Rosa Genoni mostra Milano

Rosa Genoni: mostra “Una donna alla conquista del ‘900” a Milano

Donna di grandi talenti, anticonformista e determinata, Rosa Genoni è stata una vera protagonista del suo tempo: il primo Novecento. Attivista per il riconoscimento dei diritti delle donne, pacifista in epoca di guerra, ma soprattutto una grande stilista e creatrice di Moda, nel senso più attuale del termine. A lei è dedicata la mostra UNA DONNA ALLA CONQUISTA DEL ‘900 – per la moda, l’insegnamento, la pace e l’emancipazione, aperta all’Archivio di Stato di Milano dal 13 gennaio al 17 marzo.

Rosa Genoni mostra

Attraverso numerosi documenti (lettere e disegni, ma anche modelli di abiti), si riscopre la stilista che per prima ricerca l’alternativa alla moda francese, affermando il valore della filiera produttiva italiana e la sapiente artigianalità declinata soprattutto al femminile, in altre parole il Made in Italy.
Le sue creazioni liberano la donna da corpetti e inutili costrizioni, si prestano all’impiego di nuovi materiali e linee sportive.

Rosa Genoni

Prima docente di Storia del Costume, Rosa Genoni attinge alla tradizione regionale rivalutandola e ancor più si ispira ai grandi esempi della Storia dell’Arte.
Sostenitrice delle lotte per il riconoscimento del lavoro delle donne, iscritta al Women’s International League for Peace and Freedom e da sempre impegnata nel sociale, Rosa Genoni è ovviamente un personaggio scomodo. Per tutta la vita, a causa delle sue idee riformiste, verrà schedata come pericolosa sovversiva da questure, prefetture e ministeri.

Rosa Genoni è stata anche una grande viaggiatrice e certo non per puro diletto, ma sempre con finalità molto chiare.
Nella primavera del 1915, quando ormai la guerra è alle porte, non esita a recarsi al Congresso Internazionale Femminile dell’Aja per unirsi al coro di no all’intervento armato.
Molti altri viaggi segnano la vita e la carriera di Rosa Genoni che è regolarmente a Parigi “per lavoro” seguendo le collezioni dei famosi couturier francesi.
Fondamentali però sono i due primi viaggi della sua vita. Ha appena dieci anni quando lascia una Valtellina troppo stretta per la sua sete di conoscenza e raggiunge Milano, dove la zia gestisce un modesto laboratorio di sartoria. E’ qui che inizierà come “piscinina”.

E più tardi il grande viaggio di formazione: a Parigi. L’occasione arriva quando i rappresentanti del Partito Operaio Italiano devono recarsi a congresso nella capitale francese e necessitano di un interprete. Rosa Genoni aveva imparato il francese andando a lezione – scandalosamente – la domenica mattina anziché andare a messa, certa che quella lingua le avrebbe aperto le porte del mondo della Moda, ed è proprio così. Al termine del suo impegno al seguito della delegazione Rosa Genoni, ancora minorenne, rifiuta di ripartire e decide di rimanere a Parigi.
Del resto, la capitale della moda era pronta ad accoglierla nei suoi atelier e offrirle una carriera che l’avrebbe portata fino alla Maison Paquin, prediletta dalla famosa attrice teatrale francese Sarah Bernard, musa dell’artista boemo Alfons Mucha, padre dell’Art Nouveau.

Una volta rientrata in Italia, Rosa Genoni non si limita a proseguire la scalata delle migliori case di moda milanesi, ma tiene corsi alle scuole della Società Umanitaria, dove bambine e ragazze dei ceti economicamente più svantaggiati apprendono il lavoro di sartoria.
Con i suoi articoli contribuisce alla diffusione e al successo del giornalismo di costume, mentre all’Esposizione Internazionale del 1906 arriva a presentare i suoi modelli più famosi ispirati all’Arte italiana (“Manto di Corte” tratto da un disegno di Pisanello e “Flora” dalla Primavera del Botticelli) che le varranno il Grand Prix della Giuria Internazionale.
Il suo abito simbolo resta però il Tanagra, di evidente ispirazione classica, ma anche versatile e dinamico, lanciato grazie a una testimonial d’eccezione: Lyda Borelli, diva del cinema muto.

All’Umanitaria è “collega” di Maria Montessori, nonché di Alessandro Mazzucotelli e Eugenio Quarti: interpreti per eccellenza del Liberty italiano.
E’ amica di Anna Kuliscioff, ma al tempo stesso stilista prediletta del gran mondo, dalla Baronessa Lindenberg a Donna Franca Florio.
Nel 1933 rifiuta di giurare fedeltà al regime fascista e è quindi costretta a lasciare per sempre l’insegnamento all’Umanitaria.

E’ arrivato il momento per lei di sottrarsi al suo ruolo di protagonista sempre in prima linea e ritirarsi a coltivare il proprio orticello… e non lo fa certo banalmente! Nelle sua tenuta in Liguria sperimenta la coltivazione seguendo le regole del dottor Steiner: la biodinamica. E ancora una volta Rosa Genoni anticipa i tempi: antesignana non solo del Made in Italy ma anche del Biologico!

DETTAGLI MOSTRA MILANO:
Archivio di Stato di Milano – Via Senato 10
Dal 13 Gennaio al 17 marzo 2018
Lun./Gio. 10:00 / 17:00 Ven. 10:00 / 14:30 Sab. 10:00 / 13:30 – Dom. chiuso
Ingresso libero

VISITE GUIDATE
Sabato 27 Gennaio ore 11:00
Sabato 17 Febbraio ore 11:00
Giovedì 8 Marzo ore 14:00
Min. 5 partecipanti – 12€
Gruppi fino a 15/20 partecipanti

Per gli amici de Le Cosmopolite la visita è scontata a 10€.
Ottieni lo sconto prenotando sulla nostra pagina Facebook.

Le Cosmopolite
Benvenuto in LeCosmopolite.it!
http://www.lecosmopolite.it

Similar Articles

Lascia un commento

Top