Murano Burano Torcello: tour delle isole di Venezia in un giorno

Il tour di Murano, Burano e Torcello è una piacevole escursione che vi porterà alla scoperta di tre suggestive isole di Venezia. Un itinerario in Laguna ottimo per chi già conosce Venezia e per chi vuole trascorre qualche giorno in uno dei lughi più belli al mondo.

Tour Murano Burano Torcello

Nonostante i mie frequenti andirivieni da Venezia non avevo ancora avuto l’occasione di visitare Murano e Burano. Per questo, durante il mio ultimo soggiorno veneziano, le ho messe nella mia to do list. Devo dire grazie agli amici dell’Hotel Papadopoli Venezia per avermi suggerito – tra le altre – di visitare anche l’isola di Torcello, che con il senno di poi è tappa obbligatoria per chi arriva fino a Burano.

Traghetti per Murano Burano Torcello

Se state progettando una escursione fai da te a Murano, Burano e Torcello dovrete considerare di dedicare a questa visita una giornata intera. Io le ho visitate in Novembre dalle 10 del mattino alle 17.30. Con il calar del sole (e del freddo), dopo aver goduto di un fantastico tramonto dall’isola di Murano, ho preso il mio ultimo traghetto per tornare in hotel.

Se partite da Piazzale Roma il traghetto numero 3 vi porterà fino a Murano. Qui dovrete scendere, attraversare l’isola a piedi fino a raggiungere il faro, dove troverete l’imbarco per il traghetto 12 per Burano. Da Burano raggiungerete Torcello con la linea 9: un mini traghetto che fa la spola da una parte all’altra dello stretto canale che le separa.

Visto che dovrete fare almeno 6 corse, vi conviene acquistare il biglietto giornaliero da 20€ (trovate a questo link le indicazione dei prezzi e orari dei vaporetti di Venezia ACTV). Non fate come la qui presente milanese imbruttita, che salita sul traghetto cercava l’obliteratrice come fosse in un bus :D, ricordate di obliterare il biglietto all’imbarco.

Fatte queste premesse tecniche, è ora di partiere per la nostra escursione!

Cosa vedere a Murano

Dopo una bella passeggiata via acqua attraverso i canali veneziani e aver superato il cimitero di San Michele, che da solo occupa un’isoletta intera, prima tappa della mia escursione è Murano. L’isola è famosa in tutto il mondo per il vetro soffiato, che sia esso sotto forma di vasi (Venini docet), gioielli o creazioni artistiche in generale.

Ma da dove ha inizio la tradizione del vetro di Murano?

Nel 1291 un decreto della Serenissima ordinò che tutte le vetrerie operanti a Venezia si stabilissero in un’isola vicina per scongiurare possibili pericoli di incendi. Nasce così il vetro di Murano! L’alchemica Venezia ci riserva anche in questo caso un misterioso retroscena: pare, infatti, che i primi alchimisti che esercitarono a Venezia fecero parte della Corporazione dei Vetrai e che da loro derivino diverse formule per la formazione della pasta di vetro, dei colori, delle luminescenze ed opacità. Più avanti altri componenti della corporazione si cimentarono anche nella produzione di specchi, legati anch’essi ad una tradizione esoterica. Gi specchi Veneziani divennero così famosi che si vietò di divulgare, al di fuori del territorio della Serenissima, i segreti della loro produzione. Nel 1665 il ministro di Francia Jean-Baptiste Colbert reclutò segretamente alcuni operai muranesi per avviare una produzione di specchi veneziani presso la corte del Re Sole. Tra essi c’è Gerolamo Barbin, nato a Murano nel 1634, il quale contribuì alla realizzazione della magnifica Galleria degli Specchi di Versailles.

Appena sbarcata dal vaporetto a Murano vado a visitare la fornace di Gino Mazzuccato (Fondamenta Manin 1). All’interno potrete assistere ad una dimostrazione breve, ma molto interessante, di un Maestro vetraio che realizzerà sotto i vostri occhi, e alla velocità della luce, un vaso e un cavallo di vetro. Potrete anche fare un giretto per il laboratorio. Gli shopping addicted potranno sbizzarrirsi nello showroom, dove sono esposte le innumerevoli creazioni del famiglia vetraia.

Dopo questa piacevole ed istruttiva visita, mi dirigo, attraversando Calle Bressagio, verso il faro di Murano per prendere il traghetto che mi porterà a Burano. L’idea è infatti di visitare ulteriormente Murano al mio ritorno.

Burano cosa vedere

Dopo una mezz’oretta circa di navigazione arriviamo a Burano. Il sole splende alto in cielo e nonostante sia la fine di Novembre la giornata è piacevolmente calda. Non poteva esserci tempo migliore per visitare questa isoletta sgargiante, i cui colori vividi riempiono gli occhi di gioia ad ogni passo. Burano è semplicemente bellissima! Assolutamente da vedere se passate per Venezia.

Burano è l’isola delle case colorate e dei merletti!

Abitata sin dal VII secolo, la “fortuna” di Burano crebbe con l’originalità dei disegni dei merletti prodotti dalle artigiane buranelle, le quali, con l’arte del “punto in aria”, sedussero nobildonne e regine di tutto il mondo. La tradizione di colorare le case di tonalità calde sembre invece dovuta al bisogno dei pescatori di poter individuare le proprie case – e l’isoletta – anche tra la fitta nebbia.

