Alexandra David-Néel

Alexandra David-Néel: scrittrice ed esploratrice, è la prima donna a Lasha

Di uomini viaggiatori si è sempre sentito parlare…se ci pensate il mondo pare essere stato creato e scoperto da viandati, naviganti ed esploratori di sesso maschile. Ma poi capita di imbattersi in storie di donne straordinariamente tenaci e ribelli, che sono riuscite a ropere tutti gli schemi, a slegarsi dalla sudditanza maschile e raggiungere risultati che hanno del miracoloso.

Alexandra David-Néel. Vi dice niente questo nome?

Classe 1868, Alexandra (nata Louise Eugenie Alexandrine Marie David) è scrittrice, anarchica, femminista, cantante d’opera, esploratrice, antropologa, orientalista e la prima donna europea ad essere entrata a Lasha in Tibet.

Di origine francese, nasce il 24 ottobre a Saint-Mandé, vicino Parigi e sin da subito il gene DRD4 pare “urlare a scuarcia gola in lei”. Il padre è Louis David (1815-1904), un insegnate e giornalista anarchico, la madre una fervente religiosa. A sei anni la famiglia si sposta vicino Bruxelles, da dove Alexandra parte in bicicletta, all’età di 18 anni, alla volta della Spagna. Successivamente la famiglia muove a Londra. Qui Alexandra inizia i suoi studi in filosofia orientale, impara l’inglese e conosce Agvan Dorzhiev, futuro fondatore del primo tempio buddhista in Europa. A 21 anni, finalmente libera di decidere per se stessa, si sposta a Parigi, dove sperimenta tutto ciò che la città le può offrire, compresa la Massoneria. Alexandra frequenta lingue orientali alla Sorbonne, il Collège de France e il musée Guimet, dove ha origine il suo orientalismo. Sarà infatti una delle prime donne buddiste di Francia.

Tra il 1890 e il ’91 viaggia in India. Dal 1891 Alexandra, per mantenersi, inizia una carriera come cantante d’opera che la porterà sui palchi di Europe, Africa, Asia e a divenire la prima donna all’Opera di Hanoi.

Alexandra lotta per il movimento di liberazione della Donna, scrivendo articoli infuocati. Nel 1899 scrive un libro anarchico con la prefazione del geografo Elisée Reclus, caro amico di famiglia. L’editore si rifiuta di pubblicare un libro scritto da una donna. Sarà allora Jean Haustont, suo convivente, a pubblicarlo. Lo scritto di Alexandra David-Néel venne poi tradotto in 5 lingue.

Nel 1902 le venne offerta la direzione artistica del teatro di Tunisi ed incontra Philippe Néel de saint Sauveur, che diventerà suo marito. La vita da sposata però non le si addice e i viaggi in barca sulla The Hirondelle o le visite nel deserto del nord Africa non bastano a saziare la sua sete di viaggio.

Nel 1911 Alexandra lascia il marito e inizia un’avventura che la terrà in Asia per 14 anni. Parte per l’India sovvenzionata dal governo francese. Nel 1912 visita il Nepal, alla ricerca delle origini del buddismo e per questo sarà aiutata dal maharaja locale. Poi prosegue attraverso Sikkim, nel sud del Tibet, dove diventa amica del re Sidkéong Tulku, il quale le mette a disposizine il monaco quattordicenne Aphur Yongden. Passa due anni e mezzo a nord di Sikkim, vicino al Tibet, dove si applica nella pratica dello Yogi in una caverna a 4000 mt. sopra il mare, seguita da Gömpchen, sua guida spirituale. Nel 1916 deve abbandonare il territorio, per essere entrata due volte in Tibet senza autorizzazione. Parte allora per un viaggio in Giappone.

