Brenta

Brenta: 10 cose da fare e vedere a Valstagna in Valbrenta e dintorni

Il fiume Brenta e la Valbrenta sono la meta ideale per gli amanti dello sport e degli itinerari naturalistici e culturali. Soprattutto durante la calura dell’estate il paese di Valstagna può rivelarsi il luogo ideale per un weekend fuori porta o una piccola vacanza per tagliare dai ritmi della città e godersi natura, sport e relax.

Valle del Brenta

Il protagonista indiscusso di questa valle, stretta tra le ripide montagne delle Alpi Vicentine, è l’incontenibile Brenta, che con i suoi 174 km è uno dei più importanti fiumi a Nord del Po. Nasce dai laghi di Caldonazzo e di Levico in Trentino-Alto Adige, attraversa quindi la Valsugana, la Valbrenta, scorre sotto Ponte Vecchio del Palladio a Bassano del Grappa e poi, chilometro dopo chilometro, raggiunge le valli della Laguna di Venezia a Nord di Chioggia, dove termina il suo corso.

Ho frequentato questa zona fin da piccola. A tratti aspra, a tratti romantica, la Valbrenta si caraterizza per quel non so che di inquieto e selvaggio – sarà forse per colpa del rombare del fiume – che proprio alle regole non ci sa stare. Anche se a prima vista potrebbe non sembrare, sono tante le cose da fare e vedere nella Valle del Brenta, antica terra di confine e di contrabbando. Vediamo insieme le principali e le più interessanti, soprattutto per il periodo estivo! 😉

Valstagna

Valstagna è un paesino di poco più di 1000 anime, che corre lungo le rive del Brenta nella provincia di Vicenza e fa parte dell’Unione Montana Valbrenta, con la più conosciuta Bassano del Grappa. Il nome probabilmente ai più non dice nulla, ma questo piccolo borgo, stretto nella valle, vanta un interessante passato.

Valstagna storia

Valstagna fu il porto fluviale, commerciale e piazza di approvvigionamento alimentare dell’Altopiano dei Sette Comuni vicentini, oggi conosciuto come l’Altopiano di Asiago, e per questo si meritò di farne parte come “Contrada Unita”.
Pensate che la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni fu fondata nel 1310 ed è a tutt’oggi la prima Federazione al mondo paragonabile ad un moderno Stato federale. La Federazione cessò di esistere nel 1807, con la Campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte.
La popolazione di quest’area pare abbia origini cimbre. I Cimbri erano un’antica tribù proveniente dall’attuale Danimarca di ceppo germanico o celtico (siamo ancora indecisi) che, alla fine del II secolo a.C., partecipò all’invasione del territorio della Repubblica Romana. Quando questa li sconfisse parte della tribù si fermò sulla zona dell’altopiano delle Alpi Vicentine.
La storia di Valstagna è legata a doppio filo con il Monastero di Campese (1124-1796) e la Repubblica di Venezia (1405-1796), alla quale la Federazione dei Sette Comuni era alleata. Lo stretto rapporto tra Valstagna e Venezia è dimostrato anche dal vessillo della comunità, che raffigura il Leone con la zampa sopra il libro chiuso e lo spadone puntato verso l’alto, ad indicare che la cittadina era esente dal dovere di pagare le tasse per meriti di guerra. Fra i privilegi che la Serenissima concesse a Valstagna ci fu anche quello di poter coltivare il tabacco, coltivazione importata in Valbrenta nel 1600 dai monaci di Campese. Oggi è ancora possibile seguire l’itinerario denominato Alta via del tabacco percorso dai contrabbandieri del tabacco (400 m di dislivello – percorso facile di 2-3 ore) e visitare il Museo del Tabacco di Carpanè di San Nazario. I monaci di Campese favorirono inoltre la contrada dotandola di segherie e di mulini ad acqua. C’erano in zona anche delle miniere di alabastro. Dopo il 1700 iniziò il declino storico di Valstagna e la storia successiva – come quella di un po’ tutta la zona – è segnata dalle Grandi Guerre e dalle alluvioni (o brentane), tra cui l’alluvione del 1966, che devastò il paese e la sua economia. Se salite la scalinata della Chiesa Arcipretale potrete vedere una piccola targa affianco alla porta d’ingresso che segna il livello che l’acqua raggiunse durante l’alluvione…praticamente il paese rimase sommerso. Dietro alla chiesa si trova un covolo secco, che durante la Seconda Guerra Mondiale venne utilizzato dai valiggiani come riparo antiaereo. Gli abitanti di Valstagna si trovarono in prima linea – come sempre fu – anche durante gli oscuri giorni della Seconda Guerra Mondiale. I partigiani e le partigiane combatterono la loro lotta silenziosa tra i mille nascondigli di quste montagne, i cui segreti – e ve ne sono ancora tanti – sono ormai sepolti con i grandi vecchi della montagna.