Quello che posso suggerirvi è di prendervela comoda e girovagare per l’isola esplorandone le viuzze e gli angoli suggestivi, che a tratti, vi faranno dimenticare di essere in Italia, riportadovi in un baleno nella calda e colorata atmosfera messicana. Camminate lungo le Fondamenta dei canali di Burano, perdetevi tra bancarelle e negozi di pizzi e trine, assaggiate i bussolai, dolci ticipi di Burano, raggiungete Piazza Galuppi, ammiratene i palazzi gotici e il cinquecentesco Duomo di San Martino, dove svetta un alto campanile che per pendenza fa concorrenza alla torre di Pisa. Visitate la Scuola – Museo dei Merletti. Sedetevi al sole, ordinate un Spritz, colorato come le case in torno a voi, e concedetevi un buon pranzetto in uno dei ristoranti di Burano ( vi posso suggerire i ristoranti Fureghin, Al gatto nero e Da Romano).

Infine, mentre influencer di tutto il mondo sono occupati in shooting contro le pareti colorate, raggiungete il molo e prendete il vaporetto che vi porterà a Torcello.

Isola di Torcello

Torcello è una piccola isola della Laguna veneziana dove ad oggi vivono in pianta stabile 12 persone. Pare che un tempo ne contasse almeno 30.000…Difficile immaginarla così popolata vedendola ora! Una volta scesa dal mini traghetto il percorso è obbligatorio: a Torcello c’è una sola lunga fondamenta che si snoda tra terreni semi abbandonati su cui si affacciano un paio di ristorantini.

Lungo la strada mi imbatto nel famoso “ponte del diavolo”, l’unico ponte medievale rimasto, che si caratterizza per essere senza parapetti e con pochi, larghi gradoni. La leggenda vuole che sia stato costruito nel corso di una notte per opera diabolica.

Continuando sulla via arrivo ad uno slargo che ospita la carega de Atila (trono di Attila) da cui forse, un tempo, l’autorità locale amministrava la giustizia, e la Cattedrale Santa Maria Assunta. Di stile veneto-bizantino, la cattedrale è forse il più antico monumento veneziano (sembra sia del VII secolo), precedente di due secoli la Basilica di San Marco. Entrate a visitarla (il biglietto d’ingresso costa 5€). Rimarrete copliti dal lucente mosaico dorato del Giudizio Universale che ricopre la parete di fondo. Uscita dalla cattedrale do un’occhiata ai due palazzetti gotici che fronteggiano le chiese, sedi dell’antico governo, e al portico che raccoglie edicole funerarie e vari frammenti d’epoca romana.

Circumnavigando la cattedrale, verso Campiello Lazzar, mi siedo lungo il canale e mi godo la vista dell’imponente campanile di mattoni che svetta in alto nel cielo.

Dopo questa piacevole sosta mi rimetto in cammino per tornare a Murano: mini traghetto 9 verso Burano e da qui linea 12. Una volta raggiunta Murano ho ancora il tempo e l’energia per visitare la Torre dell’Orologio, la Chiesta di San Pietro Martire e di curiosare nelle botteghe lungo Fondamenta dei Vetrai.

Mentre aspetto il traghetto per tornare in Piazzale Roma si apre davanti ai miei occhi uno spettacolare, quanto inaspettato, tramonto colore dell’oro! Mi imbarco sul 12 e mi godo la navigazione all’aria aperta.

La mia meravigliosa giornata a Venezia però non si conclude qui. Mi aspetta un party anni ’30 nell’adorabile giardino d’inverno dell’Hotel Papadopoli, dove, tra un coppa di champagne, cocktail elaborati, gustose pietanze e musica di altri tempi, sfilano le creazione retrò dell’atelier di moda Une Nuouvelle Vie. Tra le modelle c’è anche Angela Tommasi, una delle “12 Marie” 2017, la tradizionale Festa delle Marie del Carnevale di Venezia. L’evento che ricorda l’omaggio che il Doge portava annualmente a dodici bellissime e umili fanciulle veneziane, dotandole per il matrimonio con i gioielli dogali.

Ancora una volta Venezia mi ha regalato una giornata magica, di quelle che fanno bene all’anima e al cuore! 🙂

Roberta Ferrazzi
Benvenuto in LeCosmopolite.it! Dopo diversi viaggi in solitaria (che poi solitaria non è mai) per il mondo, mi sono resa conto che raramente incontravo ragazze/i italiane/i in viaggio da soli. Così Laura ed io abbiamo deciso di fondare LeCosmopolite.it, un magazine che racconta quanto è bello scoprire questo nostro mondo, anche in solitaria. Nel 2016 ho deciso di chiudere con il mio lavoro 9-5, ho fondato Shake your S communication e oggi mi occupo di consulenza in comunicazione online e off line per un porfolio internazionale di clienti. Nel lontano 2009 ho fondato il magazine online ILoveZonaTortona.com (lifestyle) di cui LeCosmopolite.it cura la sezione "Viaggi". Per qualsiasi informazione e curiosità in merito ai miei viaggi lasciate un commento! ;)
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