Il Barbiere di Siviglia

Il Barbiere di Siviglia: l’opera buffa di Rossini all’Arena di Verona

Il Barbiere di Siviglia è il capolavoro buffo di Gioachino Rossini, un’opera lirica divertente ed irriverente amatissima in tutto il mondo, che riesce sempre a coinvolgere e a far ridere il suo pubblico. L’antico anfiteatro dell’Arena di Verona propone per la sua stagione lirica un allestimento superlativo!

Gioachino Rossini

Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Passy, 1868), è stato un apprezzatissimo compositore italiano della prima metà del 1800. Rossini inizia a comporre all’età di 14 anni ed nell’arco di 19 anni scriverà 39 opere di rilievo. Il lavoro più conoscito è sicuramente il Barbiere di Siviglia, andato in scena la prima volta il 20 febbraio 1816 con il titolo Almaviva, o sia l’inutile precauzione. Il suo genio creativo spazia con successo attraverso vari generi musicali. Nel 1829 Giochino Rossini abbandona la scena musicale. Si ritira a vita privata nella campagna parigina di Passy, tormentato da depressione e ipocondria.

Rossini ha lasciato il segno per la sua estrema brillantezza ritmica. Tipico del suo stile è il “crescendo rossiniano”, un crescendo orchestrale su una frase ripetuta, che lo differenzia nettamente dallo stile degli operisti del Settecento. Questo suo modo di concepire l’opera dona alla sua musica un che di surreale, che calza a pennello con il teatro comico e regala spunti interessanti ai soggetti tragici.

Il Barbiere di Siviglia

Il Barbiere di Siviglia, in scena per la stagione lirica dell’Arena di Verona, è semplicemente meraviglioso! Torna nell’anfiteatro veronese dopo esattamente 70 anni dalla sua prima in questa magica cornice, avvenuta nel 1948. Hugo de Ana, che ha seguito la regia, scene, costumi e luci dell’opera di Rossini, ha creato per l’occasione un bellissimo jardin de l’amour. Un allestimento concepito come una specie di labirinto, che strizza l’occhio ad Alice nel Paese delle Meraviglie, con tratti dal gusto vagamente Felliniano.
La Spagna e la città di Siviglia sono solamente suggerite, senza alcun riferimento esplicito. Tra le lussureggianti pareti mobili e le gigantesche rose rosse del palco areniano, va in scena il puro divertissement, che fa sorridere senza mai scadere nella macchietta, grazie anche alle bellissime coreografie di Leda Lojodice. Ed il finale, con fuochi d’artificio, è senza dubbio di quelli con il botto! 😀

Il Barbiere di Siviglia trama

Atto I

Il Conte d’Almaviva si innamora durante una visita al Prado di Madrid della giovane Rosina, che vive a Siviglia nella casa di Don Bartolo, suo anziano tutore segretamente deciso a sposarla. Trovatosi a Siviglia il Conte incontra Figaro, brillante barbiere e factotum della città. Figaro, barbiere di Don Bartolo, si offre di aiutare il Conte a conquistare Rosina in cambio di una lauta ricompensa in denaro.
Il Conte d’Almaviva, sotto suggerimento di Figaro, intona una serenata a Rosina, spacciandosi per lo squattrinato Lindoro.

Poi, sempre dietro suggerimento di Figaro, decide di infiltrarsi nella casa di Don Bartolo sotto le mentite spoglie di un ufficiale ubriaco, con un foglio che ne attesta il temporaneo diritto di residenza nella dimora.
Intanto Don Basilio, maestro di musica di Rosina, avvisa Don Bartolo che il Conte d’Almaviva è in città e propone di calunniarlo.

La calunnia è un venticello,
un’auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sottovoce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s’introduce destramente
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo
prende forza a poco a poco,
vola già di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un’esplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha crepar.

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Don Bartolo, preoccupato, decide di sposare subito Rosina e si prepara a scrivere l’atto di nozze.

Figaro, che ha ascoltato il dialogo tra i due, informa Rosina e la esorta a scrivere un biglietto a Lindoro, che però lei ha già preparato. Don Bartolo si accorge del biglietto, ma non riesce ad intercettarlo.

Come pianificato il Conte d’Almaviva irrompe camuffato da ufficiale ubriaco nella dimora di don Bartolo. Ne segue una tal confusione che arrivano i gendarmi. Il Conte si fa riconoscere di nascosto dall’ufficiale ed i soldati si mettono sull’attenti, lasciando Don Bartolo stupefatto.

