Bolani ricetta

Bolani: la ricetta di un piatto tipico dell’Afghanistan

Bolani è il nome di quella che potremmo definire una “pizza” con verdure afghana. Un piatto gustoso e anche vegano (per gli amanti del genere) che gli amici di Fondazione Pangea Onlus ci hanno spedito direttamente dall’Afghanistan.

Il nostro amico Luca Lo Presti, fondatore di Fondazione Pangea Onlus, un paio di settimane fa è volato nuovamente a Kabul per una opening davvero speciale: l’apertura della Scuola per parrucchiere di Kabul finanziata grazie a #SiamoTuttiPangea. Per l’occasione è stato accompagnato da una “madrina” d’eccezione, il coreografo italiano Luca Tommassini. I due hanno girato insieme per la città mostrandoci in diretta (nonostante qualche problemino di wi-fi qui e là) i risultati ottenuti in questi anni di lavoro targati Pangea.

La scuola di parrucchiere è solo uno dei progetti di Fondazione Pangea Onlus. L’associazione opera infatti da anni in Afghanistan aiutando le donne di Kabul ad avviare attività in proprio grazie al microcredito.

La ricetta di oggi ce la manda Maryam, una signora che grazie al microcredito ha avviato la sua attività di produttrice di Bolani.

Quindi, amici viaggiatori, qui parliamo di una ricetta DOC!

Ma passiamo alla preparazione di questo piatto afghano…

INGREDIENTI
Per l’impasto (circa 9 pezzi):

  • 500 gr di farina
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 250 gr ca. di acqua a temperatura ambiente

Per il ripieno:

  • 2 patate medie
  • 200 gr di spinaci freschi
  • 1 cucchiaino di coriandolo
  • 1/2 cipolla
  • 2 cucchiai d’olio d’oliva
  • sale e pepe nero a piacere
PREPARAZIONE
Miscelate la farina e il sale e aggiungete a poco a poco l’acqua e l’olio.
Se l’impasto è troppo secco, dovrete aggiungere altra acqua.
Lavorare l’impasto fino a quando non si formerà una palla che lascerete riposare un paio d’ore in una ciotola asciutta e coperta con un telo.

Nel frattempo bollite e pelate le patate. Una volta raffreddate, schiacciatele finemente e aggiungete l’olio d’oliva.
Lessate anche gli spinaci e, dopo averli lasciati raffreddare, strizzateli e tritateli grossolanamente.

A questo punto non resta che amalgamare patate, spinaci, cipolla tritate e le spezie per ottenere quello che sarà il ripieno dei bolani.

Prendete una parte della pasta e formate una palla di circa 10 cm di diametro.
Spolverate di farina il piano di lavoro e con un matterello appiattite la palla fino a formare un disco finissimo di circa 25cm di diametro.

Spalmate un po’ di ripieno su metà della pasta, lasciando circa 2 cm dal bordo.
Piegate la pasta a metà e sigillate bene il bolani facendo attenzione a rimuovere tutta l’aria che si è formata all’interno.

E’ il momento della cottura finale!
Mettete dell’olio d’oliva in una padella capiente e una volta che l’olio sarà bollente immergete un bolani alla volta. Friggetelo un paio di minuti per lato in modo che diventi croccante.

Disponete i bolani appena cotti su della carta da cucina per assorbire l’olio in eccesso.

Ora non vi resta che gustare i vostri bolani caldi accompagandoli con una salsa allo yogurt. 😉

Ed eccola qui, la nostra mentore, occupata a realizzare dei bolani con ripieno di patate. Pensate che la signora Maryam grazie a questa attività, iniziata con il microcredito di Pangea, riesce a mantenere se stessa e i suoi 7 figli a Kabul!

Vi è piaciuta la ricetta e anche il progetto che ha permesso a questa donna di aprirsi una attività da sola?

Se volete diventare parte attiva di #SiamoTuttiPangea potete trovare tutte le informazioni utili a questo link  oppure partecipare alla raccolta fondi “Luca Tommassini – Un sogno per Kabul” che terminerà il 25 dicembre 2017 😉 .

Roberta Ferrazzi

Benvenuto in LeCosmopolite.it!
Dopo diversi viaggi in solitaria (che poi solitaria non è mai) per il mondo, mi sono resa conto che raramente incontravo ragazze/i italiane/i in viaggio da soli. Molte persone dalla Francia, Inghilterra, Canada e USA, ma raramente connazionali. Così Laura ed io abbiamo deciso di fondare LeCosmopolite.it un magazine che racconta quanto è bello scoprire questo nostro mondo, anche in solitaria.
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