Nondimeno oggi Valstagna ha un buon indotto turistico, grazie alle “attrazioni” naturalistiche e sportive che offre. Vediamole insieme!

Palio delle Zattere di Valstagna

Dal 1987 Il Palio delle Zattere di Valstagna è diventato l’evento estivo da non perdere in zona, tanto da far meritare al paese il titolo di “Paese delle Zattere” conferitole dall’Associazione Internazionale degli Zattieri (2005). Un omaggio ad uno dei mestieri che in passato fu tra i più “gettonati”. Da qui passava, infatti, tutto il legname diretto a Padova e a Venezia (parliamo di oltre  40.000 tronchi all’anno).

Palio delle Zattere a Valstagna

Il Palio, che prevede anche la sfilata di un corteo storico lungo le vie di Valstagna, coinvolge 9 contrade (Oliero, Londa, S. Marco, Torre, Mori, Fantoli, San Gaetano, Sasso Stefani e Costa), che si sfidano su vere e proprie zattere guidate da un equipaggio di tre zatterieri e una damigella. L’ordine di partenza viene stabilito grazie a due prove, quella del taglio del tronco e il tiro della slitta, che si tengono la sera prima del Palio.

Vi posso assicurare che l’evento è molto sentito dagli abitanti di Valstagna i quali, guidati da San Nicolò (protettore degli zatterieri), si sfidano fino all’ultimo colpo di remo vestiti degli sgargianti colori della contrada di appartenenza. Il Palio delle zattere si terrà domenica 22 luglio 2018 dalle ore 14.00 alle ore 20.00.

Calà del Sasso

Valstagna si caratterizza per un sentiero davvero particolare. Si tratta di Calà del Sasso, ovvero una scalinata di 4444 gradini di pietra, che collegano il parcheggio in località Lebo a Valstagna (221 m) con la Chiesa di Sasso di Asiago (965 m). 2.546,44 metri per un tempo di percorrenza di circa 2 ore e un dislivello di 744 metri, con pendenze variabili tra il 20 e il 40%. Calà del Sasso non è solo la scalinata più lunga d’Italia, ma anche una delle scalinate aperte al pubblico più lunghe al mondo (Adam’s Peak in Sri Lanka conta 5500 gradini).

Calà del Sasso: storia

La scalinata di Calà del Sasso fu fatta realizzare dal Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti nel 1400, come alternativa ad una mulattiera della Val Frenzela. Si caratterizza per una canaletta in pietra calcarea che corre affianco tutta la scalinata e che serviva a far scendere i tronchi dall’Altopiano al Brenta, per poi raggiungere l’Arsenale di Venezia per la costruzione delle navi. La via andò in disuso a metà dell’800. Dopo un lungo periodo di degrado Calà del Sasso è tornata oggi ad essere un importante itinerario storico-turistico (trekking 778 – livello di difficoltà E, cioè escursionistico o medio).

Calà del Sasso: la fiaccolata storica

Una leggenda racconta di due innamorati, Loretta e Nicolò di Sasso di Asiago. Lui si scapicolla per i 4444 gradini per arrivare a Padova e comprare un unguento che le salverà la vita. I compaesani non vedendolo tornare, armati di fiaccole, scendono la scalinata nella speranza di trovarlo lungo il cammino. Ed eccolo lì, Nicolò, che sale i gradini scortato dagli abitanti di Valstagna. E niente…la leggenda finisce con lui che salva lei e tutti felici e contenti.
Ogni anno, la seconda domenica di Agosto (quindi l’appuntamento è per il 12 agosto 2018), si celebra una fiaccolata commemorativa in notturna che finisce in “ombre de vin”, musica, ricchi premi e cotillon a Sasso di Asiago.

Ami la montagna e ti piace fare trekking? Guarda anche il nostro itinerario di 3 giorni in Val Malenco, Valtellina!