Atto II

Don Bartolo è sospettoso nei confronti dell’ufficiale. Nel mentre il Conte irrompe nuovamente in casa nei panni di Alonso, maestro di musica giunto – dice – in sostituzione di Don Basiglio, il quale è malato.

Don Bartolo è titubante e nemmeno l’arrivo di Figaro riesce a distrarlo. Figaro approfitta della situazione per impadronirsi di nascosto della chiave dal balcone, dal quale Rosina potrà darsi alla fuga con l’innamorato.

Poco dopo arriva anche Don Basiglio procurando nuovamente una gran confusione in casa. Alla fine questo se ne andrà fingendosi malato, dopo aver ricevuto dei denari dal Conte. Don Bartolo però rimane allerta e scaccia di casa Alonso e Figaro.

Rimasta sola, la buffa cameriera Berta riflette sulla pazzia che regna in quella casa e sull’amore che fa delirare giovani e vecchi, lei compresa.

Don Bartolo calunnia il Conte e fa credere a Rosina che Lindoro non sia altri che una spia di Almaviva, che la vuole avere per sé. Mostra poi a Rosina il biglietto avuto dal finto maestro di canto, convincendola che questi e Figaro vogliono rapirla per consegnarla nelle mani di Almaviva. Rosina sconvolta, per ripicca, accetta di sposare il vecchio e gli rivela il progetto di fuga con Lindoro. Don Bartolo corre a chiamare i gendarmi.


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A mezzanotte il Conte e Figaro vanno all’incontro con Rosina, questa da subito infuriata si rasserena – dopo un piccolo svenimento – quando scopre che Lindoro non è altri che il Conte di Almaviva.

I tre però non possono più scappare, perché Don Bartolo ha fatto rimuovere la scala usata dai due per salire furtivamente sul balcone di Rosina.
Nel frattempo giunge Don Basilio con il notaio per sposare Rosina con Don Bartolo. Lo scaltro Figaro si finge il tutore di Rosina con il notaio e la fa sposare con il Conte. Don Basilio viene costretto a far da testimone.
Quando Don Bartolo rientra a casa con i gendarmi per far catturare i due birbanti, il matrimonio è ormai già stato celebrato. Il Conte d’Almaviva rivela la sua identità e rango. Dice a Don Bartolo di darsi pace e gli promette di non richiedere la dote della ragazza. Don Bartolo si rassegna, mentre tutti gli altri festeggiano gli sposi.

Consigli di viaggio

  • Potete acquistare i biglietti dell’opera direttamente sul sito della Fondazione Arena di Verona.
  • Se il tempo non promette bene portate con voi un poncho impermeabile. In caso di pioggia l’opera viene sospesa fino a che non smette di piovere e poi ripresa. Viene annullata solo se è appurato che non smetterà di piovere per ore.
  • Per accedere all’Arena bisogna passare sotto un metal detector, tenete quindi conto dell’attesa in fila.
  • Se avete scelto i posti a sedere in gradinata portate con voi o acquistate all’ingresso in Arena un cuscino.
  • Acqua, bibite e piccoli snack sono in vendita anche in Arena durante gli intervalli.
  • Esiste, oltre ai tanti transfer a pagamento, anche l’Opera bus service che collega Verona al Lago di Garda. Il biglietto è nominale e va acquistato anticipatamente online. Il bus vi aspetterà in Piazza Cittadella, poco lontano dall’Arena, e partirà 30 minuti dopo la fine dell’Opera.
Roberta Ferrazzi
Ciao! Sono Roberta, benvenuta nel mio Travel Blog! Le Cosmopolite è un blog dedicato alle donne viaggiatrici come me 😀 (ma anche i maschietti potranno trovare tanti suggerimenti! 😉 ). Sono una consulente di comunicazione online e off line (Shake your S communication), una blogger e content creator con base tra Milano e il Lago di Garda e la valigia sempre in mano. Amo il design, l’arte, la moda, la musica e il ballo (il tango in particolare), il buon cibo e le grandi tazze di caffè. Viaggio spesso in solitaria alla scoperta di nuove culture o alla ricerca di un po’ di relax. Per qualsiasi domanda in merito ai miei articoli o per collaborare con me, contattami!
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