Qui conosce Ekai Kawaguchi, che le racconta di aver vissuto 18 mesi a Lhasa sotto le mentite spoglie di monaco. Alexandra riparte, visita la Corea e poi va a Benijin. In Cina raggiunge il tempio dei lama e uno di questi la accompagnerà attraverso la Cina fino in Gobi, poi Mongolia, per finire a Kum Bum, un grande monastero a nord est del Tibet. Nel 1921 è determinata a passare la frontiera ed entrare a Lhasa, la città proibita, il trono di Dio, il cui ingresso è vietato agli stranieri. Dopo essere stata espulsa più volte, si travestirà da pellegrino e nel 1924, all’età di 56 anni, dopo un lungo cammino attraverso il Tibet, arriverà finalmente a Lahsa. La notizia fa il giro del mondo.

Grazie alla notorietà può permettersi l’acquisto della sua dimora, Samten Dzong, in Digne les Bains al sud della Francia, oggi divenuta casa museo. Alexandra amplia la casa per ospitare le reliquie e gli oltre 500 manoscritti tibetani, che aveva portato con sè. Le pre-Alpi diventano il suo Himalaya per lillipuziani. Qui scriverà buona parte dei suoi libri con l’aiuto di Aphur Yongden, il quale rimasto sempre al suo fianco, verrà adottato da Alexandra nel ’28. Ella non voleva un figlio imposto dalla natura, preferiva poterlo scegliere.

 All the people of my parent’s generation have passed away and a lot from my generation are also dead… Why are we put on this earth if it is to leave like this? And curiously, there are people who want to bring children into the world to inflict on them the pain of growing old and dying… I find this a fierce idea – afferma Alexandra David-Néel

 

Nel 1937, a 69 anni, Alexandra fa ritorno in Cina armata di fotocamera. Con lo scoppiare della guerra Alexandra e Yongden si ritrovano bloccati al confine del Tibet, dove passeranno 9 anni tra bombardamenti, fame, epidemie, freddo, ma sempre continuando a scrivere. Nel 1941 verrà a sapere della morte del marito, con cui aveva sempre mantenuto i contatti. Nel 1946 i due esploratori fanno ritorno in Francia. Nel 1955 l’adorato Aphur more lasciando Alexandra, ormai 86enne, devastata. Negli anni successivi si sposta di hotel in hotel, fino al 1959, quando incontra Marie-Madeleine Peyronnet, che diventerà la sua asistente e scriverà la biografia di Alexandra.

Nel 1969 Alexandra compie 100 anni. Dopo 6 mesi rinnova il suo passaporto con l’idea di tornare in Asia e il progetto di fare un giro del mondo su di una Renault 4 cv guidata da Marie-Madeleine. (Questa donna è definitivamente un mito e io la adoro pazzamente!!!)

Nonostante fosse quasi paralizzata Alexandra David-Néel continua a lavorare alacremente ai suoi libri. Morirà nel 1969, poco dopo ave compiuto 101 anni. Il suo ultimo viaggio sarà in compagnia di Yongden in India, dove Marie-Madeleine Peyronnet dispederà le loro ceneri nel Gange il 28 febbraio del 1973.

C’è una frase di Alexandra che amo e recita: “Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta” e questo approccio fa tutta la differenza del mondo.

Alexandra David-Néel – Bibliografia

Alexandra David-Néel

Roberta Ferrazzi
Benvenuto in LeCosmopolite.it! Dopo diversi viaggi in solitaria (che poi solitaria non è mai) per il mondo, mi sono resa conto che raramente incontravo ragazze/i italiane/i in viaggio da soli. Molte persone dalla Francia, Inghilterra, Canada e USA, ma raramente connazionali. Così Laura ed io abbiamo deciso di fondare LeCosmopolite.it un magazine che racconta quanto è bello scoprire questo nostro mondo, anche in solitaria. Quando non sono in viaggio mi occupo del magazine online ILoveZonaTortona.com che ho creato nel 2009 e di consulenza in comunicazione con Shake your S, aiutando le aziende a migliorare la loro immagine online e offline.
http://www.shakeyour-s.com

Lascia un commento

Top