 

Le grotte di Oliero

A poca distanza dal centro di Valstagna c’è la frazione di Oliero, raggiungibile a piedi o in biciletta (è stata recentemente creata una ciclabile dedicata).  Il borgo si affaccia sull’Oliero, un affluente di soli 300 metri del fiume Brenta, tra i più importanti di tipo valchiusano, perché alimentato dalle acque del sovrastante Altopiano di Asiago (classico esempio di carsismo).
Il luogo è famoso per il complesso cavernicolo del Parco delle grotte di Oliero, dove hanno origine le sorgenti dell’omonimo fiume, che rappresenta la più copiosa sorgente del Veneto, con circa 8 milioni di metri cubi d’acqua al giorno.
L’area bagnata dal fiume fu nel 1600 sede di una fiorente industria cartiera (la biglietteria e il museo sottostante sono ciò che ne rimane). Alla fine del 1700 tutta l’area venne acquistata dalla Famiglia Parolini di Bassano del Grappa. Alberto Parolini, appassionato naturalista e vero cosmopolita, sarà il primo a scoprire le grotte e a creare un varco nella principale di queste: il covolo dei Siori (“covolo” in dialetto significa “sbocco”), che aprirà al pubblico nel 1832.

Covolo dei Siori

La visita al parco delle Grotte di Oliero è un vero tuffo nella natura ed in particolare si potrà vedere:

  • Covolo dei Siori. La grotta, visitabile attraverso un suggestivo percorso in barca e a piedi con speleoguide, è grande 90×20 metri circa. L’interno è quasi interamente occupato da un lago di 13 metri di profondità, che nel buio si illumina di una magica nuance verde. Tra le caratteristiche delle grotte ci sono delle stalattiti calcaree, la più grande è lunga circa 14 metri. Il sifone della sorgente è stato esplorato per circa 10 km, il che lo rende uno dei più lunghi d’Italia e probabilmente d’Europa. Le temperature dell’acqua e dell’aria all’interno della grotta sono pressoché costanti durante tutto l’anno, rispettivamente di 9 e 12 gradi centigradi. Inutile dire che le grotte sono frequentate anche da molti sub!
  • Covolo dei Assasini (covolo secco)
  • Covolo delle Soree (covolo secco)

Il Parolini in realtà aveva dato altri nomi, ma quelli dei locali sono resistiti alla prova del tempo e diciamolo, sono anche più divertenti! 😉

L’ingresso al parco è a pagamento e gli orari e i giorni di apertura della Grotte di Oliero cambiano a seconda della stagione, date quindi un’occhiata al link per organizzare la vostra visita 😉 .

Canoa e kayak a Valstagna

Valstagna è ed è stata una vera e propria fucina di campioni, anche olimpionici, di canoa e kayak (ricordiamo Pierpaolo Ferrazzi oro olimpico K1 individuale slalom a Barcellona 1992). Il campo da slalom per canoa e kayak, che si trova proprio nel centro della cittadina, richiama da sempre atleti e appassionati da tutto il mondo, oltre ad accogliere anche campionati di specialità. Se avete voglia di dare un’occhiata a chi si sta allenando in questo momento potete collegarvi alla webcam dedicata a questo link.
Se amate la disciplina o volete avvicinarvi a questi sport – che ve lo dico a fare! – non potrete trovare di meglio…della serie che, mal che vi vada, avrete come maestro un pluripremiato campione italiano 😉 .

Rafting Brenta

Se al corso di canoa preferite un’avventura one shot tra le spumeggianti rapide del Brenta, potete sempre “ripiegare” sul rafting. Sono due i centri che offrono questa esperienza a Valstagna:

  • Ivan Team – Centro Nazionale rafting e canoa sul fiume Brenta
  • Oda Selvaggia – Centro sport fluviali

Io ho preso parte una rafting adventure, sostanzialmente un mix tra rafting e river trekking (ci siamo fermati al laghetto di ponte Subiolo). Il percorso è di 10 km: dopo un brief iniziale a mo’ di “marines” si calano i gommoni in acqua a San Gaetano di Valstagna e si arriva a Solagna, passando anche dal campo di slalom di canoa (attenti ai paletti!! 😉 ). Che dire, ve lo consiglio! 🙂 L’acqua è gelidissssimaaaa, i tuffi e i ribaltamenti di gommone sono ogni due per tre, così come le risate (anzi, un grazie va alla nostra guida che è stato TOP). Arrivati a destinazione dopo 3 ore sarete felici e belli rinfrescati dalla calura estiva. Il centro vi darà tutto l’occorrente (caschetti, mute, giubbetti ecc.), ma vi consiglio di portavi una maglietta da surf, il costume – ovviamnete – e delle scarpe da ginnastica che non rimpiangerete…

