggio, il sito è il secondo più grande complesso di templi di Bali ed è dedicato a Dewi Batari Ulun Danu dea dei laghi e dei fiumi. Questo capolavoro architettonico include 285 tempietti dedicati alle varie divinità. C’è anche un altare taoista. Vi capiterà facilmente di assistere ad una cerimonia.

Ci rimettiamo in strada per raggiungere l’ultima tappa del nostro daily tour, i terrazzamenti delle risaie di Tegallalang. Bali è famosa per le sue terrazze di riso verde smeraldo caratterizate da un sistema di irrigazione vecchio di secoli chiamato Subak, un paesaggio magnifico che ha  ricevuto lo status di Paesaggio Culturale Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ma che purtroppo è messo a dura prova dalla speculazione immobiliare. Se state visitando Bali inserite nella vostra to do list una visita alle risaie 😉 .

Dopo tanta meraviglia rientriamo ad Ubud. Un posto che mi è piaciuto dove cenare e passare la serata è Casa Luna in .

Giorno 3 | Ubud
Il terzo giorno lo dedico al relax e mi regalo un massaggio. A Bali essere dediti ai massaggi non è un capriccio, è un dovere morale! Troverete centri massaggio di diverso tipo e per tutte le tasche. Certo è che siamo molto lontani dai prezzi proibitivi a cui siamo abituati in Italia e con 20€ vi potrete sentire delle vere regine / re. Io ho optato per il Nur Salon in JL. . Il centro è ospitato in un complesso tradizionale balinese: un cortile silenzioso ricco di alberi rigogliosi, piante officinali e laghetti. Scegliete il massaggio completo che finirà con un bagno tra petali di rosa in una vasca di marmo, sorseggiando un decotto di zenzero, in una “cabina” massaggi che ha il blu del cielo come soffitto e lo scampanellio di uno scacciapensieri come sottofondo musicale. Dopo questa mattinata idilliaca mi incontro al Kafe con Arianna, migliore amica della nostra cosmopolita Laura, che si trovava in città per dei corsi di yoga (again, quando viaggiate soli fate sapere agli amici dove andate, c’è sempre un amico o una mico di un amico in zona 😉 ). Insieme decidiamo di fare il Campuhan Ridge Walk, una camminata tra le risaie lungo il fiume che inizia poco lontano dall’Ubud Palace (al centro informazioni vi daranno una mappa). Affamatissime abbiamo chiuso la serata al Café Pomegranate, la cucina non è tipica ed è anche caro rispetto ai warung, ma gustarsi il tramonto in una terrazza nel bel mezzo delle risaie non ha prezzo.
C’è un’altra passeggiata che potete fare a piedi o in bicicletta di circa 6,5 Km che passa da Penestanan, Sayan, Kedewatan e Tagalkuning.

Giorno 4 | Ubud – Sanur
E’ tempo di lasciare Ubud e partire per una nuova destinazione. Durante i giorni a Ubud ho scoperto grazie a facebook che un amico era in vacanza a Sanur, così ho deciso di raggiungerlo. Prendo accordi per un servizio taxi e prenoto un camera su Booking.com. Mi incontro con le mie nuove amiche al Kafe per un ultimo saluto e poi via verso una nuova avventura 🙂

  • Qualche curiosità
    Camminando per le strade di Ubud noterete che gli alberi sono avvolti in lembi di stoffa solitamente a quadri bianchi e neri: secondo la religione Indù i grandi alberi sono abitati da spiriti e demoni e la stoffa è un paramento sacro.
  • Ogni casa ha nel giardino i suoi tempietti, tra i quali ci sono anche quelli degli antenati. Diverse volte al giorno vengono portati cestini intrecciati con foglie di palma pieni di fiori, frutti, riso, bastoncini d’incenso e altre offerte come monete, chewingum o sigarette. Li troverete anche sui marciapiedi e sulle casse dei supermercati. Le offerte vengono fatte anche ai maligni per amansirli.
  • Ricordate di togliervi le scarpe quando entrate in un negozio, bar o “agenzia viaggi”, un costume locale che è bene rispettare.
  • I cani a Bali sono liberi, quindi fate attenzione perché a volte sono poco accoglienti.
  • Vi imbatterete spesso in gatti dalla coda piegata ad L. A quanto pare è una mutazione genetica che caratterizza l’isola.
  • Mi è capitato di assistere a quelli che potremo definire i “giochi della gioventù” balinesi. I bambini arrivano a piedi in fila per due da ogni scuola. Indossano tute da ginnastica di colori sgargianti (ogni scuola ha il suo colore) e sia bambine che bambini sono truccati e hanno il rossetto, per essere belli in un momento ufficiale.
  • Alla Grotta dell’Elefante mi è capitato di cadere con il piede dentro ad un tubo lasciato scoperto nel terreno mentre facevo la foto che trovate in questo articolo (probabilità che la cosa accada 30% 🙁 )..niente di male se non una botta alla gamba, che si è gonfiata immediatamente come una palla. Sappiate che l’uso del ghiaccio non è contemplato e che le simpatiche signore dei “bar” disseminati nel parco non saranno disposte a venderlo. La cassetta degli infortuni all’ingresso del parco è provvista solo di olii, così come i kit di emergenza dei van. Mi sono ritrovata così protagonista di una scena surreale in cui io chiedevo del ghiaccio o di essere portata dove ne potessi comprare e i taxisti che mi guardavano smarriti e insistevano per portarmi in ospedale, sino a che uno di loro (che ho amato immensamente) se ne è uscito dicendo “ah ice, like football on TV: shhhh – shhhhh” mimando con il dito lo spray del ghiaccio freddo. A quel punto si sono parlati tutti tra di loro e il responsabile del parco se ne è tornato dopo poco con una mattonella di ghiaccio. Io me la sono lega alla gamba con una sciarpa e sono ripartita. La cosa divertente è che ad ogni stop i taxisti venivano a vedere come stavo e si stupivano del fatto che la gamba si stesse rapidamente sgonfiando. Mi hanno infatti spiegato che loro usano praticamente solo olii per “malanni” di poco conto. Quindi posso dire di aver “insegnato il ghiaccio” ai balinesi 😀 😀 😀 .
  • Se siete donne sole in viaggio, come lo ero io sull’isola, vi capiterà spesso di essere avvicinate per strada da giovanni ragazzi locali che vi diranno “young boy, madame, young boy“. Sono prostituti che si offrono alle turiste in viaggio. Non figuratevi scene becere alla Viale Zara, il tutto avviene in modo discreto ed educato. Vi basterà rispondere con gentilezza.
  • Se visitate Ubud in Agosto potrete trovarvi nel bel mezzo dell’Ubud Jazz Festival che richiama artisti da tutto il mondo!
Roberta Ferrazzi

Benvenuto in LeCosmopolite.it!
Dopo diversi viaggi in solitaria (che poi solitaria non è mai) per il mondo, mi sono resa conto che raramente incontravo ragazze/i italiane/i in viaggio da soli. Molte persone dalla Francia, Inghilterra, Canada e USA, ma raramente connazionali. Così Laura ed io abbiamo deciso di fondare LeCosmopolite.it un magazine che racconta quanto è bello scoprire questo nostro mondo, anche in solitaria.
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