Casa di Giulietta

Casa di Giulietta a Verona: i retroscena dei luoghi dell’amore shakespeariano

Oggi vi porto alla scoperta della Casa di Giulietta a Verona e i luoghi dell’amore shakespeariano, dove tra storia e leggenda sopravvive il mito di un’amore senza tempo. La storia d’amore e morte di Romeo e Giulietta.

Romeo e Giulietta

Giulietta: o Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome. Ovvero, se proprio non lo vuoi fare, giurami soltanto che mi ami, ed io smetterò di essere una Capuleti.
Romeo: devo continuare ad ascoltarla oppure rispondere a ciò che dice?
Giulietta: è solamente il tuo nome ad essermi ostile. Tu saresti sempre lo stesso anche se non fossi un Montecchi. Che cosa vuol dire la parola Montecchi? Non è una mano, o un braccio o un viso, ne un’altra parte che appartiene ad un essere umano. Oh, sii qualche altro nome! Quello che noi chiamiamo col nome di rosa, anche chiamato con un nome diverso, conserverebbe ugualmente il suo dolce profumo. Allo stesso modo Romeo, se portasse un altro nome, avrebbe sempre quella rara perfezione che possiede anche senza quel nome. Rinuncia quindi al tuo nome, Romeo, ed in cambio di quello, che tuttavia non e’ una parte di te, accogli tutta me stessa.
Romeo: ti prendo in parola. D’ora in avanti non sarò più Romeo.
Giulietta: chi sei tu, così nascosto dalla notte, che inciampi nei miei pensieri più nascosti?
Romeo: non so dirti chi sono, adoperando un nome. Perché il mio nome, o diletta santa, è odioso a me stesso, perché e nemico a te. E nondimeno strapperei il foglio dove lo trovassi scritto.
Giulietta: le mie orecchie non hanno ancora udito un centinaio di parole pronunciate dalla tua lingua, e nondimeno riconosco la tua voce: non sei forse tu Romeo, nonché uno dei Montecchi?

Sono queste le parole che sembrano riecheggiare nell’aria nel cortile di Via Cappello 23, nel cuore della bella Verona. Eh sì, pare proprio di vederli a quel balcone mentre si scambiano parole d’amore al chiaro di luna!

Va detto che Verona è già di per sè una città super romantica. Ad ogni passo rimarrete a bocca aperta perchè sarete letteralmente circondati da arte e bellezza. La pittoresca Casa di Giulietta si trova a cinque minuti dall’Arena di Verona e a due passi da Piazza Erbe, proprio nel cuore pulsante del centro storico cittadino. Il mio consiglio è di andare a visitarla in momenti non sospetti, perchè è davvero una meta tra le più amate e costantemente presa d’assalto dai turisti.

Benchè io sia creasciuta a Verona, non ero mai entrata a visitare la Casa di Giulietta. Qualche giorno fa ho rimediato a questa mancanza e ho anche scoperto due o tre cosette interessanti sulla Casa.

Devo avvertire i romantici e deboli di cuore che quanto leggerete di seguito potrebbe mandare in frantumi la vostra idilliaca idea di questo luogo d’amore. Quindi, miei cari lettori, dovete decidere…

  • Pillola azzurra: fine della storia. Domani vi sveglierete in camera vostra e crederete a quello che vorrete.
  • Pillola rossa: restate nel paese delle meraviglie e vedrete quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

Vi sto offrendo solo la verità, ricordatelo. Niente di più. 😛

Romeo e Giulietta - scene dei film

La casa di Giulietta

“All you need is love” e anche una buona dose di fede, perché di autentico nella Casa di Giulietta c’è ben poco, se non la lungimiranza markettara del Comune di Verona, che accortosi già all’inizio del ‘900 dell’ attenzione che la casa attirava, ha ben pensato di acquistare almeno parte dell’intero complesso di età medievale.

Si pensa che la casa fosse proprietà della famiglia Dal Cappello, che dà il nome alla via e il cui emblema è scolpito in un rilievo nella chiave di volta dell’arco interno del cortile dell’edificio. Nel corso dei secoli la casa, passando di proprietario in proprietario, è stata oggetto di numerosi interventi di restauro e ristrutturazione. Dal 1600 al 1800 fu adibita ad albergo (alquanto sgangherato a detta del romanziere Charles Dickens), per poi essere acquistata in uno stato pietoso dal Comune nel 1905 per 7500 lire (o almeno così si dice). Se oggi il mito di Romeo e Giulietta vive più forte che mai in questo romantico cortile veronese è grazie ad Antonio Avena, l’allora direttore dei Musei e delle Gallerie comunali, che si fece artefice del restauro della casa e della tomba di Giulietta.

