Città del Messico e dintorni

Bienvenida a Mexico!

Inizia da qui il mio viaggio, proprio dalla capitale Città del Messico. Una metropoli gigantesca di circa 21 milioni di abitanti (sì avete letto bene milioni). Un vivace melting pot dove tradizioni antiche e storia millenaria si mescolano alla modernità di una città in forte crescita. La città di Diego Rivera e di Frida Kahlo non può lasciarvi indifferenti, col suo disordine organizzato, gli innumerevoli musei, le enormi piazze, i coloratissimi murales: un fermento di suoni, colori e profumi in una città che non dorme mai.

Atterro all’aeroporto e aspetto un amico, conosciuto durante un viaggio in Sudamerica, che mi ospiterà per quattro giorni facendomi anche da guida turistica, un vero lusso. Mi accoglie all’aeroporto e mi catapulta subito nella colorata e vibrante Città del Messico. Inutile dire che impieghiamo in macchina circa un’ora per raggiungere il centro col traffico giornaliero dove ogni ora sembra essere un’ora di punta.

Il consiglio spassionato che posso darvi se dovete raggiungere qualsiasi punto della città dall’aeroporto è quello di prenotare un taxi, anche condiviso, perché coi mezzi pubblici rischiate veramente di perdere mezza giornata e di perdervi.

Altro consiglio … armatevi di pazienza durante la vostra permanenza in questa caotica città, la fretta non può essere di casa qui e questo spiega anche lo stile rilassato dei messicani. Ecco come ho trascorso i miei 4 giorni a Città del Messico, in modo un po’ inusuale I must admit.

Day 1. Girovagando per Città del Messico

Dimenticandomi volontariamente del jet lag e del fatto che non dormo probabilmente da 30 ore, cosa normale peraltro quando viaggio, mi ritrovo a passeggiare per le enormi vie del centro. Tra una visita alla Catedral Metropolitana, due passi, anche tre, in Plaza de la Constitucion (Zòcalo) e una visita al Templo Mayor, decidiamo di salire sulla Torre Latinoamericana per osservare il panorama dall’alto. Si rivela una scelta vincente quella di essere saliti poco prima de la puesta del sol (il tramonto) così da poter ammirare la vastità di Città del Messico alla luce del giorno e vederla tingersi di blu e pian piano illuminarsi. Il panorama a 360 gradi è davvero sorprendente: è difficile vedere i confini della città da tanto è immensa. Breve tappa a un comedor di strada, il Messico è la patria dello street food, per assaporare i piatti tipici della cucina messicana che per oggi prevedono tacos al pastor e tacos de carne asada. Quando viaggio mi piace immergermi appieno nella cultura del posto e non perdo l’occasione per gustare i piatti tipici.

Veduta dalla Torre Latinoamericana

“mi piace gustare la cucina tipica del posto affidandomi ai consigli delle persone locali, in questi casi tendo a non osservare i consigli delle guide turistiche perché correrei forse il rischio di entrare in posti turistici e non autentici. Seguendo invece i suggerimenti della gente del posto, e anche al vostro buon senso, si possono invece fare piacevoli scoperte e immergersi ancora di più nella cultura locale”

Dopo uno spuntino rigenerante che mi fa dimenticare la stanchezza e il fatto che non ho ancora chiuso occhio, rientriamo a Coyoacàn, il quartiere residenza di Frida Kahlo situato a 10km dal centro, ma pur sempre inglobato nell’immensa Città del Messico.

Day 2. Teopztlàn e la città dell’argento Taxco

Da qui parte il mio tour non convenzionale dei dintorni di Città del Messico, alla volta della Ciudad Universitaria (UNAM) dove lavora il mio amico che coi suoi 330.000 studenti e una biblioteca di 10 piani, vanta il primato di università più grande di tutta l’America Latina ed è anche patrimonio dell’UNESCO. Risaliamo in macchina diretti verso Sud alla volta di Tepoztlàn e del suo Pueblo Magico. La leggenda narra che il potente dio serpente venerato dagli Aztechi (Quetzacoatl – ho impiegato circa due giorni a pronunciarlo correttamente) sia nato qui, infatti questa piccola cittadina è un gioiellino che conserva ancora le tradizioni locali sia per l’artigianato che per la comida (cucina messicana). Vi consiglio di lasciarvi tentare dalle prelibatezze del ristorante Los Colorinos e dalla sua vivacissima atmosfera. Qui ho provato l’insalata di nopal (cactus), il chile rellenos, mentre al mercato del centro i chapulines, le mini-cavallette fritte prelibatezza del posto (e su questo punto ci sarebbe da discutere).

Dopo la visita al Cerro Tepozteco da cui si ammira un panorama formidabile sulla natura circostante, ci dirigiamo verso Taxco dove pernottiamo.