Laghetto di Ponte Subiolo

Il leggendario e temuto Laghetto di Ponte Subiolo a Valstagna è da sempre oggetto di racconti – a volte terrificanti – fatti ai bambini (me compresa), ed in effetti di leggende metropolitane legate a questo luogo ce ne sono tante. Si tratta di un suggestivo specchio d’acqua largo 20 metri e lungo 35, un sifone che raccoglie le acque provenienti dall’Altopiano di Asiago. Se nelle belle giornate di sole il Subiol – come lo chiamano i locali – si presenta come un delizioso laghetto sprofondato tra rocce e una folta vegetazione, in occasione di abbondanti precipitazioni diventa un luogo tetro (complici anche le lapidi affisse nelle rocce circostanti), dove l’acqua tracima creando un breve torrente di circa 100 metri che si getta nel fiume Brenta. Il nome deriva probabilmente dal verbo “subiàr” – “fischiare” in dialetto – per il suono demoniaco che fa quando è in piena.

Grotta dell’Elefante Bianco

Il Laghetto del Ponte Subiolo è molto frequentato dagli speleosub perché immergendovisi è possibile raggiungere la Grotta dell’Elefante Bianco, che grazie alla sua attuale profondità di -186m è la sorgente Valchiusana più profonda d’Italia e una tra le più profonde nel mondo. Il suo sviluppo spaziale è di 365 m, con un dislivello di -149 m. L’esplorazione che un sub può fare qui è la più profonda immersione in grotta nel mondo. Purtroppo però c’è anche un triste retroscena: le lapidi di cui vi parlavo prima sono quelle di otto esploratori, che dal 1971 ad oggi, sono morti nelle profonde acque della Grotta dell’Elefante Bianco.

Ma tornando alle giornate di sole…un tuffo dalle rocce in questo specchio d’acqua vi toglierà letteralmente il fiato! Io credo di non aver respirato per almeno 10 secondi perché l’acqua è – di nuovo – gelatisssssimaaaaaaa!!! 😀 Però ne vale la pena 😉

Le cascate dei Calieroni

Proprio nel bel mezzo di Valstagna, lungo la strada che dalla piazza principale del paese porta a Foza, si possono ammirare degli affascinanti salti di roccia alimentati dall’acqua del torrente Frenzela, che formano tre suggestivi laghetti. Pensate che un tempo, quando il livello dell’acqua del Brenta si alzava, i pesci – fantastici saltatori – risalivano le tre vasche, così che quando l’acqua si ritirava i locali si ritrovavano un facile pescato! Anche per i Calieroni il quadro cambia se è periodo di piogge: il torrente si gonfia pericolarsene, tanto che – è bene ricordalo – fu la causa principale dei gravi danni che distrussero Valstagna nell’alluvione del Novembre del 1966. Oggi  i Calieroni sono meta dei percorsi di river trekking.

Il Covolo di Butistone

Il Covolo di Butistone, soprannominato “il castello nella roccia” si trova poco lontano da Valstagna, tra Cismon del Grappa e Primolano, lungo la statale 47. Si tratta di un’antica fortificazione militare, che pare risalire al 1004. Fu eretta a difesa di una delle principali vie di comunicazione tra la penisola italiana e la Germania e sbarrò il Canale di Brenta fino alla fine del 1700. Nella sua storia passò di mano a signori medioevali, alla Repubblica Veneta e alla casa d’Austria.

Il Covolo di Butistone si componeva di due corpi principale: la casa del dazio (distrutta dalle truppe di Napoleone Bonaparte), dove sin dal Medioevo si riscuoteva la tassa per le merci in transito, e la fortificazione militare che sorgeva in grotta e che poteva dare alloggio a più di un centinaio di uomini. Vi si accedeva grazie ad una sorta di seggetta azionata da un argano.

Covolo di Butistone: la visita

Durante la visita Covolo di Butistone è possibile vedere i resti della fortificazione in grotta, tra cui l’altare di San Giovanni Battista, la balaustra merlata, il pozzo, la cisterna, le postazioni per le colubrine, la prigione per prigionieri “eccellenti” o per malati di mente e la stanza per la truppa.
Le aperture del Covolo del Butistone sono saltuarie, controllate il sito prima di organizzarvi una gita! E’ prevista invece un’apertura straordinaria la settimana di Ferragosto.