Avena, doveva essere in cuor suo un grande fan di Shakespeare perchè, già dal 1932, meditava di dar vita ad un museo shakespeariano per celebrare la leggenda che dava fama a Verona, cosa testimoniata dallo statuto di una mai nata “Società del museo Giulietta e Romeo”, che doveva – recita la bozza dello stesso Avena – “raccogliere, conservare, esporre ed illustrare in uno speciale museo tutto quanto nel campo delle lettere, dei costumi, e delle arti belle ha avuto ed abbia riferimento alla leggendaria vicenda degli amori di Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi”.

Della Società di cui sopra non se ne fece nulla. Fu invece l’arrivo a Verona della troupe della Metro Goldwin Mayer, il colosso cinematografico statunitense, alla ricerca di ambientazioni ideali per un nuovo colossal su Giulietta e Romeo, a dare la spinta giusta ai progetti di Avena che in quell’occasione fece loro da consulente. Il film del regista George Cukor, uscito nelle sale cinematografiche nel 1936, fun un successo internazionale.

Il lungimirante Avena, immaginando che la cosa avrebbe avuto una forte ripercusione sul flusso turistico della città, riuscì ad ottenere il permesso nel 1935 per procedere con una sapiente opera di restauro degli interni della casa di Giulietta.  Ancora oggi è possibile apprezzare la raffinata eleganza degli affreschi che impreziosiscono le pareti e che fanno da bella cornice a cassapanche intarsiate, camini in mattoni, scale in legno con balaustre e camminatoi, oltre che alla stanza 2.0 in cui è possibile mandare una mail a Giulietta. Avena ottenne anche il permesso di risistemare la tomba di Giulietta (di cui vi racconterò più tardi).

Il balcone di Giulietta

Turisti, viaggiatori, blogger e influencer da tutto il mondo ogni giorno fanno a gara per una fotografia sul bellissimo balcone di Giulietta! Ma anche qui c’è un retroscena da svelare. Nel primo Novecento alcune case mediovali veronesi furono demolite per costruire nuovi argini a protezione della città. Il nostro prode Avena (sì, sempre lui) decise di riutilizzare un piccolo balconcino (o forse una sorta di vasca) di epoca gotica di questi palazzi e di collocarlo nella casa di via Cappello. Et voilà, ecco creato il balcone di Giulietta! 🙂

La statua di Giulietta

Altro punto amato dai visitatori della casa di Giulietta è la foto ricordo con la statua della suddetta. Tradizione vuole che se si strofina il seno destro della giovine si troverà presto l’amore. La povera tetta di Giulietta ha fatto la fine delle palle del toro di Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Per questo nel 2014 la statua in bronzo originale, che fu sistemata nel cortile nel 1972, è stata sotituita da una nuova scultura. L’originale, con il torace perforato, si trova all’interno della casa, proprio difronte alla bigliettaria.

Mi rendo conto di aver tolto parecchia magia alla famigerata casa degli innamorati. Però, credetemi, la visita è piacevole. La casa di quattro piani è davvero graziosa e offre una ricostruzione verosimile delle tipiche case signorili venete del 1400. All’iterno vi trovere pregevoli affreschi salvati da antichi palazzi cittadini, una collezione di incisioni donata alla casa da Giovanni Rana, una piccola esposizione di oggetti di uso domestico in ceramica di epoca medievale e del primo Rinascimento veronese, il letto di Giulietta creato per il film di Franco Zeffirelli del 1968 e due costumi di scena che si sono meritati anche un Oscar. E se proprio ve la devo dire tutta, la cosa che mi è piaciuta pazzamente è il soffitto dell’ultimo piano!

Juliet Club – Il Club di Giulietta

Visitando la casa di Giulietta mi si è aperto un mondo. Ho scoperto che Giuliettà è in realtà più reale che mai! Esiste infatti un Juliet Club le cui origini vanno datate a quasi 100 anni fa. La storia delle lettere a Giulietta risale al 1930, quando l’allora custode della Tomba di Giulietta, Ettore Solimani, iniziò a raccogliere le prime missive che i turisti lasciavano in cerca di consiglio e, toccato dalle loro parole, decise di rispondere, diventando così il primo “Segretario di Giulietta”. Sarà poi Giulio Tamassia a capo di un gruppo di artisti ed intellettuali accomunati dalla passione per la leggenda shakespeariana, a creare nel 1972 il Club di Giulietta, che oggi è una associazione culturale senza scopo di lucro. Ma diamo un po’ di numeri: ad oggi il club riceve 50.000 lettere all’anno (siano esse via posta, email o recapitate a mano nella Casa di Giulietta) e può contare su 45 segretarie da tutto il mondo. L’associazioni si basa sul volontariato e volendo è anche possibile fare uno stage formativo (non è ben chiaro per quale posizione). Il Club organizza premiazioni ed eventi durante tutto l’anno. E’ anche possibile visitare l’archivio con le tante lettere inviate da romanticoni o disperati per amore di tutto il mondo alla nostra prode Giulietta (trovate le informazioni per visitare l’archivio del Juliet Club a questo link).