Taxco è la città dell’argento, nonché la copertina della Lonely Planet del Messico edizione 2016. Un’incantevole cittadina arroccata su una collina, un saliscendi di viuzze strette e antiche botteghe di artigiani che lavorano l’argento. La gente qui è molto accogliente e ci si sente subito a casa, soprattutto se siete appassionati di gioielli come me. Visitate l’affascinante Tempio de Santa Prisca con una guida locale che vi illuminerà sull’interessante storia del Tempio, godetevi il panorama dalle terrazze dei numerosi bar della piazza e concedetevi una cena a base di pozole (zuppa a base di mais, verdure e carne) presso la Pozolerìa de Tia Calla.

Non vorrei mai andarmene da Taxco, la sua atmosfera magica unita alla gentilezza della gente del posto e alla sua posizione privilegiata, rende la città un vero incanto.

Day 3. Grutas de Cacahuamilpa e Nevado de Toluca

Il tempo è tiranno e avendo un programma ben nutrito decidiamo di proseguire per Las Grutas de Cacahuamilpa e per il Nevado de Toluca. Dopo una colazione del campione a base di tamales (i tipici involtini di carne e mais avvolti in foglie di banano) e frutta, arriviamo alle Grutas (grotte) poco prima dell’apertura (10.00am) e già si respira, o meglio non si respira un’afa soffocante. Un percorso di circa due km nella pancia della terra per scoprire le affascinanti forme di madre natura. Una camminata sorprendente che illumina gli scorci più suggestivi al vostro passaggio e che vi catapulta per circa due ore in un mondo alla Indiana Jones.

Inutile dire che questo sito poco conosciuto del Messico ma che rappresenta uno dei maggiori complessi di grotte del mondo mi lascia veramente senza fiato (e non solo per l’afa!).

Decidiamo quindi di rinfrescarci dirigendoci alla volta del Nevado de Toluca, passando da circa 25 gradi (e 100% di umidità) a 5 gradi e 4680 mt di altezza. Il Nevado si trova circa a 80km da Città del Messico e si può raggiungere in macchina (con un tragitto tutt’altro che agevole) per poi camminare per circa 2 km prima di goder del panorama mozzafiato della montagna e del cratere che ospita il lago, il tutto immerso in un parco protetto di 51.000 ettari (una robetta da nulla). Per un amante della montagna come me è stato come fare una piccola sosta in Paradiso.

Rigenerati e rinfrescati ripartiamo per rientrare nella caotica Città del Messico.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Day 4. Rientro a Città del Messico e Museo Frida Kahlo

I tour convenzionali proprio non mi piacciono, e così lasciamo di nuovo il caos della capitale per visitare un’altra capitale, questa volta quella di un impero millenario: l’imponente Teotihuacàn. Con le sue Piramidi del Sole e della Luna e il tempo di Quetzalcoatl (il venerato Dio raffigurato con le sembianze di un serpente piumato) questo famoso sito archeologico vi farà respirare un’aria magica a tratti mistica. Dall’alto delle scalinate dei templi aztechi (vale la pena faticare fino in cima) si gode di una vista a 360 gradi sulla natura circostante e ci si sente quasi a contatto con gli dei.

Di rientro a Città del Messico facciamo tappa alla casa museo di Frida Kahlo (tappa turistica I know) che in tutta sincerità non merita tutta l’attenzione riservata dalle guide turistiche. E’ affollatissimo quindi se riuscite, acquistate il biglietto online per risparmiare un’oretta buona di coda all’ingresso.

E cosi siamo di nuovo in centro, in Plaza Garibaldi, e tra una ballata di mariachi e una ricca comida il mio tempo en la Ciudad de Mexico è terminato.

Non basterebbe nemmeno una settimana per scoprire questa enorme città, per assaporarne i profumi e per esplorare i mercati e più la visitate e più vi incanta per la sua varietà. Il mio viaggio però ha un biglietto di rientro, e con data non flessibile questa volta, quindi proseguo da sola per la seconda tappa del viaggio Oaxaca. Seguitemi nel secondo episodio se siete curiosi.

 

Laura Ronchi
Avete detto viaggio? Eccomi. Sognatrice e sempre pronta a scoprire il mondo, se poi si tratta di viaggi avventura ancora meglio. Account digital di professione, sportiva di natura, designer di gioielli per vocazione... tra un viaggio e l'altro... penso alla prossima meta! Le Cosmopolite è un magazine online nato insieme alla mia compare Roberta per condividere col mondo i nostri viaggi, i consigli, e i trucchi per conoscere e scoprire il fantastico "cosmo" in cui viviamo. Tra gli articoli troverete suggerimenti e idee sulla vostra prossima meta o semplicemente suggestioni per spronarvi a partire se ancora non l'avete fatto.

Similar Articles

Lascia un commento

Top