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Dopo aver scalato 4444 gradini, esserci addentrati in grotte millenarie, aver disceso le rapide del fiume Brenta, aver fatto tuffi a bomba in cascate e laghetti ghiacciati ed aver visitato antiche fortezze, è ora di un po’ di relax. E quindi??? Ci pensano i Celti!

Brintaal Celtic Folk

Il Brintaal Celtic Folk è un festival della musica e della cultura celtica che si tiene in estate in Valbrenta. Il festival raduna persone da tutto il mondo, unite da una passione comune: i Celti. Così tra rune, musiche celtiche, bancarelle, abbigliamento gotico, accampamenti e calici di birra, si celebrano ogni anno le origini della comunità dell’Altopiano (non proprio per il piacere di tutti i locali, a dir il vero… 😉 ).
Quest’anno il festival si terrà dal 23 al 26 Agosto al Bosco delle Fontane, Cismon del Grappa (VI), poco distante da Valstagna.

Come avete visto la Valle del Brenta e in particolare la zona di Valstagna e dintorni vale bene una vista! 🙂

il fiume Brenta a Valstagna

Ma non è finita qui, perchè la zona offre molto altro ancora:

  • Per gli amanti delle escursioni in biciletta c’è la Ciclopista del Brenta che va da Bassano del Grappa (VI) a Caldonazzo (TN) per un totale di 50 km di percorso non troppo impegnativo.
  • In Agosto si tiene a Vasltagna forse la tappa più difficoltosa del Bassano Rally Racing.
  • Il Lago del Corlo ad Arsiè (BL), un bacino artificiale che si caratterizza per la diga e per il crocefisso della chiesa sommersa che spunta in mezzo alle sue placide acque.
  • La bellissima città di Bassano sul Grappa. Dopo un giro nell’incantevole centro storico e un saluto alla statua del “bacin d’amor”, è d’obbligo uno stop sul caratteristico Ponte Vecchio a firma di Andrea Palladio e l’assaggio alla Grapperia Nardini di una tagliatella, il liquore tipico di Bassano a base di Grappa. Si possono anche visitare il Museo degli Alpini, il Museo della Grappa Poli e della Ceramica.

il ponte di Bassano del Grappa

  • Sempre nelle vicinanze si trova Marostica, la città degli scacchi. Visitate la piazza principale caratterizzata dalla pavimentazione a scacchiera e salite all’antico castello, dove potrete fermarvi anche per una cena romantica.

Canoa a Valstagna

Viaggio sola

Un break nella Valle del Brenta può essere l’ideale anche per una donna che viaggia da sola. Come avete visto potete scegliere tra diverse attività sportive e culturali, da fare da sole o in compagnia, unendovi ai gruppi organizzati.

La mattina vi attende una buon caffè nella soleggiata piazza principale di Valstagna, le rive del fiume vi possono accogliere per un bagno di sole e la lettura di un buon libro e la sera vi potrete godere la frescura mangiando un gelato sedute sul muretto (ah quel muretto quante ne a viste!!) cullate dallo scroscio del fiume Brenta.

Se amate l’arte vi segnalo anche due talentuese pittrici locali: Ketty Cavalet e Margherita Cavalet (se chiedete in centro ve le sapranno sicuramnete indicare 😉 ).

P.S. Entra a far parte del nostro gruppo di donne in viaggio! Parleremo delle nostre esperienze di viaggio e ci scambieremo tanti consigli e suggerimenti! 😉

Roberta Ferrazzi
Ciao! Sono Roberta, benvenuta nel mio Travel Blog! Le Cosmopolite è un blog dedicato alle donne viaggiatrici come me 😀 (ma anche i maschietti potranno trovare tanti suggerimenti! 😉 ). Sono una consulente di comunicazione online e off line (Shake your S communication), una blogger e content creator con base tra Milano e il Lago di Garda e la valigia sempre in mano. Amo il design, l’arte, la moda, la musica e il ballo (il tango in particolare), il buon cibo e le grandi tazze di caffè. Viaggio spesso in solitaria alla scoperta di nuove culture o alla ricerca di un po’ di relax. Per qualsiasi domanda in merito ai miei articoli o per collaborare con me, contattami!
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