Una selezione delle lettere di Giulietta è stata pubblicata nel libro Lettere a Giulietta di Lise Friedman e Ceil Friedman, che esplora la leggenda di Romeo e Giulietta e analizza le fonti letterarie che hanno dato origine all’opera. Da questo racconto è poi stato tratto l’omonimo film Letters to Juliet diretto da Gary Winick nel 2010.

Ora, bellissima questa cosa delle lettere, però, turisti, la volete finire di imbrattare e attaccare robaccia sulle pareti di una palazzina mediovale? No perchè, ok che è un luogo artefatto, ma non è Gardaland, quelle mura lì – almeno loro – sono vere!

Eh sì, perchè appena vi troverete nei pressi della casa noterete che l’ingresso è sempre molto affollato a causa della brutta abitudine della maggior parte dei visitatori di scrivere messaggi o attaccare foglietti ecc. sulle pareti, che ora – dalla disperazione – sono state completamente rivestite da pannelli…Ma la cosa non si limita a questo. Entrando nel cortile troverete una miriade di chewing gum appiccicate su mura, portoni e inferiate, quando non si tatta di lucchetti, cerotti o assorbenti!! Perchè cosa c’è di più romantico che lasciare il proprio messaggio d’amore su una gomma masticata, un cerotto o un’assorbente? Pura poesia sgnori miei, pura poesia!! Tra l’altro la cosa mi ha ricordato i luchetti d’amore che due amanti hanno attaccato su un bidone delle immondizie al belvedere di Roma (geniali!! 😀 😀 😀 )

La Tomba di Giulietta

Quando acquisterete il biglietto della casa di Giulietta (il costo è di 6€) vi verrà offerto per 1€ in più anche l’ingresso alla Tomba di Giulietta e al Museo degli Affreschi. I due distano a piedi circa 10/15 minuti dalla casa e avrete anche la possibilità di farvi una bella passeggiata per le vie centrali di Verona. Inutile dirvi che il buon Antonio Avena ci ha messo anche qui lo zampino!

Come già detto la storia di Romeao e Giulietta cammina su un filo tra finzione e verità. E’ dato storico che la famiglia Montecchi sia realmente esistita e che fosse anche un tantino rioltosa e sanguinaria. I Capuleti invece non risultano essere esistiti, e anche fossero stati i Cappello di cui sopra, pare che le due famiglie non avessere mai avuto nulla a che fare l’una con l’altra. Ma a questo punto mi sono fatta la personalissima opinione che qualche storia d’amore finita male a Verona ci deve essere pur stata (anzi – se avete trovato notizie in questo senso, illuminatemi). Perchè vi dico questo?

Per la storia legata alla tomba di Giulietta.

ll sarcofago di marmo rosso situato nell’ex convento di San Francesco al Corso, oggi sede del Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, è infatti ritenuto il sepolcro di Giulietta o forse di Romeo e Giulietta insieme. Già nel 1500 lo si riteneva, secondo la testimonianza dell’erudito Girolamo dalla Corte, il luogo di sepoltura dei due amanti. Tanta era la pagana venerazione che il popolo aveva per questa tomba che le autorità eclesiatiche, indignate, la rimossero e utilizzarono come abbeveratoio. La cosa però non fermò gli innamorati pellegrini. Dai primi decenni dell’Ottocento, la tomba divenne centro di una sorta di culto vagamente superstizioso, che spingeva i visitatori (tra cui nobildonne, naviganti, poeti e sognatori venuti da ogni dove) ad asportarne dei frammenti, quasi fossero sacre reliquie. Stacca che ti stacca la tomba finì in uno stato di totale degrado. Nel 1868, la Congregazione della Carità, a quel tempo proprietaria dell’edificio, decise di dare più degna sede al sarcofago e costruì una sorta di piccola cappella. Infine, nel 1938 Antonio Avena, come detto, ottenne dal Ministero dell’Educazione Nazionale l’approvazione a un intervento di restauro che comportò lo spostamento della sepoltura nella definitiva sistemazione attuale. Il furbacchione creò per la tomba di Giulietta un’abientazione in sintonia con quella del film, che voleva la morte dei due in una cripta. Così la tomba fu trasferita – come scrisse Alfredo Barbacci, allora Soprintendente – “in due vani sotterranei d’ignota destinazione, probabilmente cantina, camuffati a imitazione di cripta”. Della serie…la notizia non deve per forza essere vera, basta che sia verosimile! 😉

Sincera, mi avessero fatto andare sin lì solo per vedere una mangiatoia in un sottoscala mi sarei leggermente inritata. Per fortuna il Museo degli Affreschi è una chicca o perlomeno, a me è piaciuto molto!

Romeo e Giulietta : The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet – tragedia di William Shakespeare

Ultimo dettagliuccio da svelare. Nemmeno il buon Shakespeare si è inventato nulla. La tragica storia dei due amanti era già passata di mano in mano prima che William la portasse sul palcoscenico del The Theatre nel 1596. Sarà Luigi da Porto, che rimaneggiando un racconto già in circolazione, nella sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti del 1530 circa, darà ai due malcapitati i nomi di Romeus e Giulietta e ambienterà la storia a Verona. Dopo di lui verranno altri scrittori e la storia passerà di Paese in Paese arricchendosi via via di dettagli. Merito di Shakespeare è di aver eletto i due a simbolo dell’amore eterno grazie a una versione assolutamente divina del racconto!

E per chi tra di voi, leggendo questo articolo, si fosse fatto l’idea che io sia una inguaribile cinica, ecco le prove che non è così:

  1. Ho letto e rilletto la tragedia di Shakespeare e custodisco con cura il libro nella mia libreria
  2. Ho visto quasi tutti i film qui sopra (tranne Letters to Juliet) e giunta al THE END sono sempre stata in dubbio se annegarmi in un Martini bianco o tuffarmi in un barattolo di Nutella da 5Kg (prova che sono umana e in me batte un cuore)
  3. Facendo riceche per questo articolo sono incappata nella videointervista del 1967 a due giovanissimi Leonard Whiting and Olivia Hussey, gli attori protagonisti del film di Zeffirelli, e proprio lì, tra il minuto 10.36 e 10.48, ci ho visto quella scintilla, quella che è eterna finche dura! (Da un’altra ricerca pare che la mia intuizione fosse in parte – quella di lui – giusta 😉 )

Leonard Whiting e Olivia Hussey

Una curiosità legata al film: Olivia Hussey, allora minnorenne, non potè assistere alla prima del film perchè conteneva una scena di nudo…la sua! 🙂

Qualche considerazione:

  • Il vero eroe di tutta questa storia è Antonio Avena, il quale ha tutto il mio rispetto di professionista della comunicazione: come lui in Italia – e non solo – ce ne vorrebberò di più!
  • Leggo di molti turisti che si dicono delusi dalla visita nella casa di Giulietta. Questa delusione credo sia dovuta principalmente da un fatto: dimenticano che Giulietta è un personaggio immaginario e – in quanto tale – non è mai esistita, quindi, quella che visitano, semplicemente, non è la vera casa di Giulietta. Dall’altra parte tutte le info spicce che un turista può rimediare dalle fonti ufficiali, a mio avviso, volutamente non sono troppo esplicite su questo punto: in fondo l’amore è cieco ed anche un atto di fede! 😉
  • Amici blogger, se cercate informazioni di approfondimento sulla Casa di Gliulietta non chiamate l’ufficio stampa, vi diranno prima di guardare il sito internet e poi di comprarvi il libro al bookshop  😀 😀 😀 . Per loro proprio non posso spendere le stesse parole spese per il buon Avena!! 😉
Roberta Ferrazzi
Benvenuto in LeCosmopolite.it! Dopo diversi viaggi in solitaria (che poi solitaria non è mai) per il mondo, mi sono resa conto che raramente incontravo ragazze/i italiane/i in viaggio da soli. Così Laura ed io abbiamo deciso di fondare LeCosmopolite.it, un magazine che racconta quanto è bello scoprire questo nostro mondo, anche in solitaria. Nel 2016 ho deciso di chiudere con il mio lavoro 9-5, ho fondato Shake your S communication e oggi mi occupo di consulenza in comunicazione online e off line per un porfolio internazionale di clienti. Nel lontano 2009 ho fondato il magazine online ILoveZonaTortona.com (lifestyle) di cui LeCosmopolite.it cura la sezione "Viaggi". Per qualsiasi informazione e curiosità in merito ai miei viaggi lasciate un commento! ;)
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